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L’Avis, Marzio Tremaglia, Giovanni Manzoni, don Chino Pezzoli e il coro Idica: la Rosa Camuna parla bergamasco

La più alta onorificenza della Regione Lombardia sarà consegnata il prossimo 29 maggio

Ci sarà anche una nutrita schiera di bergamaschi il prossimo 29 maggio alla tradizionale consegna dei “Premi Rosa Camuna”, la più alta onorificenza assegnata dalla Regione Lombardia: tra le 172 candidature vagliate dall’Ufficio di Presidenza, infatti, sono stati selezionati cinque rappresentanti del nostro territorio che, come ha sottolineato il presidente Attilio Fontana, “si sono contraddistinti nella loro quotidianità o che, in chiave lombarda, hanno lasciato un segno tangibile durante le proprie attività”.

Tra i premiati ci sarà don Chino Pezzoli, 90 anni, originario di Leffe: diventato sacerdote della Diocesi di Milano nel 1965, da subito ha dedicato la propria vita sacerdotale al fianco di tossicodipendenti, stranieri, senzatetto, carcerati e minori in difficoltà, cercando risposte adeguate e concrete. Il suo nome è stato scelto dal presidente Fontana in persona, che gli ha riconosciuto l’impegno nel campo educativo portato avanti dagli anni Ottanta con la sua Comunità Promozione Umana, che oggi conta una trentina di centri operativi.

Il premio nel campo della Cultura è stato conferito alla memoria del bergamasco Marzio Tremaglia, scomparso prematuramente nel 2000 all’età di 42 anni: già consigliere comunale in città tra le file di Msi e Alleanza Nazionale, dal 1995 è stato poi assessore regionale proprio alla Cultura, all’interno della giunta Formigoni. Il figlio Andrea ha seguito le sue orme in politica: il percorso iniziato a Palazzo Frizzoni lo ha portato fino a Roma, dove oggi svolge il proprio ruolo di deputato di Fratelli d’Italia.

Bergamo non smentisce nemmeno la propria vocazione di capitale della solidarietà, con il conferimento di due premi ad Avis Lombardia e al suo presidente Oscar Bianchi, di Romano di Lombardia, e a Giovanni Manzoni, presidente della sezione locale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili.

Menzione del Consiglio regionale, infine, per il Coro Idica di Clusone, candidatura che era stata proposta dai consiglieri bergamaschi Michele Schiavi e Jacopo Scandella.

“Con profonda soddisfazione saluto la Menzione speciale del Premio Rosa Camuna 2025 assegnata all’Associazione Coro Idica APS, una realtà che da quasi settant’anni custodisce e diffonde, con passione e straordinaria qualità artistica, le tradizioni musicali, culturali e identitarie della nostra terra – ha commentato Schivi – Nato nel 1957 a Clusone in una notte di Natale, il Coro Idica ha saputo trasformare il canto in uno strumento di coesione sociale, memoria e promozione del territorio. Ha portato la voce della Val Seriana in decine di Paesi – dagli Stati Uniti al Libano, dal Messico alla Lituania – diventando ambasciatore del bel canto alpino e della cultura lombarda. Ma ha anche saputo fare di Clusone e della Bergamasca un centro internazionale di dialogo attraverso la musica, organizzando sei Festival dei Cori che hanno coinvolto migliaia di artisti provenienti da tutto il mondo. Questo riconoscimento premia una straordinaria realtà musicale, un pezzo dell’anima della nostra comunità montana. È un premio al talento, alla dedizione e alla capacità di rendere universale l’identità di un territorio attraverso la forza del canto”.