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In un anno 6mila pensionati in più in Bergamasca, ma le pensioni “crescono” di 20 euro

Giacomo Meloni, segretario generale di Cisl Fnp Bergamo: “sempre maggior drammaticità nella tenuta economica per le persone anziane”

Bergamo. Sono stati 6335 i nuovi pensionati bergamaschi nel 2025: di tanto è aumentato il numero degli assegni pagati dall’INPS rispetto al 2024. In totale, i pensionati bergamaschi sono stati 342.471.

I neopensionati maschi hanno sorpassato le colleghe femmine di 1029 unità alla fine dello scorso anno, ma nel conteggio totale le donne superano di gran lunga gli uomini di quasi 20mila unità: la differenza la fanno gli assegni di reversibilità o quelli sociali, notoriamente i meno ricchi, dove le pensioni femminili sono la grande maggioranza, mentre tra le pensioni di vecchiaia il numero degli uomini supera di oltre 35mila quello delle donne.

Nel complesso, sono più di 216mila le pensioni di vecchiaia “censite” per il 2025 (126392 le maschili, 89688 le femminili); 7295 quelle di invalidità, con 4560 assegni maschili e 2735 femminili. L’assegno per il superstite (o pensione di reversibilità) vede mensilmente pagare dall’Inps 66.437 versamenti, 57.535 per le donne e 8.902 per gli uomini.

L’assegno sociale, con una media di 562 euro mensili, è pagato a 6.576 persone (2.307 uomini e 4.269 donne). Infime, l’assegno per Invalidità civile (mediamente 508 euro) va a 46083 soggetti, 19121 uomini e 26.962 donne.

L’importo pensionistico ha avuto, a Bergamo, un “progresso” dell’1,30% ben più basso dell’inflazione. Nel dettaglio, i pensionati maschi del lavoro privato hanno avuto in media 22 euro in più al mese, contro i 18 delle colleghe femmine. Così, la “solita” differenza tra assegno maschile e quello femminile continua a essere sempre più marcata: tra un uomo e una donna pensionati c’è oggi un divario di quasi 600€: 1624 l’assegno medio maschile nel privato contro i 1027 di quello femminile.

“Dai dati rilevati si conferma che gli adeguamenti delle pensioni intervenuti con la perequazione contenuta nelle legge di bilancio non hanno contribuito alla salvaguardia del potere d’acquisto delle famiglie – sostiene Giacomo Meloni, segretario generale di Cisl Fnp Bergamo -. Ricordiamo che la perequazione è l’unico strumento possibile per adeguare il valore della pensione al costo della vita, non avendo come è noto i pensionati lo strumento della contrattazione salariale. Se a questo aggiungiamo il continuo ricorso alla spesa e ai risparmi delle famiglie per far fronte ai costi da sostenere per la sanità, considerate le lunghe liste di attesa e i continui incrementi dei costi delle rette per le RSA, si evidenzia un dato di sempre maggior drammaticità nella tenuta economica per le persone anziane, costrette in numero sempre maggiore a scelte economiche importanti e drastiche per sostenere il costo della vita, una situazione sempre più intollerabile e che prelude a forti tensioni e tenuta sociale. La priorità è la tenuta del welfare e non le politiche di riarmo per il nostro paese”.