L’organista Giovanni Feltrin inaugura la seconda edizione della rassegna “Tra cielo e terra”
Appuntamento venerdì 9 maggio alle 20.45 alla chiesa parrocchiale dei Ss Nazario e Celso di Urgnano
Urgnano. La Parrocchia di Urgnano propone per venerdì 9 maggio (con inizio alle 20.45) il primo dei tre concerti che caratterizzano la seconda edizione della rassegna “Tra cielo e terra. L’organo secondo Serassi”, affidata alla direzione artistica di Alessandro Bottelli e nata per valorizzare il grandioso manufatto costruito da Giuseppe II Serassi nel 1798. Si tratta di un poderoso strumento a due tastiere, dalle peculiarità inedite per l’epoca in cui fu realizzato, collocato in cantoria. In una posizione sospesa, dunque, a metà strada tra il cielo e la terra, quasi a voler figurare il raccordo tangibile, reale, tra la dimensione divina e quella terrena. Come scrive Federico Lorenzani: “Giuseppe Serassi aveva ben presente che l’organo di Urgnano era uno dei più grandi strumenti settecenteschi usciti dalla sua bottega, certamente l’unico, per quanto ne sappiamo, con il Principale 32’ reale alla tastiera. L’organo di Urgnano si configura pertanto come il più grande strumento realizzato in Italia nel Settecento”.
Il concerto di inaugurazione, intitolato “Racconti sonori dal Reno al Po” (con musiche di Johann Kaspar Ferdinand Fischer, Johann Kuhnau, Niccolò Moretti, Padre Davide da Bergamo, Polibio Fumagalli e Vincenzo Petrali), è affidato alla indiscussa professionalità del trevigiano Giovanni Feltrin. Diplomato a pieni voti in Organo e in Musica Liturgica Prepolifonica, e con lode in Pianoforte sotto la guida rispettivamente di Giuseppe De Donà, Pellegrino Ernetti e Micaela Mingardo, Feltrin si è poi perfezionato in Italia e all’estero con T. Koopman, M. Radulescu, L. F. Tagliavini, J. Langlais, B. Leighton, A. Sacchetti e G. Bovet, e ha quindi proseguito gli studi organistici con Daniel Roth a Parigi. Vincitore di quattro Concorsi organistici nazionali, ha conseguito il Secondo Premio assoluto al 5° Concorso Internazionale di Manchester. Svolge intensa attività concertistica partecipando a importanti Festivals in molti Paesi europei, sia come solista che collaborando all’organo e al cembalo con diverse formazioni cameristiche ed orchestrali (Orchestra da camera di Padova e del Veneto, Teatro dell’Opera di Genova, Orchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia, Filarmonia Veneta, Gli Archi Italiani, I Solisti Veneti) e gruppi corali. Ha eseguito da solista opere per organo e orchestra di Haendel, Bach, Vivaldi, Brixi, Mozart, Salieri, Saint-Saëns, Guilmant, Rheinberger, Hindemith, Poulenc, Dupré, Heiller, Bossi, Ravanello e Respighi. Membro di giurie in concorsi organistici e corali, ha tenuto seminari d’interpretazione per conto di Associazioni e Istituti culturali italiani, e scritto contributi su autori dell’Otto-Novecento per riviste specialistiche. Ha fondato i festivals concertistici “Organi storici del Polesine” e “Musica nell’Agordino”; di quest’ultimo è stato direttore artistico dal 1993 al 2017. Come compositore ha pubblicato musiche per organo e per coro (edizioni Carrara, San Liberale, LDC) ed è stato premiato al 1° Concorso di Composizione Sacra indetto dalla Diocesi di Treviso. È docente di Pratica organistica e Canto Gregoriano presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto. Dal 1990 al 2021 ha tenuto la titolarità all’organo della Cattedrale di Treviso e il coordinamento degli eventi musicali; dal 2021 è organista presso il Duomo di Mirano. Nella sua discografia ampio spazio è dedicato al repertorio del XX secolo per organo solo e in ensemble, con diverse prime registrazioni assolute. Il CD “Polibio Fumagalli (1830-1900) – Opere per organo” (ed. Tactus), presentato a Radiotre Rai, ha ricevuto la prestigiosa qualifica di DIAPASON découverte dall’omonima rivista discografica francese.

Scrive Feltrin nelle note di presentazione al programma della serata: “Il concerto è diviso in due parti: la prima dedicata a repertorio tedesco d’inizio ’700, la seconda a musiche ottocentesche di area veneta e lombarda, quest’ultime particolarmente in grado di esaltare le sonorità del grande organo Serassi. Entrando nel dettaglio dei singoli brani, incontriamo inizialmente la Suite “Euterpe” di Johann Kaspar Ferdinand Fischer, che con la raccolta Il Parnaso Musicale volle celebrare le nove Muse – figlie di Zeus e Memoria – destinando ad ognuna di esse una Suite, ossia una sequenza di danze, per lo più di origine francese. Euterpe è per l’appunto una Musa, “colei che diletta”, protettrice dei poeti lirici e rappresentata iconograficamente mentre regge o suona un flauto. Nello stesso anno – il 1700 – Johann Kuhnau pubblica Sei Suonate Bibliche, ciascuna delle quali è ispirata ad un episodio delle Sacre Scritture: la prima di queste è anche la più celebre ed eseguita, e con grande ingegnosità sonora descrive il combattimento fra Davide e Golia, la cui narrazione musicale è suddivisa in otto capitoli, tutti preceduti da brevi didascalie esplicative, apposte dall’autore medesimo in lingua italiana. L’ispirazione rappresentativa di quest’opera ci introduce al mondo operistico sette-ottocentesco, del quale subiscono l’influsso gli autori successivi, dal trevigiano Niccolò Moretti ai lombardi Padre Davide da Bergamo, Polibio Fumagalli e Vincenzo Petrali. Essi fanno uso delle sgargianti sonorità degli strumenti dell’epoca, che grazie a un canneggio di straordinaria varietà e a innovativi congegni tecnici consentono all’organista di imitare fedelmente timbri orchestrali e bandistici di ogni sorta. Una particolare curiosità è data dal confronto tra due Sonate per l’Elevazione, ovvero la Consacrazione: quella di Niccolò Moretti traduce il momento liturgico in un cantabile delicato, di gusto quasi mozartiano; quella di Felice Moretti (al secolo Padre Davide da Bergamo) lo trasforma in una vera e propria rappresentazione operistica, in cui sembra di poter distinguere le diverse scene della Passione di Cristo – il drammatico prologo, con le sette parole di Gesù sulla croce, quindi il lamento funebre, ed infine il potente episodio conclusivo in ritmo ternario (simbolico del trionfo trinitario) ad acclamare la gloriosa risurrezione”.

La rassegna si avvale della media partner di Avvenire, Prima Bergamo, BergamoNews, Araberara e Seilatv.

Ingresso libero e gratuito. Per informazioni: 388 58 63 106


