Alimentazione e salute, Ariela Benigni: “Perché osservare stili di vita sani”
Il segretario scientifico dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri interviene a Bergamo Next Level: “Oggi si muore più di cattiva alimentazione che di droga, fumo, alcol e rapporti sessuali a rischio, messi insieme”
“Oggi si muore più di cattiva alimentazione che di droga, fumo, alcol e rapporti sessuali a rischio, messi insieme”. Così la dottoressa Ariela Benigni, Segretario Scientifico dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, sottolinea il rapporto fra alimentazione e salute.
Intervenendo al festival “Bergamo Next Level”, ha preso parte all’incontro “Benessere e salute di fronte alle sfide contemporanee”.
La dottoressa Benigni afferma: “Siamo in 8 miliardi qui sulla Terra, compresi i 3 miliardi che non si nutrono adeguatamente (troppo, troppo poco o male) e produrre cibo per così tante persone aumenta la temperatura globale, compromette la biodiversità, inquina e consuma suolo e acqua più di quanto la terra e i mari possano sopportare. Negli ultimi settant’anni la produzione alimentare e le diete sono cambiate sostanzialmente a livello globale. L’aumento della resa agricola e il miglioramento delle pratiche di produzione hanno contribuito alla riduzione della fame, allungato l’aspettativa di vita, diminuito i tassi di mortalità neonatali e infantili, e ridotto la povertà globale. Questi miglioramenti delle condizioni sociosanitarie sono messi in pericolo da un cambiamento planetario verso diete poco salutari per il frequente consumo di alimenti ipercalorici, iperprocessati e di origine animale”.
“Per affrontare la complessità dei rapporti tra salute umana e ambiente – prosegue – è stato costituito Italian Institute for Planetary Health – IIPH, un consorzio tra Istituto Mario Negri, Università Cattolica del Sacro Cuore e VIHTALI, che integra competenze di epidemiologia, nutrizione, genetica e data science attraverso un approccio multidisciplinare. Un primo ambito di ricerca riguarda il legame tra alimentazione e insorgenza delle malattie. In questo contesto, IIPH studia le proprietà degli alimenti e le loro interazioni, con l’obiettivo di valutarne le caratteristiche nutrizionali e di comprendere il ruolo della dieta nella prevenzione e nello sviluppo di patologie croniche. In questo ambito IIPH ha condotto uno studio che ha dimostrato che il consumo settimanale di pesce in scatola (2 porzioni) si associa ad un ridotto rischio di sviluppare tumori del colon-retto, suggerendo che il pesce in scatola può essere un componente di una dieta sana. Un secondo filone è dedicato alla produzione alimentare e alla sostenibilità. IIPH sviluppa modelli per analizzare l’impatto dei sistemi alimentari sostenibili sul cambiamento climatico e sulla conservazione della biodiversità, contribuendo a delineare scenari di produzione compatibili con la salute del pianeta”.
Bisogna guardare al presente e al futuro. La dottoressa Benigni osserva: “L’area della sostenibilità ambientale rappresenta un ulteriore pilastro delle attività di IIPH. Le ricerche si concentrano sugli effetti che i cambiamenti climatici esercitano sulla salute umana, con particolare attenzione all’individuazione di strategie e soluzioni capaci di mitigarne gli impatti o aumentare la resilienza delle popolazioni esposte. IIPH ha l’obiettivo di identificare strategie che promuovano la salubrità e la sostenibilità dell’alimentazione e che siano accettabili e adattabili ai contesti socio-culturali esistenti nei diversi territori”.
“La dieta mediterranea – aggiunge – è noto essere protettiva nei confronti di eventi cardiovascolari e tumori ma non è per tutti. È necessario identificare un modello di dieta basato su cibi locali che abbiano le stesse caratteristiche nutrizionali della dieta mediterranea. Un recente studio di IIPH ha proposto un regime alimentare basato su cibi tradizionali di paesi dell’Asia che può rappresentare un esempio di dieta sana per questi paesi”.
Infine, la dottoressa Ariela Benigni conclude: “IIPH è fortemente impegnato nella promozione di stili di vita sani, attraverso attività di informazione ed empowerment rivolti alla popolazione, per fornire strumenti utili a compiere scelte consapevoli in materia di salute e benessere”.


