Fabrizio Benzoni e Rossano Pirola (Azione): “Sui problemi delle carceri noi inascoltati”
Azione da tempo denuncia il tasso di sovraffolamento e i danni che questo comporta anche nelle carceri lombarde questo indice ha raggiunto il 145%, superando la media nazionale del 130%, e nel bergamasco la situazione non è da meno: la casa circondariale “Don Fausto Resmini” supera il 178% di sovraffolamento nella struttura
Bergamo. Il tema della rieducazione del detenuto, le sue condizioni di detenzione e le condizioni lavorative all’interno delle carceri dovrebbe essere tra i punti sotto osservazione di un esecutivo e dello Stato, ma così non è. Basti pensare alla situazione carceraria in Lombardia, aggiornata ai primi mesi del 2025 – attraverso il recente report della Corte dei Conti -, che evidenzia un grave stato di sovraffollamento e criticità strutturali e sanitarie in diversi istituti penitenziari.
“La relazione della Corte dei Conti conferma, punto per punto, ciò che da anni denunciamo inascoltati: il fallimento strutturale del Piano Carceri, l’incapacità di realizzare interventi già finanziati e programmati, e la totale assenza di una visione coerente per la gestione della popolazione detenuta” – sottolinea il deputato lombardo e Segretario regionale di Azione Fabrizio Benzoni. È ora evidente anche ai giudici contabili che il problema non è solo il sovraffollamento, ma un sistema penitenziario abbandonato, con strutture fatiscenti, cantieri mai completati, progetti
lasciati a metà, e una programmazione basata su stime irreali e approssimative. Le carceri italiane, in molte regioni, sono al limite dell’emergenza umanitaria. Manca tutto: spazi vivibili, assistenza sanitaria adeguata, percorsi trattamentali reali. I dati sui suicidi e sui decessi parlano chiaro e non possono più essere ignorati. Il vero fallimento è morale e istituzionale: è quello di uno Stato che ha smesso di considerare i detenuti come persone, riducendoli a numeri, a problemi da spostare da una cella all’altra. Abbiamo più volte chiesto una riforma coraggiosa che metta al
centro la funzione rieducativa della pena, come impone la nostra Costituzione” ribadisce l’onorevole Benzoni.
Azione da tempo denuncia il tasso di sovraffolamento e i danni che questo comporta anche nelle carceri lombarde questo indice ha raggiunto il 145%, superando la media nazionale del 130%, e nel bergamasco la situazione non è da meno: la casa circondariale “Don Fausto Resmini” supera il 178% di sovraffolamento nella struttura.
“La casa circondariale di Bergamo ospita oggi 577 detenuti a fronte di 319 posti disponibili e molti detenuti sono giovani di età compresa fra i 18 e i 25 anni: siamo fra le provincie messe peggio in Lombardia” commenta Rossano Pirola, segretario provinciale di Azione a Bergamo. “Da un lato, il richiamo della Corte dei Conti all’individualizzazione della pena, al rispetto degli standard europei e a un monitoraggio attento degli interventi è una richiesta che facciamo nostra e che rilanciamo con forza. Dall’altro, è essenziale un maggiore impegno, condiviso a vari livelli, sulle misure alternative al carcere e sulla centralità del lavoro come strumento per il reinserimento sociale dei detenuti post-pena. Proprio su questo argomento stiamo organizzando per il prossimo 9 giugno a Bergamo un evento dal titolo “Liberi di ricominciare: carcere e lavoro”, al quale stiamo invitando le principali realtà del Terzo Settore impegnate in questo ambito. Sarà un momento di riflessione, di confronto e di denuncia aperto a tutta la cittadinanza”” conclude Pirola.


