Riccardo Claris, ucciso a 26 anni dopo una lite tra tifosi: “Ragazzo perbene, frequentava la curva ma in maniera sana”
Il ricordo dello zio: “Era a casa a dormire, lo hanno chiamato ed è sceso in strada. Non riesco a capacitarmi dell’accaduto”
Bergamo. “Un ragazzo perbene. Frequentava la curva dell’Atalanta, ma in maniera sana. Non aveva mai avuto problemi”.
L’avvocato Luca Salvioni ricorda così il nipote Riccardo Claris,ucciso a 26 anni nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio in via dei Ghirardelli a Bergamo, dopo una lite tra tifosi atalantini e dell’Inter. “Era a casa a dormire – racconta Salvioni -. È stato informato di questo conflitto in corso dalla compagna e malauguratamente è sceso in strada. Non so come sia finito in mezzo a quella gazzarra, non me ne capacito”.
Claris, nato a San Giovanni Bianco, aveva studiato al liceo scientifico Lussana in città. “Si era laureato in economia e commercio all’Università di Bergamo – prosegue lo zio – e si era specializzato in Lussemburgo. Uno studente modello, era stato appena assunto da una società di Milano a tempo indeterminato”, in veste di consulente finanziario.
Il calcio, una grande passione trasmessa dal padre venuto a mancare qualche tempo fa. Riccardo aveva giocato nelle giovanili dell’AlbinoLeffe, poi in Promozione e in Eccellenza. L’ultima squadra nella quale aveva militato prima dell’università era la Gavarnese, società di Nembro in Valle Seriana.
La lite tra tifosi è iniziata al Reef Cafè di Borgo Santa Caterina, quartiere dove Claris abitava insieme alla madre e la sorella. Poi si è protratta fino in via dei Ghirardelli, a qualche centinaio di metri di distanza, dove il 26enne è stato accoltellato alla schiena. Ad aggredirlo sarebbe stato Jacopo De Simone, 19 anni, simpatizzante per l’Inter, arrestato dai carabinieri e portato in carcere a Brescia in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
Secondo la sua versione, il gruppo di atalantini lo avrebbe seguito fino a casa, all’altezza del civico 27 di via dei Ghirardelli. Lì, temendo soprattutto per la sicurezza del fratello – ha detto ai carabinieri – sarebbe salito in casa afferrando un coltello da cucina in ceramica, con una lama di 20 centimetri. Quando è sceso in strada, la tragedia.




