Sciarpe nerazzurre e silenzio per l’addio a Claris: “La sua morte ci riguarda tutti”
Nella chiesa di Borgo Santa Caterina i funerali del 26enne ucciso. Monsignor Pezzoli: “Uno schiaffo solenne, che risveglia su una realtà impensabile”
Bergamo. “Uno schiaffo solenne, che risveglia su una realtà impensabile”. E che ha fatto “precipitare nello sgomento una parrocchia, un quartiere, una città intera. Incredula di fronte a una manifestazione di malessere giovanile da cui sperava di essere lontana. La fragilità diffusa testimoniata dalle cronache ci riguarda tutti, chiama tutti a un rinnovamento”. Alla “necessità di vivere come comunità”.
Risuonano potenti le parole di Monsignor Pasquale Pezzoli nella chiesa di Santa Caterina, dove venerdì mattina, alle 10, si sono celebrati i funerali di Riccardo Claris, il 26enne ucciso nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio con una coltellata da Jacopo De Simone, 19 anni, dopo una lite tra tifosi iniziata in un bar e terminata in strada, nel sangue.
“C’è il desiderio di essere vicini a chi oggi soffre, per una giovane vita spezzata nel momento in cui i suoi sogni andavano realizzandosi”, dice Monsignor Pezzoli riferendosi ai familiari di Riccardo, che a breve avrebbe iniziato a lavorare come consulente finanziario. Senza dimenticare quelli di Jacopo, a cui augura di “avere la forza di andare avanti”. “Due famiglie profondamente ferite, seppur per motivi opposti”, precisa il sacerdote.
Una maglia nerazzurra ha accompagnato l’arrivo del feretro di Claris, atteso in silenzio da qualche centinaio di tifosi dell’Atalanta con le sciarpe in mano. Davvero toccanti le parole di Andrea Foresti, allenatore del ragazzo ai tempi della Gavarnese, che ha ricordato quando lui e ‘Ricky’ si erano ritrovati a Dublino, lo scorso 22 maggio, giorno dello storico trionfo in Europa League. “Ti immagino vegliare sul tuo papà, suoi tuoi familiari e sulla nostra Atalanta. Ti immagino discreto e sorridente come sempre. Non in cerca di vendetta, ma di risposte. Quelle vere. Aiuta anche noi a trovarle”.
Ai funerali hanno partecipato anche la sindaca Elena Carnevali, con fascia tricolore, il rettore dell’Università SergioCavalieri, l’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi e il direttore generale dell’area corporate Andrea Fabris. Al termine della cerimonia funebre, moltissime sciarpe nerazzurre tese in cielo per l’ultimo saluto al 26enne. Un immaginario “Ciao Riccardo”, come recita lo striscione comparso negli scorsi giorni fuori dalla Curva Nord.











