Morte Riccardo Claris, il ministro Abodi: “Questione di crimine, niente a che fare con lo sport”
Le parole del ministro per lo Sport e i Giovani: “Ci vuole una distinzione netta tra il crimine e la tifoseria”
“È una cosa drammatica, ma non mi capacito di come si possa continuare ad accostare lo sport a certi fatti criminali”: così Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, ha commentato la notizia della morte di Riccardo Claris, ucciso in via dei Ghirardelli a Bergamo con una coltellata alla schiena nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio.
A Genova per degli incontri legati alle associazioni e società sportive del territorio, oltre che al futuro dello stadio Ferraris e di altri impianti, Abodi è apparso scosso dall’accaduto, ma ha voluto sottolineare con forza la distinzione tra sport e fattori esterni: “Questa non è questione di tifo, è una questione di crimine e come tale va trattata. Rischiamo di fare un po’ di confusione: io sto cercando in tutte le maniere di far prevalere il senso del rispetto e dell’educazione. Chiaramente non possiamo parlare da marziani, perché questa è la società, ma ci vuole una distinzione netta tra il crimine e la tifoseria”.


