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Abusi sessuali e maltrattamenti in comunità: assolto padre Antonio Zanotti

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 6 anni per le molestie a un giovane ospite. La difesa: “La vera vittima è il frate, minacciato e costretto contro la sua volontà”

Antegnate. Padre Antonio Zanotti, 78 anni, è stato assolto dalle accuse di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di un giovane ospite della comunità Oasi 7 di Antegnate, una delle tante fondate e gestite dal frate attraverso la cooperativa Rinnovamento.

Il fatto non costituisce reato, secondo il Collegio giudicante: il cappuccino ha ammesso tre episodi in cui avrebbe toccato il ragazzo nelle parti intime, ma ha dichiarato di essere lui la vittima e di averlo fatto perché costretto, contro la sua volontà.

Ci sono delle riprese di questi palpeggiamenti, avvenuti nell’alloggio del religioso tra il 2014 e il 2018, che sono stati letti in modo opposto da accusa e difesa.

Secondo il pubblico ministero Maria Esposito “sono la prova che gli abusi sono effettivamente avvenuti. Ci sono anche dei cd e la registrazione di una conversazione dell’imputato con la sua guida spirituale, nella quale ammette di aver toccato il ragazzo. Dice di averlo fatto perché il giovane gli ha chiesto un “aiuto” in quanto non riusciva ad avere un’erezione. Ma com’è possibile che un ragazzo si sia rivolto ad un frate settantenne per ovviare alla sua impotenza?”.

La difesa, retta dall’avvocato Ramona Giobbi, sottolinea come nei video “la presunta vittima sia atipica: assume una postura dominante, filma e dirige le operazioni dicendo al frate cosa deve fare. Non è un soggetto spaventato, non è abusato, non si ribella, non scappa. Padre Zanotti invece è sfuggente, non ha nessun tipo di contatto fisico con il ragazzo, se non quello con le dita, non manifesta libido, guarda altrove”.

L’accusa individua il giovane come “un soggetto fragile che come tale si presenta alla comunità dell’imputato. Era un bambino colombiano di strada, adottato in Italia e abbandonato in una comunità all’età di 10 anni. Cresciuto senza famiglia, senza fissa dimora, disoccupato, senza mezzi, alcoldipendente e tossicodipendente. Non aveva solamente un bisogno materiale da soddisfare ma anche emotivo e probabilmente ha visto nel frate una figura paterna. La vittima manifestava affezione nei confronti di chi si approfittava di lui, come spesso succede nei minori abusati”.

I fatti che vengono contestati a padre Zanotti secondo la pm “sono pienamente provati. Ci sono bonifici ingiustificati, elargizione di somme di denaro, regali, ci sono le ammissioni del frate che racconta anche di aver dormito nello stesso letto della persona offesa. Situazioni che hanno spinto più volte la vittima a lasciare la comunità. In un’occasione è stato via per circa un anno, poi è tornato spinto dalla necessità, dato che non aveva nulla. Perché avrebbe dovuto accusare il suo benefattore?”.

Il sostituto procuratore ha chiesto l’assoluzione dai maltrattamenti, che non sono stati provati, e 6 anni di reclusione per la violenza sessuale e l’abuso di autorità: “Quella del frate era una posizione di potere che lui esercitava nei confronti di un ragazzo fragile”.

L’avvocato Giobbi ha chiesto invece l’assoluzione: “Questo è un procedimento ingiusto a carico di chi per 50 anni si è dedicato ai bisognosi. Non c’è riscontro probatorio rispetto alle affermazioni della parte offesa, che tra l’altro non si è mai presentata a processo. I fatti contestati non sono provati oltre ogni ragionevole dubbio e il mio assistito è la vera vittima. Il giovane a detta di molti aveva una personalità aggressiva, ribelle, violenta, era ossessionato da padre Zanotti, lo minacciava e lo spaventava, tanto che le condizioni di salute del frate sono molto peggiorate a causa di questa dolorosa vicenda”.

Il Collegio ha ritenuto l’imputato non colpevole. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni.

 

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