Bergamo chiama i giovani: “Fino a 240mila euro all’anno per alleggerire gli affitti”
La sindaca Elena Carnevali: “L’obiettivo è aumentare l’attrattività della città verso i giovani e favorire la loro indipendenza”
Bergamo. “Questa misura ha l’obiettivo di aumentare l’attrattività della città verso i giovani e favorire la loro indipendenza”. Così la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, illustra le finalità del bando “Fondo abitare under 35”, che dà la possibilità di usufruire di un contributo economico integrativo ai ragazzi e ai nuovi nuclei familiari per contratti di locazione a canone concordato.
Sottolineandone l’importanza, la sindaca afferma: “Con questo provvedimento diamo attuazione a uno degli impegni fondamentali del nostro programma amministrativo in materia di politiche per la casa e per i giovani nella nostra città. Dopo un approfondito lavoro di analisi, l’amministrazione comunale ha realizzato il bando Fondo Abitare Under 35 che prevede, dal 3 giugno al 1° dicembre 2025, la possibilità di presentare domanda per l’erogazione di contributi economici integrativi per affitti a canone concordato a favore di giovani nuclei familiari. È stato previsto un lasso di tempo lungo, di circa sei mesi, per far sì che gli interessati abbiano la possibilità di presentare la domanda con la necessaria comodità”.
“Non si tratta di un contributo una tantum e nemmeno di un bonus, ma di un contributo triennale finalizzato a favorire l’attrattività della città e il percorso di autonomia dei giovani. Vuole essere un accompagnamento per promuovere l’emancipazione di chi vorrebbe uscire di casa e vivere in città, come si evince dalla delibera di indirizzo della giunta del 9 maggio 2025”.
A caratterizzare questa iniziativa è un’impronta larga: la platea a cui fa riferimento è quella delle giovani famiglie, intese come nuclei composti da:
– una singola persona;
– un insieme di persone tra le quali intercorrono legami giuridicamente rilevanti quali matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela;
– un insieme di persone legate da vincoli affettivi stabili, tutti coabitanti nella medesima unità abitativa e aventi lì la propria residenza abituale (conformemente a quanto disposto dall’articolo 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 223/1989).
Il bando si rivolge ai cittadini di età non superiore ai 35 anni (nel caso di nuclei familiari composti da più persone l’età media deve essere di 35 anni) che siano parte di due tipologie di un nucleo familiare:
– nucleo non ancora iscritto all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) del Comune di Bergamo, come nel caso di un giovane che si trasferisce in città per un progetto di vita e/o per lavoro);
– nucleo che, pur risultando già iscritto all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) del Comune di Bergamo, ma risieda in un’unità abitativa diversa da quella per la quale viene presentata domanda di contributo, come un giovane che decide di andare a vivere da solo uscendo dal nucleo familiare d’origine.
Potranno presentare domanda sia i giovani che sottoscrivono un contratto di locazione a canone concordato dal 3 giugno, ossia la data in cui verrà pubblicato il bando (categoria 1), ma anche quelli che non hanno ancora sottoscritto un contratto ma potrebbero essere beneficiari della misura (categoria 2), sempre sottoscrivendo un contratto di locazione a canone concordato, formula che può proporre al proprietario di casa qualora quest’ultimo non fosse a conoscenza di tale opportunità. In questo secondo caso, il contributo verrà riconosciuto una volta concluso l’iter amministrativo con la registrazione, ma il giovane potrà già orientarsi nella ricerca di una casa sapendo di poter contare su questa disponibilità.
Essendo una misura strutturale rivolta alla popolazione del Comune di Bergamo, è fondamentale che il giovane trasferisca qui la propria residenza, facendo domanda entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto di locazione.
Per chi non lo sapesse, per “canone concordato” si intende il canone di locazione per contratti ad uso abitativo determinato in conformità agli Accordi Territoriali stipulati tra le organizzazioni rappresentative dei proprietari immobiliari e degli inquilini (in ottemperanza alle previsioni della Legge 9 dicembre 1998, n. 431, e del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2017).
Sono espressamente escluse le seguenti tipologie contrattuali: contratti di locazione stipulati a libero mercato, non rientranti nella disciplina del canone concordato; contratti di locazione aventi ad oggetto alloggi di edilizia sociale pubblica (di seguito “SAP”); contratti di locazione aventi ad oggetto alloggi di edilizia sociale transitori (di seguito “SAT”); contratti di locazione stipulati per finalità turistiche, ai sensi della normativa vigente in materia; contratti di locazione aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (palazzi di eminenti pregi artistici e signorili); contratti di sublocazione, totale o parziale, dell’immobile.
Complessivamente, vengono messe a disposizione risorse fino a 240mila euro all’anno con uno spettro massimo di 100 contratti all’anno.
Il contributo economico sarà erogato su base mensile, mediante accredito sul conto corrente bancario o postale intestato al conduttore (locatario), previa presentazione della documentazione attestante il pagamento del rateo del canone di locazione.
La durata complessiva e continuativa del contributo è di 36 mensilità; l’ammontare massimo è stabilito in 200 euro al mese.
“In una logica di equità – aggiunge la sindaca – l’erogazione è subordinata e modulata in base all’Isee del nucleo familiare costituendo del beneficiario. Sono state individuate tre fasce Isee: per la prima, che va da 12mila a 20mila euro inclusi, l’entità del contributo è determinata in 200 euro al mese per un totale di 7.200 euro per le tre annualità; per la seconda, da 20.000,01 a 27.500 euro inclusi, il contributo è di 180 euro al mese per un totale di 6.480 euro per le tre annualità; mentre per la terza, da 27.500,01 a 35mila euro inclusi, ammonta a 150 euro al mese per un totale di 5.400 euro per le tre annualità”.
In mancanza di una valida attestazione Isee, l’entità del contributo mensile è determinata in ragione del reddito netto annuo complessivo del nucleo familiare costituendo del richiedente, secondo le seguenti soglie:
– Reddito netto annuo da 15mila a 25mila euro inclusi: l’entità del contributo è determinata in 200 euro al mese per un totale di 7.200,00€ per le tre annualità.
– Reddito netto annuo da 25.000,01 a 32.500 euro inclusi: l’entità del contributo è determinata in 180 euro al mese per un totale di 6.480 euro per le tre annualità.
– Reddito netto annuo da 32.500,01 a 40mila euro inclusi: l’entità del contributo è determinata in 150 euro al mese per un totale di 5.400,00€ per le tre annualità.
La presentazione delle domande di contributo potrà essere effettuata dalle 9 del 3 giugno 2025 e non oltre la data del 1/12/2025, e comunque sino al raggiungimento di 100 contratti sostenuti da contributo per l’anno in corso (2025).
La domanda deve avvenire esclusivamente mediante la compilazione dell’apposito modulo online sul sito del Comune di Bergamo https://www.comune.bergamo.it/.
Tutte le info saranno disponibili presso l’Agenzia Abito Bergamo
– sul sito https://abitobergamo.it
– al numero 035 399 315 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13
– scrivendo a info@abitobergamo.it
Online sono disponibili le informazioni sulla documentazione necessaria.

“L’obiettivo – annota la sindaca Elena Carnevali – è quello di offrire ai giovani l’opportunità di costruire una vita autonoma e dignitosa, qui, a Bergamo. Negli ultimi anni Bergamo ha saputo rafforzare la propria attrattività, anche sul mercato immobiliare. Questo ha generato benefici diffusi anche sul valore dei beni in un contesto urbano sempre più dinamico e vitale. Tuttavia, ogni forma di sviluppo porta con sé anche delle sfide. Quello che intendiamo affrontare con determinazione è infatti la difficoltà di accedere al mercato della casa per tutte quelle persone che hanno appena intrapreso il proprio lavorativo: giovani, studenti, giovani coppie, famiglie monogenitoriali, e coloro, la cosiddetta “fascia grigia”, che non hanno accesso all’edilizia pubblica e faticano sostenere i costi del libero mercato. In mancanza di normative nazionali strutturali a sostegno del diritto alla casa, le amministrazioni hanno il compito, pur con le limitate risorse a disposizione, di porre in essere iniziative finalizzate a dare risposte concrete. Riteniamo che questo bando, che – sottolineo – prevede una misura strutturale per tre anni non un contributo una tantum, abbia le caratteristiche indicate e confidiamo quindi possa avere una risposta positiva”.
L’assessora alle politiche della casa, Claudia Lenzini, spiega: “Il Fondo Abitare Under 35 si configura come una misura innovativa e con elementi di sperimentazione. Lo scopo principale è quello di consentire a giovani di età non superiore a 35 anni di ottenere, in presenza dei requisiti previsti dal bando, un contributo mensile determinato in misura diversa a seconda delle condizioni economiche del beneficiario”.
“Nelle finalità del bando – prosegue l’assessore Lenzini – questo contributo costituisce un supporto per un periodo di tre anni al pagamento del canone di locazione, un incentivo all’emancipazione dal nucleo familiare di origine e anche un’opportunità per una migliore sostenibilità del canone in relazione alla propria condizione economica. La struttura del bando mette in evidenza la volontà dell’Amministrazione di valorizzare e sostenere progetti di vita che consentano al giovane di poter rendersi maggiormente autonomo e di poter scegliere la nostra città come luogo di residenza che, conseguentemente diviene più attrattiva. L’efficacia della misura programmata per l’anno 2025 con l’obiettivo di finanziare 100 contratti di affitto a canone concordato dipenderà da molti fattori in particolare connessi all’offerta abitativa. Il buon esito di politiche abitative di cui fa parte il Fondo Abitare Under 35, infatti, è correlato a un ampliamento dell’offerta di immobili in locazione a canone concordato. Proprio per questo motivo, sarà necessario, attraverso l’Agenzia Abito Bergamo, soggetto individuato dal bando per promuovere questa misura, valorizzarne le potenzialità anche per i proprietari”.
Verrà prestata particolare attenzione a far conoscere questa opportunità. L’assessora Lenzini specifica: “Allo scopo di sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti, abbiamo presentato la misura ai sottoscrittori del Patto Territoriale a cui partecipano i rappresentanti dei proprietari e degli inquilini. L’obiettivo che ci siamo posti è molto sfidante e siamo consapevoli della necessità di dover agire su più fronti per incentivare l’affitto per periodi più lunghi”.
Infine, la sindaca Carnevali conclude: “Si tratta di una misura a carattere sperimentale che, in base alla disponibilità delle risorse, vorremmo riproporre anche l’anno prossimo: oltre questo bando, se sarà economicamente sostenibile, vorremmo proporne un altro in modo da allargare la platea dei beneficiari e portare ulteriori giovani in città”.


