Pierluigi Bersani alla Fiera dei Librai: “La politica deve domare il ramo storto per far nascere una nuova pianta”
L’ex segretario del Partito Democratico ha parlato in Piazzale Alpini in occasione della presentazione del suo volume “Chiedimi chi erano i Beatles”
In un affollatissimo piazzale Alpini, almeno per un’ora sottratto alla sua destinazione esclusiva a spazio ristoro e ricreativo, la Fiera dei Librai ha accolto calorosamente Pierluigi Bersani, in occasione della presentazione del suo volume “Chiedimi chi erano i Beatles”.
Il titolo nasce da un viaggio da divulgatore volontario presso le giovani generazioni dei principi cardine della storia, dell’economia e della politica, spiegando come questo condizioni la tenuta oggi delle democrazie liberali.
Alla prima domanda dei giovani ACLI (“è compito della politica raddrizzare un ramo storto o far fiorire una pianta nuova?”) Bersani ha dato un’articolatissima risposta, che ha spaziato in tutti i campi del sapere, dalla storia alla filosofia all’arte riassumendo così il suo pensiero: la politica deve domare il ramo storto per ottenere la fioritura della pianta nuova.
Il ramo storto è l’aggressività – il peccato originale per dirla in termini biblici – di ogni cuore umano che conduce, se non domata, ad impostare gerarchicamente le relazioni umane e sociali, consentendo ai pochi di sopraffare i molti, fino a controllarne la libertà e condizionarne il consenso.
D’altronde ciò che accade oggi è sempre accaduto in ogni epoca di salto tecnologico rilevante, che accelera gli scambi le comunicazioni e modifica i rapporti e le gerarchie sociali.
Se questo salto è malgovernato ne consegue lo spaesamento dei singoli e dei gruppi sociali, la ricerca del capro espiatorio cui addossare ogni colpa, un atteggiamento di chiusura e protezionismo fino all’esito della considerazione della guerra come ” sola igiene del mondo” come recitava un celeberrimo libretto futurista di T.F. Marinetti poco prima di quell’inutile strage che fu la Grande Guerra (ndr.).
Quale antidoto?
Escluso ogni rifiuto luddista della tecnologia Bersani formula l’auspicio di un uso umanistico delle nuove tecnologie, per volgerle a migliorare la vita dell’umano consesso.
Il primo passo perché ciò avvenga è evitare il monopolio e la concentrazione delle tecnologie medesime e della conoscenza nelle mani di pochi potentissimi (ma nemmeno tanto lucidi ndr.).
Una volta c’era il pensiero.
Tocca dunque esercitarci ad usarlo di nuovo, dunque, ed incoraggiare i ragazzi all’entusiasmo per la discussione nei luoghi reali.
Solo così il vecchio contadino farà fiorire il nuovo fiore.



