“Claris ovunque con noi”: a Monza i tifosi dell’Atalanta si stringono attorno al 26enne accoltellato in strada
Anche la Curva del Monza si è accodata al ricordo degli atalantini con una dedica: silenzio totale nel settore ospiti, rotto solo da un paio di cori dedicati a Riccardo, ucciso nella notte tra sabato e domenica. Gasperini: “Una cosa che non calcio non dovrebbe mai succedere”
Monza. Un istante, le mani in alto di tutta la curva per intonare un coro di breve durata, l’unico enunciato dagli oltre 2.500 presenti nel settore ospiti. “Claris, Claris”. E poi uno striscione commemorativo: “Claris ovunque con noi”. È questo l’omaggio della curva atalantina per Riccardo Claris, il 26enne accoltellato nella notte al culmine di una lite scoppiata per questioni di rivalità calcistica, in trasfera sul campo del Monza all’U-Power Stadium, dove probabilmente avrebbe voluto essere anche il giovane classe 1999, accoltellato nei pressi di quello stadio che viveva come fosse casa sua.
In trasferta all’U-Power Stadium di Monza, i circa 2.500 supporter nerazzurri al seguito della squadra di Gian Piero Gasperini hanno voluto ricordare così il giovane, che ha perso la vita in via dei Ghirardelli tra sabato 3 e domenica 4 maggio.
Un ragazzo innamorato del calcio e dell’Atalanta, come dimostrano i suoi profili social, in cui rivendicava l’appartenenza alla Curva Nord. La stessa che durante i suoi trascorsi in Lussemburgo e in Liechtenstein per gli studi lo aveva portato spesso e volentieri al Waldstadion di Francoforte, in mezzo ai tifosi dell’Eintracht, gemellati storicamente coi nerazzurri. “Una cosa gravissima che nel calcio non dovrebbe mai succedere”, ha affermato Gasperini al termine della partita.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente nella mattinata di domenica negli ambienti del tifo: numerosi atalantini, raccolti come sempre al Baretto – di cui Claris era assiduo frequentatore, abitando peraltro nelle vicinanze, in Borgo Santa Caterina – prima di partire trasferta, si sono domandati a lungo cosa fare. Alla fine hanno deciso di viaggiare alla volta della Brianza con vari mezzi. Moto, auto, pullman. Tutti con il solo scopo di ricordare l’amico e compagno di tifo Riccardo.
Nel settore ospiti di Monza la dedica, in un silenzio quasi surreale: nessun altro coro intonato, solo quelli per Riccardo già nei minuti durante il riscaldamento, e uno striscione a riempire la curva dedicata ai tifosi atalantini e comunque gremita. “Ultras, Ultras”. E il nome di Riccardo.
Poco prima del fischio d’inizio, in realtà, la scena si è ripetuta: gli atalantini a ricordare con la voce l’amico Riccardo, mentre i tifosi del Monza hanno esposto lo striscione “Claris ultras per sempre”.

La partita è iniziata nel silenzio più totale, senza alcuno sventolio di bandiere, né da una parte né dall’altra: al 5′ minuto, all’unisono, entrambe le curve hanno applaudito la memoria di un ragazzo che ha visto la sua vita spezzata troppo presto.
Poi, di nuovo, un silenzio quasi religioso nel settore ospiti, che si è protratto fino a quando il primo gol di De Ketelaere ha strappato un timido applauso, diventato più convinto dopo il secondo. Al termine della partita, i tifosi hanno staccato lo striscione e nel silenzio hanno svuotato il settore, tornando a Bergamo con un solo pensiero. E non legato a quanto avevano appena visto in campo.






