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Un territorio unito sotto la bandiera nerazzurra, la celebrazione di un trionfo che ha consacrato l’Atalanta

Bergamo. “Trattatela bene”. Un messaggio semplice, breve, ma ricco di significato. Lo ha mandato mercoledì sera l’Atalanta al Tottenham, che vincendo la finale di Bilbao ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro dell’Europa League, proprio sotto a quello della Dea. Ironia della sorte, il passaggio di consegne è avvenuto proprio qualche minuto prima che scattasse la mezzanotte dell’anniversario di quella notte di Dublino. Unica, indimenticabile, scolpita nella storia di Bergamo.

I migliori scatti di Atalanta-Leverkusen, finale di Europa League 2023/24

22 maggio 2024. Quando sono le 22.52, Istvan Kovacs fischia per tre volte. Tre, come i gol segnati da Lookman in una trance agonistica totale che ha mandato in panico la difesa del Bayer Leverkusen. La panchina nerazzurra esplode, i giocatori sul campo dell’Aviva Stadium si abbracciano, gioiscono, si lasciano andare sul prato verde. Pianti di gioia, grida liberatorie. Sulle gradinate, almeno 8mila bergamaschi celebrano un successo che fino a pochi anni prima mai e poi mai avrebbero immaginato di poter vivere.

È un attimo in cui i 1.500 km di distanza geografica tra le due città si azzerano. Bergamo è Dublino, Dublino è Bergamo. Il centro si tinge ancora di più di nerazzurro, con migliaia di persone che si aggiungono a quelle già presenti di fronte al maxischermo. Tripudio di felicità che si diffonde capillarmente in tutta la provincia, dalla Bassa alle Valli, dal Sebino all’Isola.

In ciascuno dei 243 comuni in quel momento c’è una bandiera che sventola a festa. Perché l’Atalanta, come lo sport, è così. Unisce. Ci sono i bambini che hanno iniziato a tifare l’Atalanta quando l’hanno vista risalire le classifiche nell’era Gasperini, i loro genitori che hanno vissuto le retrocessioni in Serie B e le salvezze sofferte, quando un 7° posto era un risultato straordinario, quelli che hanno assaporato l’amaro gusto di scendere fino alla Serie C, ma anche coloro che c’erano quando nel 1963 Domenghini e la sua tripletta mettevano ko il Torino portando a Bergamo la Coppa Italia, il primo – e, fino ad un anno fa, unico – trofeo della storia nerazzurra.

L’Atalanta non ha età. Accompagna le generazioni bergamasche da 117 anni e le collega ogni volta che scende in campo. Anche per questo il presidente AntonioPercassi ha voluto che ogni piccolo neonato si vesta di nerazzurro sin dal suo primo giorno su questo mondo: il Papa Giovanni XXIIIha celebrato gli otto nuovi “Atalantini nati” di quelle ore di festa come “campioni dell’Europa League”.

Purtroppo per loro non potranno avere un ricordo nitido di come era Bergamo mentre vedevano la luce, ma anche loro, quando saranno grandi, potranno ascoltare i ricordi di chi il 22 maggio 2024 alle 22.52 ha versato infinite lacrime d’amore per la notte in cui l’Atalanta ha vissuto la sua consacrazione. Senza dimenticare quello che sarebbe successo pochi giorni dopo, il 31 maggio: l’abbraccio di decine di migliaia di bergamaschi alla squadra, il bus scoperto per le via del centro. Un sogno da cui il popolo atalantino non si è mai risvegliato. Perché non ne ha bisogno.

bombonera

Il 22 maggio, 8 milioni di persone in tutta Italia si sono sintonizzati in tv per seguire la sfida: è stata la partita di calcio più vista dell’intera stagione. Non ci saranno feste in piazza, ma al Bombonera Social Pub del Villaggio Degli Sposi verrà ritrasmessa integralmente la partita, dal prepartita al post. Per rivivere ancora quelle stesse emozioni.