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Aci, il presidente Bettoni: “Con gli autovelox spenti sicurezza stradale depotenziata”

Il commento del presidente Aci Valerio Bettoni in merito al dibattito sul tema degli autovelox

Bergamo. Una definitiva presa di posizione e un celere intervento. Questo chiede Aci, attraverso le parole del presidente Valerio Bettoni, in merito al dibattito sul tema degli autovelox. Un problema che ormai dura da anni e sembra essersi bloccato davanti alla burocrazia, ma che non fa altro che diminuire l’efficacia degli strumenti per la sicurezza messi a disposizione dei cittadini

“Quella sugli autovelox – spiega Bettoni – è una controversia istituzionale che si protrae da circa 33 anni e, considerando come si è velocizzato tutto, è un tempo infinito. Paradossalmente sembra che a non correre sulle strade sia rimasto solo il relativo decreto d’omologazione. Il contenzioso vede da una parte il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e dall’altra il presidente dell’Associazione nazionale Comuni (Anci), Gaetano Manfredi“.

Il presidente prosegue: “La vertenza nasce da una quantità di autovelox fuori norma che stanno provocando una pioggia di ricorsi, al punto che alcuni comuni hanno deciso di spegnerli. Affinché le multe per eccesso di velocità siano valide, la Cassazione vuole il decreto d’omologazione; il Ministero dell’Interno a sua volta chiede alle Prefetture di difendere i verbali con documenti tecnici, mai pervenuti ai giudici. L’estenuante tiro alla fune è già arrivato a Bruxelles e potrebbe spingersi fino alla Suprema Corte. Da un censimento dei dispositivi in uso ai comuni emerge che tra i rilevatori fissi solo il 40,6% è stato approvato dopo il 2017; tra quelli mobili la quota scende al 32,8%”.

“Se un auspicio si impone, per me come presidente dell’Aci – chiarisce Bettoni – è che si faccia chiarezza e l’iter giunga a conclusione. Come ho più volte sottolineato, la tecnologia è irrinunciabile, in parallelo con i controlli costanti delle forze dell’ordine. Questo a maggior ragione dopo l’entrata in vigore – il 14 dicembre 2024 – del nuovo Codice della strada che non può rinunciare al decisivo apporto degli autovelox. Si noti che già il vecchio Codice, risalente al 30 aprile 1992, impose che i rilevatori fossero approvati e “debitamente omologati” (art. 142). Sono passati 32 anni e si è ancora in mare aperto.

“Finché non sarà varato il nuovo decreto, ogni verbale per eccesso di velocità è esposto a possibile annullamento: un vuoto che rischia il diffondersi di una insidiosa presunzione di impunità. Gli autovelox spenti in attesa del pronunciamento non fanno che aumentare il pericolo di infrazioni, a fronte della velocità che rimane la prima causa di incidenti stradali in Italia” – conclude il presidente.