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Ernia inguinale, bastano tre incisioni per curarla

Dai sintomi più comuni alle nuove tecniche mini-invasive: tutto quello che c’è da sapere su una patologia frequente, ma oggi più semplice da affrontare

Si manifesta, in genere, con un fastidio o un dolore nella regione inguinale o nell’interno della coscia che a volte rende difficile svolgere le normali attività quotidiane. È l’ernia inguinale, una delle patologie più comuni e frequenti soprattutto tra gli uomini, colpiti otto volte di più rispetto alle donne.

Oggi per ‘curarla’ non servono più interventi invasivi come una volta o grossi tagli: bastano tre piccole incisioni. Merito di una sempre maggiore ‘personalizzazione’ delle tecniche chirurgiche e soprattutto dei progressi nel campo della chirurgia laparoscopica, che si traducono in minor stress per il paziente, minor dolore postoperatorio e tempi di ripresa più rapidi. Come ci spiega il professor Stefano Olmi Responsabile della Unità Operativa di Chirurgia Generale e Oncologica, del Centro di Chirurgia della parete addominale, del Centro di Chirurgia Laparoscopica avanzata e del Centro di Chirurgia dell’obesità del Policlinico San Marco.

Professor Olmi, cosa si intende per ernia e nello specifico ernia addominale?

In linea generale, per ernia di intende il passaggio di contenuto addominale (intestino, colon, omento…) o semplicemente di grasso attraverso un ‘buco’ della parete addominale, tecnicamente chiamato ‘difetto di parete‘. Il luogo più frequente in cui si presenta questo difetto è appunto la regione inguinale, in virtù della sua particolare funzione ed anatomia. L’ernia inguinale è un problema diffuso soprattutto nel genere maschile e in persone giovani che lavorano o svolgono attività sportive saltuarie o continuative, Nella maggior parte dei casi, l’ernia inguinale compare nella parte destra del corpo umano, ma può anche essere bilaterale.

Per quale motivo o motivi può venire un’ernia inguinale?

L’ernia inguinale trae origine da un indebolimento della parete addominale, che può dipendere da numerosi fattori come per esempio un eccesso di peso, un sforzo fisico molto intenso etc.. Da studi clinici emerge che tra i fattori che favoriscono la comparsa dell’ernia inguinale ci sono il fumo di sigaretta, la nascita prematura, l’età, la stitichezza cronica, la gravidanza, l’eccesiva sedentarietà, una storia familiare di ernia inguinale, una conformazione anomala del canale inguinale.

Con quali sintomi si manifesta?

In genere si manifesta con una tumefazione o rigonfiamento a livello di un inguine che aumenta durante gli sforzi e la posizione eretta sino a diventare invalidante o, peggio, un’urgenza da trattare chirurgicamente entro poche ore. In altri casi la sintomatologia è più subdola: si presenta semplicemente come un fastidio in regione inguinale o alla radice interna della coscia, nella regione crurale (o inguinofemorale), che però diventa via via sempre più limitante nello svolgimento delle normali attività

In che modo si può risolvere il problema?

L’ernia inguinale può essere trattata in modo conservativo con supporti contenitivi (ad esempio il cinto erniario) ed evitando il più possibile attività fisiche intense. Questi rimedi però non rappresentano la soluzione del problema, ma solo un palliativo che potrebbe anche peggiorare il problema, senza naturalmente risolverlo. Nella quasi totalità dei casi, invece, la terapia è essenzialmente chirurgica, attraverso un intervento che consiste nel riportare nella sede naturale i visceri erniati e nel posizionare una rete o protesi, diversa a seconda dell’età, della corporatura e di alcuni fattori relativi allo stile di vita (tipo di lavoro, attività fisica etc.), per ricostituire l’anatomia della regione inguinale e impedire future erniazioni. Nei centri avanzati come il nostro, nella stragrande maggioranza dei casi, l’intervento viene eseguito con tecnica laparoscopia (TEP o TAPP), che permette di effettuare la quasi totalità degli interventi chirurgici addominali attraverso poche piccole incisioni. Nel caso specifico dell’ernia inguinale si praticano tre piccole incisioni, attraverso le quali il chirurgo riduce l’ernia, introduce, posiziona e fissa la rete. Le metodiche di fissazione della rete variano a seconda delle dimensioni e dell’anatomia del singolo caso, garantendo una tenuta della protesi anche per le grosse ernie. Vengono utilizzati i più moderni sistemi di fissaggio per la protesi, da clip metalliche a clip riassorbibili sino a colle biologiche, con un dolore postoperatorio e cronico praticamente assenti e una tenuta nel tempo comprovata.

Quali sono i vantaggi della tecnica laparoscopica oltre ai piccoli tagli?

Oltre a una cicatrice molto più piccola e quindi un miglior esito estetico, i grandi vantaggi della tecnica laparoscopica sono: minor invasività, minor stress per il paziente, minor dolore postoperatorio e tempi di ripresa più veloci. Inoltre, grazie alla miglior visione possibile con questa via d’accesso, il chirurgo è messo nelle condizioni di posizionare la rete in modo più completo, andando a coprire completamente tutta la regione inguino-crurale ed eventuali difetti di parete in un unico intervento, limitando al minimo il rischio di recidive.