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UniBg e mondo del lavoro, Ronzulli: “Formazione di alta qualità per affrontare le sfide del futuro”

La vicepresidente del Senato ospite a Bergamo Next Level. A 5 anni dalla laurea il tasso di occupazione degli studenti dell’ateneo è al 91%: nasce un avanzato centro di ricerca sulla transizione verso le imprese

Sant’Agostino. Nella società contemporanea la distanza, quasi antagonista, tra università e mondo del lavoro si sta gradualmente riducendo. Se il tessuto economico-sociale europeo intende mantenere la sua competitività quel ponte tra le due entità deve diventare, in entrambe le corsie e direzioni, sempre più frequentato.

A Bergamo Next Level, tra gli affreschi medioevali della chiesa di Sant’Agostino ora Aula Magna di UniBg, nella mattinata di venerdì 9 maggio si è discusso del legame tra università e mondo del lavoro, un “ponte verso il futuro”. Ospite in Città Alta Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato.

“Le interazioni tra questi due poli non sono mai state caratterizzanti quanto oggi – dichiara la senatrice a margine della tavola rotonda -. La transizione degli studenti è una sfida significativa del nostro tempo, ma rappresenta anche un’opportunità straordinaria. I corsi di studi devono riflettere le reali esigenze delle imprese: favorire un dialogo costruttivo è essenziale affinché i laureati siano equipaggiati per affrontare ciò che ci attende. Solo promuovendo una formazione di alta qualità potremo dare alle nuove generazioni gli strumenti per fronteggiare il futuro”.

Un legame, quello tra atenei e imprese, profondo e indissolubile. “L’università non può non esistere in un territorio – la riflessione del rettore dell’Università di Bergamo Sergio Cavalieri -. Senza un ateneo il territorio si desertifica, perde la sua anima. Il mondo accademico non si basa su una pura trasmissione di idee, ma su ricerca e circolazione di idee”.

Il talk

La transizione demografica è uno dei fattori che più preoccupa il mercato del lavoro e l’universo accademico. Il 2024 è stato un nuovo anno da record negativo per il calo delle nascite, le aule scolastiche si stanno progressivamente svuotando. “L’onda arriverà anche in università – avverte la professoressa Federica Origo, delegata del rettore ai rapporti con le scuole e all’orientamento -. Occorre governare i flussi migratori, incentivandoli sulle competenze. Le nuove tecnologie e l’IA hanno già cambiato la didattica, l’arena competitiva con le altre istituzioni di istruzione terziaria si è ampliata”.

I dati tracciano un quadro statistico dei laureati nel Bel paese. La quota di giovani tra i 25 e i 34 anni con un titolo di studio terziario è il 30,6%: più di 10 punti al di sotto della media europea. Tra i Paesi che aderiscono all’Ocse, l’Italia è tra quelli con il minor numero di studenti che hanno conseguito un dottorato di ricerca: siamo intorno allo 0,6% della popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni. La Germania, per capirci, sfiora il 2%.

La situazione per gli iscritti di UniBg appare rosea nella ricerca del lavoro post laurea. A 1 anno dal conseguimento del titolo magistrale il tasso di occupazione è dell’81,1% e si alza al 91,1% a 5 anni di distanza (in Italia è rispettivamente al 76,4 e 88,1%). Se è vero che due laureati ‘bergamaschi’ su tre (il 67%, ndr) entro 5 anni hanno già firmato un contratto a tempo indeterminato, i numeri mostrano medie retributive che non raggiungono i 1.800 euro mensili (1.757 a 5 anni dalla fine del percorso accademico, ndr).

La novità per l’ateneo cittadino è la creazione di un moderno centro di ricerca sulla transizione università-lavoro, l’Higher Education and Youth Employability (Heye). Per i primi anni di vita a dirigere il centro sarà proprio la professoressa Origo. “Abbiamo scelto un nome in inglese per mostrare il suo respiro internazionale – spiega -. Lavoreremo su due principali ambiti: la gestione dei sistemi di istruzione terziaria e l’occupazione dei giovani”.

L’Heye fungerà da raccoglitore e creatore di dati di qualità. “L’ambizione – continua Origo – è costruire un lab accessibile alle istituzioni e creare un osservatorio sulle tendenze demografiche e sul loro impatto sul territorio”. Le linee guida saranno decise da un comitato scientifico multidisciplinare, con esperti sui temi provenienti da atenei nazionali e internazionali.

federica origo unibgFederica Origo

“UniBg è un’eccellenza accademica italiana con una forte collaborazione con il tessuto industriale – aggiunge Elisa Zambito, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo -. Come banca sistemica crediamo nel ruolo centrale dell’Education: il sostegno all’università è un elemento fondamentale del nostro piano, radicato nella nostra storia”.

La tavola rotonda

“Il neoeletto Papa Leone XIV – riflette l’ex rettore Stefano Paleari, professore in UniBg e consigliere della ministra dell’Università Anna Maria Bernini – ha due lauree, in matematica e filosofia. Due ambiti percepiti come lontani dall’attuale mondo del lavoro. In realtà la conoscenza di queste due discipline rappresenta un background culturale che aiuta a vivere consapevolmente le sfide del presente, un bagaglio formativo che racchiude tutto ciò che il ‘nuovo mondo’ richiede. L’investimento sulle persone è la chiave di volta per conquistare il futuro”.

unibg bergamo next level università lavoroI relatori in Aula Magna

“Alcune aziende faticano ancora a capire che la loro forza sono le persone, resiste la cultura del ‘fai quello che ti dico’ – afferma Francesco Corna, segretario della Cisl di Bergamo -. La tendenza è di cambiare il lavoro quando qualcosa non funziona, non si sceglie una lotta finalizzata al miglioramento del contesto”.

“Il terzo settore è l’infrastruttura sociale che permette il dialogo tra le istituzioni, il ponte tra università e lavoro – sostiene Giuseppe Guerini, vicepresidente della Fondazione Comunità Bergamasca -. Senza coesione sociale non esiste competitività. Non dobbiamo resistere al cambiamento, ma mettere in condizione le persone di utilizzare in modo intelligente gli strumenti di ultima generazione”.

“Vediamo retribuzioni costanti nel tempo senza aumenti – annota Alberto Giuseppe Maria Dotto, direttore della filiale Inps di Milano Centro -. I giovani rimangono pochi anni in un’azienda, il turnover si è accelerato. Nel pubblico impiego abbiamo una grande difficoltà a trovare i laureati: in Istituto ci rivolgeremo ai diplomati nel prossimo concorso”.

A partecipare alla tavola rotonda anche il presidente di Teb Filippo Simonetti, che ha riportato l’esperienza come coordinatore scientifico del tavolo Bergamo 2030 della Camera di Commercio. “Abbiamo ragionato su nuovi elementi di attrattività del territorio per creare le condizioni per un sostentamento del nostro sistema – spiega -. L’obiettivo è rinnovare il welfare e fornire servizi territoriali adeguati alla modernità, con nuove politiche di housing e un miglioramento della rete del trasporto pubblico”.