Claris, il toccante saluto dell’allenatore: “Ciao Ricky, aiutaci a trovare risposte”
Mister Andrea Foresti ha allenato il 26enne alla Gavarnese: “Quando mi cercherai, mi farò sempre trovare. Ti mando un abbraccio, forte, lungo e intenso come quello del 22 maggio a Dublino”
Riportiamo la lettera integrale di mister Andrea Foresti, allenatore della Gavarnese, dedicata a Riccardo Claris e letta dal pulpito della chiesa di Borgo Santa Caterina durante il funerale del giovane 26enne tragicamente morto nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio. Ricky aveva vestito la maglia della società di Gavarno, frazione di Nembro, dai 18 ai 21 anni, giocando nel campionato di Promozione.
Ciao Ricky,
fin dall’inizio mi hai abituato alle sorprese, sin da quando sei arrivato alla Gavarnese per far parte della Juniores e dopo pochi mesi ci hai costretto ad accelerare i tempi e grazie alle tue prestazioni ci hai convinto ad inserirti in prima squadra, con i grandi, riempiendoci di soddisfazione ed orgoglio per aver valorizzato un giovane meritevole.
Stavolta la sorpresa non mi è andata proprio giù e sarà sicuramente un boccone difficile, se non impossibile da digerire. Sarebbe facile e speculativo però concentrarsi e parlare della fine di questo tuo viaggio, io preferisco invece ricordare le emozioni provate sul percorso, soprattutto quelle generate dal breve tratto attraversato quasi quotidianamente insieme.
In questi giorni ho ripensato alle parole che il tuo primo allenatore in quegli anni trascorsi da noi mi ha detto consegnandoti nelle mie mani: “Mister, sappi che Ricky non è uno che si farà vedere, ma sicuramente quando tu lo cercherai si farà trovare, mettendosi a disposizione della squadra e dei compagni. Mi raccomando, quando lui ti cercherà fatti trovare anche tu”.
Forse per questo motivo mi sono sempre sentito in dovere di avere un occhio di riguardo per te ancora ragazzino, dall’animo gentile, a cui le parole si dovevano estorcere con fatica, ma che quando scendeva in campo non si risparmiava per nessun motivo. Presto è arrivato il tuo primo gol, tra l’altro uno di quelli pesanti che ci aveva regalato tre punti fondamentali per raggiungere il nostro obiettivo. Da lì in poi il nostro legame è stato caratterizzato da questo cercarsi e trovarsi nei momenti giusti e nei posti giusti, un filo rosso sempre intessuto intorno alla irrefrenabile passione per quella maledetta palla rotonda che gira su un prato verde. Non è stato necessario sentirsi o vedersi assiduamente, ognuno di noi sapeva che quando aveva voglia di sentire l’altro lo poteva fare, sempre!
E che bello pensare che una delle ultime volte che ci siamo trovati sia stato a Dublino quel magico 22 maggio dell’anno scorso, quando con i tuoi soliti modi discreti e quasi sussurrando mi sei venuto incontro per salutarmi: “Ciao mister, tutto bene?”, confermando che niente era cambiato, né te né io, né tantomeno il nostro legame. Rileggendo uno dei tuoi messaggi mi avevi confidato che dopo quella coppa la nostra Atalanta ci aveva fatto vedere l’impossibile, e che da lì in poi tutto quello che sarebbe successo l’avresti accettato con serenità. In tanti adesso mi chiedono di spiegare chi è Ricky Claris ed io ho pensato di associarti quattro colori che compongono il tuo meraviglioso disegno.
Il primo colore è il nero, per tanti il colore del lutto, delle cose tristi, ma per me colore dell’eleganza, il colore che sta bene con tutto, proprio come te, elegante in campo e nei comportamenti, tanto da andare d’accordo con chiunque ti avesse conosciuto.
Il secondo colore è il blu, il nostro blu, il blu che solo a pronuciare la parola ti regala un senso di profondità, di tranquillità, il blu del mare profondo e del cielo delle notti d’estate, puntinato di stelle che fanno pensare a mondi lontani inesplorati e che magari da qualche giorno hanno un ospite in più.
Questi due colori, il nero e il blu, ci hanno ricoperto l’anima e solo chi ha l’anima colorata in questo modo, come noi, sa cercarsi, trovarsi e riconoscersi proprio come nel nostro caso.
Il terzo colore è il verde, il verde acceso, il verde d’Irlanda, il verde sinonimo di natura ma anche di speranza, quella che avevi tu di vedere i tuoi sogni realizzati.
Il quarto è l’arancione che si associa all’energia, colore che trasmette ottimismo e vitalità, tutte qualità che alla tua età non possono mancare. La voglia di spaccare il mondo e di realizzare progetti, desideri, sogni.
Il verde e l’arancio insieme hanno sicuramente preso un posto particolare nel tuo e nel mio cuore e, come dicevo sempre a te e ai tuoi compagni, una volta indossati quei colori in qualche modo ti segnano in maniera indelebile.
Ora, Ricky, ti immagino con i tuoi quattro colori a portata di mano, con le loro migliaia di gradazioni e sfumature che ci hai fatto conoscere. Ti immagino vicino al tuo papà, che vegliate sulla tua mamma sulle tue sorelle e su tutti coloro che ti hanno voluto bene.
Ti immagino impegnato a sostenere la nostra Atalanta, solo che lo fai da una visuale diversa e magari migliore, e che continuerai a dare una sbirciatina anche a cosa sta combinando la Gavarnese. Noi ci contiamo.
E ti immagino sereno, sorridente, discreto come sempre, sicuramente non a cercare vendetta ma a trovare risposte, quelle giuste, quelle vere… Aiuta anche noi qui a trovarle e magari insieme a quelle risposte troveremo anche un po’ di sollievo.
Adesso è ora di andare, Ricky, sappi che manterrò fede alle promesse fatte e quando mi cercherai mi farò trovare come sempre e come sempre ti cercherò anche io, sicuro di trovarti nei momenti e nei posti giusti.
Un abbraccio, Ricky Claris, forte, lungo e intenso come quello di Dublino o come quello dei compagni dopo un tuo gol. Che ti possa arrivare, ovunque tu sia!
Ti voglio bene.
Il tuo mister







