Dentro il complesso dell’ex Canossiane: “Tempi rispettati, alloggi in consegna entro la fine del 2026”
Sopralluogo nel cantiere degli Orti Nuovi: una gru da 65 metri di altezza consentirà di proseguire i lavori su tutti i fronti. Venduto il 45% degli appartamenti
Bergamo. Una serie di cantieri aperti contemporaneamente all’interno di un unico, imponente, cantiere. È così che rispetterà i tempi il progetto degli Orti Nuovi nell’ex complesso delle Canossiane, con le residenze che saranno consegnate entro la fine del 2026.
Tra venerdì 16 e sabato 17 maggio è stata installata una gru, la più alta attualmente a Bergamo con i suoi 65 metri di altezza, che permetterà di proseguire i lavori su tutti i fronti. Nella mattina di mercoledì 21 maggio si è svolto un sopralluogo nel cantiere del progetto, promosso dalla società milanese Supernova con un investimento da 45 milioni di euro e realizzato dall’impresa bergamasca Racco Group.
“Non è un cantiere usuale – ammette sorridendo Andrea Murciano, project manager di Supernova, annunciando che i lavori sono in linea con il cronoprogramma -. L’area è inaccessibile da via San Tomaso, in più non era possibile frammentare gli ambienti: l’obiettivo fin dall’inizio era salvaguardare il patrimonio storico realizzando al contempo appartamenti di pregio”.
Il complesso, rimasto vuoto per vent’anni dopo la partenza delle Canossiane, ospiterà quasi esclusivamente alloggi privati. Il progetto prevede 59 appartamenti più un’autorimessa interrata con due livelli e 68 box auto accessibili da via San Giovanni grazie ad un passaggio ad hoc. Quasi due anni di lavoro della ditta Vitali Spa e imponenti opere di palificazione, con cinque ordini di tiranti per reggere il fronte, hanno consentito la realizzazione dell’enorme scavo per l’autorimessa: sul posto sono oggi ben visibili le quote di terreno e l’impatto dell’intervento.
Erano 6 gli edifici presenti nel complesso. Due di questi, risalenti agli anni Sessanta, sono stati demoliti: ospitavano una palestra e un polo scolastico. Dell’edificio che ospitava le aule è stata conservata la facciata, che ora si erge in solitaria sostenuta dalle impalcature in attesa della costruzione dei 2 nuovi edifici. Gli archeologi stanno terminando gli scavi dopo che nell’area destinata alle fondamenta delle nuove strutture è stato rinvenuto un antico tratto di strada risalente all’epoca romana.
Gli altri 4 edifici possiedono invece un valore storico e verranno interamente restaurati. Il cuore dell’architettura storica sono la corte interna di Palazzo Spini, il cosiddetto “piano nobile” dell’edificio e la corte gotica con vista sul campanile della chiesa di Sant’Alessandro alla Croce. “Erano in stato di abbandono – continua Murciano -. Dopo aver concluso le demolizioni inizieremo a breve i consolidamenti strutturali: i restauri conservativi sono delicati, tutte le fasi sono state portate avanti in coordinamento con la Soprintendenza e le istituzioni”.
Nelle prossime settimane saranno una cinquantina gli operai fissi nel cantiere: un numero che lieviterà ulteriormente nelle fasi di finitura, in un via vai di elettricisti e cartongessisti. L’imponente autogru da 65 metri consente l’attivazione simultanea della seconda gru montata sul sito e sarà anche utilizzata al termine dei lavori per smontare gli impianti grazie ad una portata fino a 100 tonnellate.
Le due gru“Chi compra non acquista solo un appartamento, ma un pezzo di storia”, osserva Andrea Fabretti di Coldwell Banker, l’agenzia immobiliare di Bergamo che si occupa della vendita delle unità abitative. Ad oggi, spiega l’agenzia, è stato venduto il 45% degli appartamenti. “Non c’è serialità, ogni appartamento è peculiare – aggiunge Fabretti -. Potenziali clienti, anche stranieri, sono affascinati dall’architettura. La vicinanza di Milano aiuta, così come la presenza dell’aeroporto: abbiamo interesse da Londra e dall’Olanda”.
Il 60% degli acquirenti sarebbe però bergamasco, così come spiccata sarebbe l’attrazione del complesso nel Milanese. Si va da bilocali, appartamenti di circa 60 metri quadri al costo di 280mila euro (tutti già venduti, ndr), a pentalocali che vanno dai 250 ai 300 metri quadri di superficie il cui costo supera in alcuni casi i 2 milioni di euro. “La città piace, è tranquilla – conclude – Professionisti stranieri che si trasferiscono in Italia per un lavoro a Milano preferiscono stabilirsi a Bergamo”.
La riqualificazione degli orti di San Tomaso dovrebbe invece terminare entro la fine di maggio. Ceduti da Supernova al Comune, saranno collegati al parco Suardi, alla Gamec (quella attuale, ndr) e alla ex caserma Montelungo. Alcune settimane fa PalaFrizzoni ha presentato il progetto per riportare in vita gli Orti, polmone verde di Borgo Pignolo: l’obiettivo è ritrovare la connotazione storica del luogo.




