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|“Ho portato il pigiama”: il Vava racconta le storie dei ‘supereroi’
L’artista bergamasco inaugura il suo nuovo format: “Con il pigiama siamo tutti uguali ed è qualcosa che ti fa sentire a casa”
“Ho portato il pigiama” afferma Daniele Vavassori, per tutti Vava77, mentre varca la soglia della casa in montagna di Mario Curnis, quasi novant’anni, nella prima puntata del suo nuovo format sul suo canale YouTube. Un viaggio che “non so dove mi porterà o quanto andrà avanti”, ma che si basa su un’idea: “Ascoltare gli altri”. L’episodio ‘zero’ è a casa di un uomo che ha realizzato il suo sogno di scalare le vette più alte del mondo, con una storia di vita “di quelle che vale la pena approfondire”. E che oggi vive in una piccola baita lontana dalla città, in Val Seriana, insieme alla moglie Rosanna.
“Col pigiama siamo tutti uguali”, spiega il Vava, “mi piace il concetto di relax che trasmette, perché è proprio quella sorta di livella che ti fa sentire a casa”. Anche quando la casa non è la sua, ma quella di uno sconosciuto che lo accoglie, con cui entra in contatto si confida. “Per questo ho deciso di chiamare così il format: significa anche spogliarsi anche del proprio vestito, qualcosa che, inteso in senso materiale, ci configura e ci dà un’immagine anche consapevole di come vogliamo ‘arrivare’ agli altri”.
L’incontro con Mario e con la moglie è stato veicolato da uno dei suoi collaboratori, Diego Bedeschi, che insieme a Francesco Staletti si occupa delle riprese video. “Mi ha raccontato la sua esperienza di vita. Tra noi c’è una differenza di età, di generazione, di stile di vita, che poteva complicare le cose. Poteva sembrare qualcosa di sensazionalistico, invece è stato tutto davvero naturale. Nel racconto traspare che non c’è niente di così fuori dal normale, se non una vita vera, vissuta in un modo ‘standard’ per il giorno d’oggi. È stato un po’ come vedere una possibilità di vita che io non ho nel mio quotidiano e poi ascoltare le gesta di un personaggio di questo calibro”.
Il Vava lo definisce un ‘Superman’ rimasto in disparte, perché ha scelto “di continuare la sua vita in un certo modo nell’ombra, ma rimane il super potere di quello che ha fatto. Mi ha fatto riflettere sul concetto di solitudine, sulla sua capacità di resistere in una condizione che lo rende felice. Questo aspetto mi ha subito incuriosito, forse perché io nella mia vita se ho a che fare con la solitudine non sono spesso a mio agio nel gestirla”
“Mi ritrovo nel tempo molto incuriosito nell’ascoltare le storie degli altri: è bello essere davanti a una telecamera e creare, ma è bello anche sedersi, fare un respiro e ascoltare l’altra persona. Facendo tutto di pancia, nel mio stile. Non so quante persone incontrerò, navigherò un po’ a vista come spesso faccio in tutti i miei progetti, ma se avessi aspettative rovinerei già quello che è il fulcro di questo esperimento. L’importante è trascorrere del tempo insieme in modo così, un po’ ‘vavoso’, come dico sempre”.
https://www.youtube.com/watch?v=M_1bVGkogn0&t

