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Bergamo, il Comune per il cessate il fuoco in Palestina: “La tragedia va fermata”

Il consigliere Aldo Lazzari (Lista Futura), che ha presentato un ordine del giorno dedicato: “Non si può non prendere posizione di fronte a una tragedia così grande”

Bergamo. Dal consiglio comunale di Bergamo arriva un segnale per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina “come Stato sovrano e indipendente”, nell’ottica di un impegno per la pace in Medio Oriente.

A dare il là a questa presa di posizione è stato un ordine del giorno discusso e approvato nella seduta di lunedì 12 maggio con 22 voti a favore e l’uscita dall’aula di buona parte dei consiglieri di minoranza che non hanno condiviso l’urgenza di questa iniziativa. Il consigliere Aldo Lazzari (Lista Futura), che lo ha presentato, spiega: “L’idea di proporre questo odg è nata mesi fa. Il nostro gruppo consiliare ha cominciato a parlarne alla maggioranza lo scorso autunno: il testo è il frutto di un lavoro di confronto e mediazione lungo, articolato e accurato. Lo abbiamo presentato l’altro ieri (lunedì 12 maggio, ndr) perché siamo giunti a un momento critico: per la popolazione la situazione è tragica e la sua drammaticità è sotto gli occhi di tutti. Il divieto di accesso agli aiuti umanitari è il tragico segno che si sta verificando un genocidio. Sta accadendo anche in Cisgiordania con il continuo bombardamento delle case e l’occupazione militare che prosegue. L’urgenza è dovuta al fatto che i punti di non ritorno sono parecchi e sono stati tutti oltrepassati”.

“Per il nostro gruppo – prosegue il consigliere Lazzari – è stato centrale volgere lo sguardo non solo a quest’ultima operazione militare su Gaza, quella in corso attualmente, che prevede di eseguire bombardamenti a tappeto, affamare la popolazione e abbattere i servizi che hanno a che fare con i civili come gli ospedali e le scuole. La vicenda in Medio Oriente è molto lunga e fatta di politiche coloniali suprematiste che lo Stato d’Israele da sempre ha messo in campo, il più delle volte nel silenzio della comunità internazionale e con atteggiamenti di impunità. Ci troviamo in un momento chiave per ribadire tali concetti considerando che siamo giunti ai livelli più cruenti di queste politiche”.

L’ordine del giorno impegna la sindaca Elena Carnevali e la giunta “a farsi portavoce presso il Governo italiano affinché sostenga, in tutte le sedi internazionali, il cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, come richiesto dalle Nazioni Unite, e promuova il rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti coinvolte, la liberazione immediata e incondizionata degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas e il rispetto dei diritti umani per tutti i civili coinvolti nel conflitto”.

Inoltre, sindaca e giunta vengono impegnati:

– A ribadire l’importanza del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, all’indipendenza e alla sovranità nazionale, promuovendo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Governo italiano, in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite e del Parlamento Europeo.

– A proseguire e rafforzare i progetti di cooperazione in essere con le municipalità palestinesi, come già accade con Jericho e il progetto “Jericho Vale!”, promuovendo iniziative che favoriscano il dialogo, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione civile e a valutare lo studio di una proposta di gemellaggio con questa città, come già fatto peraltro in altri Comuni italiani, ad esempio a Brescia.

– A sostenere tutte le iniziative locali volte alla promozione della pace, del dialogo interreligioso e interculturale, del rispetto dei diritti umani e della convivenza pacifica tra i popoli della regione.

Spiegando le motivazioni che lo hanno portato a definire l’urgenza di questo ordine del giorno, nel corso del consiglio comunale, il consigliere Lazzari sottolinea: “Riteniamo questo odg urgente a quasi tre anni di bombardamenti continui su Gaza e a maggior ragione a una settimana dalla pubblicazione di un piano in cui senza mezzi termini il governo israeliano dichiara l’intenzione di occupare definitivamente la Striscia di Gaza. Riteniamo che non sia più rimandabile una presa di posizione delle nostre istituzioni sulla questione ed è compito anche di questo consesso esprimersi in merito. Un’istituzione pubblica democratica non può non prendere le distanze da quanto sta accadendo”.

Dai banchi della minoranza, i consiglieri Arrigo Tremaglia (Fratelli d’Italia), Paolo Ribolla (Lega) e Andrea Pezzotta (capogruppo della Lista Pezzotta) hanno contestato l’urgenza dell’odg, “fermo restando la gravità della situazione di Gaza”, sostenendo che “si tratta di una questione a carattere internazionale su cui il Comune non può incidere in nessuna maniera” e che “ci sono altri ordini del giorno presentati dalla minoranza e riguardanti problemi della città che vengono sistematicamente rimandati da settimane o da mesi”.

A sostegno dell’urgenza del provvedimento, invece, Loredana Poli (Lista Gori), annota: “La situazione che si è consolidata ha generato prese di posizione a tutti i livelli, a partire da quello dell’Europa, con uno schieramento molto ampio di condivisione. Bisogna prendere posizione adesso perché, con il blocco degli aiuti per la popolazione, la crisi umanitaria in quei territori è diventata tale da non poterci far sentire estranei a ciò che accade”.

Anche la consigliera Regina Barbò (Partito Democratico) rimarca la drammaticità della situazione di Gaza, soffermandosi sul grido di sofferenza raccolto da molte organizzazioni internazionali impegnate in quei territori e invitando a “non rimanere indifferenti rispetto ai numerosi problemi sanitari che affliggono la popolazione, soprattutto i bambini, bisognosi di aiuti che vengono bloccati”.

Analogamente, la capogruppo del Partito Democratico, Francesca Riccardi, aggiunge che “non ci si può esimere dal prendere posizione su un tema così importante”, “un argomento che ci interpella prima di tutto come cittadini” e ringrazia “le forze politiche che hanno condiviso questa proposta”, perché “naturalmente il Comune di Bergamo non può inserirsi nella vicenda come attore principale ma non possiamo chiudere gli occhi”.

“Questo odg – prosegue Riccardi – rappresenta un gesto importante. Crediamo che ci debba essere un segnale forte che passi anche attraverso i consigli comunali affinché il governo si faccia portatore dell’istanza di pace”.

Fra le voci che criticano l’urgenza c’è anche la consigliera Cristina Laganà (Fratelli d’Italia): “La maggioranza ha presentato un ordine del giorno urgente che chiede al sindaco di farsi portavoce del cessate il fuoco in Palestina. Nel mio intervento, ho contestato l’urgenza e soprattutto il metodo, poiché credo che un ordine del giorno non sia lo strumento più adeguato per affrontare questo tema complesso. Avrei preferito un odg che promuovesse iniziative di sensibilizzazione tra i cittadini sul conflitto attualmente in corso. La pace merita qualcosa in più di un consiglio comunale”.

Di diverso avviso Laura Brevi, consigliera della Lista Futura, che evidenzia l’importanza “di non rimanere inerti di fronte a quello che sta avvenendo” e di “non cedere alla normalizzazione dell’orrore”, ricordando che “dietro ogni vittima ci sono un volto e una famiglia”.

Anche Gianluca Spitalieri (Lista Carnevali) ripercorre la drammaticità dell’escalation di violenza in Palestina, domandandosi “che cosa rimarrà di Gaza dopo questa barbarie umana che va fermata”.

Il consigliere Stefano Chinotti (Partito Democratico) ricorda: “Siamo reduci da un consiglio straordinario dedicato a Papa Francesco che ha visto anche la partecipazione dei consiglieri di minoranza. Con l’odg proposto, si chiede proprio quello aveva più volte detto anche il pontefice”, aggiungendo di “non riuscire nemmeno a immaginare che un argomento come questo non si possa trattare in un consiglio comunale, fosse anche solo per sensibilizzare la cittadinanza”.

Esprimendo la propria posizione, Filippo Bianchi, consigliere di Fratelli d’Italia, sostiene che vi siano “due pesi e due misure utilizzati dalla maggioranza per valutare l’urgenza degli ordini del giorno presentati”, mentre riguardo al conflitto si sofferma “sulla viltà con cui vengono colpiti i soccorritori”.

Il consigliere Diego Amaddeo (Lista Gori) rileva la complessità della questione israelo-palestinese, “che non può essere affrontata con un sistema binario”, chiedendosi “se oggi Israele è ancora una democrazia”, ma “più della metà della popolazione israeliana è contraria a questa guerra”, mentre il consigliere Cesare Di Cintio (Indipendente) specifica “di non condividere l’urgenza dell’odg ma della tematica sì, specialmente essendo cattolico”.

In modo accorato, la consigliera Barbara Carsana (Partito Democratico) invita a riflettere sul fatto che “fare politica significa guardare al di là dei confini di casa, specificando che “è in corso una guerra coloniale” da parte di Israele verso il popolo palestinese, mentre la consigliera Paola Rossi (Bergamo Europea) dichiara che “i cittadini hanno il diritto di sapere quale sia la nostra posizione su tematiche importanti come questa”, facendo presente che “tanti altri Comuni si sono espressi sulla necessità di promuovere il cessate il fuoco a Gaza”.

Sempre fra i dem, Alessandro De Bernardis (Partito Democratico) si sofferma “sull’importanza di essere in aula e votare, mentre i colleghi della minoranza hanno deciso di uscire e di non prendere posizione di fronte a una tragedia umanitaria, qualcosa di terribile e grave”.

Per concludere, la sindaca Elena Carnevali commenta: “È vero che siamo amministratori ed è vero che facciamo politica, ma credo che questo tema interpelli prima di tutto la nostra coscienza civile e umana. Ci interpella come rappresentanti delle istituzioni e ci coinvolge come cittadini, come uomini e donne convinti che la pace sia un’estrema necessità, un dovere, perché crediamo nella convivenza e nel rispetto dei diritti umani. Penso che la decisione di lasciare l’aula da parte di molti consiglieri di minoranza sia una fuga e mi limito a questa considerazione senza spendere ulteriore tempo sulla loro scelta. Molti altri Comuni in tutta Italia si sono espressi in merito a quello a cui stiamo assistendo in Medio Oriente perché come noi non hanno smesso di sentire la responsabilità verso ciò che ci accade attorno. L’obiettivo è chiedere un’azione immediata ed efficace per alleviare una crisi umanitaria che definire intollerabile è riduttivo. Questo consiglio non è nuovo a discussioni su tematiche che vanno oltre il perimetro cittadino, come avvenne nel caso della condanna dell’attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023: ora riaffermiamo gli stessi principi di quel giorno. Il riconoscimento dello Stato di Palestina è chiesto da numerosi Paesi del mondo: quella dei due popoli e due stati è una necessità per giungere al riconoscimento reciproco e alla pari dignità, in un’ottica di riaffermazione del diritto di autodeterminazione, indipendenza e sovranità nazionale della Palestina, attraverso il riconoscimento di Stato anche da parte del governo, in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite e con quanto ha espresso il Parlamento Europeo. È doveroso non restare a guardare e approvando l’ordine del giorno abbiamo risposto a una delle cose che ci sta più a cuore, ossia la nostra coscienza, rilevante come cittadini oltre che per il ruolo istituzionale che ci è stato affidato”.