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“Io, invalida, lasciata sola di notte in stazione con due non vedenti: trovare i taxi un’impresa”

La lettera di una cittadina: “Nessuna informazione, nessun supporto. Due vetture sono arrivate dopo 40 minuti e la chiamata alle forze dell’ordine, questa sarebbe una città ‘europea’?”. Per ora nessuna replica

Bergamo. “Scrivo per segnalare quanto accaduto sabato sera, 17 maggio, alla stazione ferroviaria di Bergamo, un’esperienza che definire inaccettabile è riduttivo, e che getta un’ombra pesante sulla narrazione ufficiale di una città ‘capitale della cultura’ e hub europeo”. Inizia così la lettera di una cittadina dell’hinterland molto delusa dal servizio taxi.

“Sono arrivata da Milano con il treno delle 22 – racconta -. Alla stazione nessun taxi, nessuna informazione, nessun supporto. Ho chiamato più volte il centralino del Radi Taxi: la risposta è stata che ‘i tassisti non rispondono’. Nessun tempo stimato, nessun mezzo inviato. Con me c’erano tre persone non vedenti con due cani guida. Eravamo tutti stanchi e volevamo rientrare a casa”.

A turno, dicono di avere provato a chiamare il servizio di Radio Taxi. “Invano. A questo punto ho telefonato alla Questura per sapere cosa fare e segnalare la situazione, oggettivamente grave – aggiunge la nostra lettrice -. Dopo oltre 40 minuti di attesa sono finalmente arrivate due vetture, forse sollecitate proprio dalle forze dell’ordine. Eppure, in stazione non c’era neanche una pattuglia, nessun presidio, nessun operatore, nessuno a cui chiedere aiuto”.

La signora della segnalazione spiega di avere “60 anni”, di essere “un’invalida civile” e di abitare “a Ranica”. “A quell’ora – continua – non c’era più alcun modo per rientrare con i mezzi pubblici. Autobus e Teb interrompono o riducono drasticamente le corse intorno alle 21. E la stazione, a quell’ora, non è un luogo dove sentirsi al sicuro ad aspettare. Molto spesso accade, per fortuna non ieri sera, che il tassista applichi una tariffa maggiorata dal suo punto di partenza, quando invece dalla stazione, punto di posteggio dei taxi, sarebbero i taxi a dover aspettare i clienti, e non il contrario. Oltre al danno, la beffa”.

Non ha l’aria di essere un episodio isolato: “Anche di giorno capita spesso di non trovare un taxi disponibile. Il motivo è noto: la quasi totalità dei tassisti presidia l’aeroporto, attratti dai numeri record dei passeggeri (15-17 milioni l’anno). Così, però, ai cittadini non resta un servizio degno di questo nome. Nel frattempo, il trasporto pubblico è caro, senza alcuna riduzione per fragilità, basso reddito o famiglie, e spesso erogato in modo discontinuo e inefficiente. I controllori agiscono con tono repressivo, ma ciò che manca è l’essenziale: una rete davvero accessibile, integrata, sicura, umana”.

La lettrice conclude così: “Poi ci si interroga sulle tragedie della notte, sui giovani che perdono la vita in auto. Ma cosa offre questa città come alternativa reale? Se davvero Bergamo vuole essere ‘europea’, deve cominciare dalle basi: un presidio alla stazione, mezzi notturni, tariffe eque, servizi pensati per le persone. È una questione di sicurezza, di inclusione, di civiltà”.

Lettera firmata

Le repliche

Entrambi informati della segnalazione, per ora né l’amministrazione comunale di Bergamo né Radio Taxi hanno risposto alla lettrice.