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Il messaggio di Gianluca Solitro, presidente dell’Opi di Bergamo per la Giornata Internazionale dell’Infermiere: “Necessario introdurre specializzazioni nei percorsi universitari”

Bergamo. “In un momento storico segnato da una profonda crisi di risorse umane, è necessario riportare l’attenzione sulla centralità della cura, anche verso chi cura”. Questo il messaggio di Gianluca Solitro, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Bergamo in occasione dellla Giornata Internazionale dell’Infermiere che si celebra il 12 maggio.

L’Italia è il Paese Ocse con meno infermieri per 1.000 abitanti: 6,4 contro una media europea di 9,5. Poi è fanalino di coda per laureati in infermieristica ogni 100mila abitanti: solo 17 contro una media di 48.

“Le soluzioni strutturali percorribili si articolano attorno a tre priorità fondamentali – sostiene Solitro -: il potenziamento della base contrattuale, accompagnato da un adeguato riconoscimento economico e del ruolo esclusivo delle professioni infermieristiche; la valorizzazione delle competenze effettivamente esercitate; l’evoluzione del percorso formativo universitario, con l’introduzione di specializzazioni”.

“È nostro dovere non solo denunciare questa situazione, ma anche creare spazi di ascolto, riconoscimento e benessere per i professionisti della salute – aggiunge Solitro -. Vogliamo dare un sostegno reale ai nostri colleghi lavorando con la federazione per ottenere un riconoscimento dal punto di vista economico e di sviluppo della carriera”.

Per valorizzare i professionisti della categoria, Opi Bergamo ha organizzato un evento speciale dedicato a chi ogni giorno si prende cura degli altri. L’iniziativa si è tenuta sabato 10 maggio ed ha visto una collaborazione tra Opi e l’Accademia Carrara: era intitolata “Storie da toccare”, un percorso esperienziale e multisensoriale all’interno del museo pensato per restituire attenzione e valore al lavoro degli infermieri.

ordine degli infermieri bergamo accademia carraraUn momento della visita

I partecipanti, guidati dalla mediatrice culturale Samantha Seno e dalle educatrici Maria Chiara Colombo e Sabrina Tomasoni, hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi all’arte in modo nuovo, esplorando dipinti, sculture e medaglie attraverso il tatto, le texture e materiali differenti. Un viaggio tra diverse “tipologie di pelle” concepito per stimolare una riflessione profonda sul senso della cura e sull’esperienza personale e professionale di ogni infermiere.

L’evento fa parte di un più ampio programma culturale promosso da Opi Bergamo per il mese di maggio 2025, volto a valorizzare l’identità infermieristica attraverso l’arte e l’espressione personale.

Tra le iniziative in calendario anche “La cura per chi si prende cura”, un laboratorio teatrale organizzato in collaborazione con Visioni Teatrali che inizierà il 23 maggio a Bergamo.

Il progetto, che vedrà andare in scena nei prossimi mesi gli infermieri iscritti all’Ordine in veste di attori, utilizza il linguaggio del teatro per promuovere la salute e il benessere nei luoghi di lavoro, offrendo uno spazio creativo in cui rielaborare esperienze professionali e personali legate al prendersi cura.