Natura itinerante
Il Bosco dei Fontanili del Conzacolo torna a nuova vita
L’intervento di Oikos Cooperativa sociale nel territorio di Spirano; il presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca Osvaldo Ranica: “Anche le aree pianeggianti bergamasche possono diventare luoghi di socialità e benessere per tutti”
“Il Bosco dei Fontanili del Conzacolo rappresenta un gioiello naturalistico tra i pochi rimasti nella Bassa Bergamasca e va tutelato da interventi industriali, dalla trascuratezza e dalla mancata attenzione. Prendersi cura di piccoli lembi di natura, come questo bosco, significa contribuire a tutelare la biodiversità, cioè la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono. Un ambiente più ricco e diversificato è più sostenibile, garantisce vita e prosperità a chi lo abita, sia che si tratti di esseri umani, animali o vegetali”. Marco Crippa è responsabile gestionale di Oikos Cooperativa sociale e referente del progetto ‘Il Bosco dei Fontanili del Conzacolo: un lembo di foresta planiziale tra storia e agricoltura’.
Quattro ettari e mezzo, all’interno del territorio comunale di Spirano, dal grande valore naturalistico e storico: “L’area dei fontanili, che non sono altro che corsi d’acqua, è caratterizzata dalla presenza di moltissime piante di natura secolare. Fra questi, è di particolare rilievo la comunità dominata dalla Farnia (Quercus robur) e dal Carpino bianco (Carpinus betulus), testimoni della foresta che un tempo si estendeva sull’intera Pianura padana”, continua Crippa.
Una natura da preservare, che si accompagna a una storia da raccontare. L’area è da secoli di proprietà della Fondazione MIA, le cui radici affondano nella seconda metà del XIII secolo. Il Bosco dei Fontanili del Conzacolo era parte di una grande proprietà terriera detta ‘Spiranella’, nome ancora oggi riferibile ad una cascina, ad una strada e ad al luogo che li comprende. “È probabile che l’origine del fontanile Conzaculli e di un bosco circostante, pure documentata già nella seconda metà del 1500 negli archivi dell’Opera Pia conservati nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, sia molto più antica”.
Grazie al contributo di Fondazione MIA e di Fondazione della Comunità Bergamasca, Oikos è intervenuta in modo mirato per garantire la sicurezza (si pensi a piante morte pericolanti che rischiavano di cadere sui camminamenti) di un luogo che “vogliamo rendere fruito e fruibile”. Per una passeggiata ad anello all’ombra, con diramazioni, incroci con la pista ciclopedonale che da Cologno al Serio porta a Spirano, pontili in legno di larice e tratti che fiancheggiano la campagna coltivata. “Tra arbusti e piante, abbiamo piantumato 1800 esemplari per creare una parte di bosco là dove prima c’era un prato”, ci dice Crippa.
L’intervento conservativo è certamente il cuore del progetto, ma non ne esaurisce gli obiettivi: “Ci piacerebbe che quell’habitat venisse adottato dalla cittadinanza e dalle associazioni. Abbiamo cominciato a prendere contatti con alcuni soggetti e abbiamo trovato un associazionismo attento all’area e comitati di cittadini interessati a quelle zone e disponibili a dare una mano”.
Non solo: da settembre le scuole del territorio (da quella dell’infanzia alla secondaria di primo grado) saranno coinvolte in visite didattiche che porteranno le bambine e i bambini a fare esperienza del bosco e dell’ambiente dei fontanili, con tutta la loro ricchezza e la capacità di stimolare i cinque sensi.
Alcune bacheche – già predisposte – prenderanno per mano tutti coloro che vorranno addentrarsi in un’area di pregio della storia del paesaggio agrario bergamasco, offrendo una mappa dell’area e alcune informazioni per cogliere il valore dell’intervento.
“Il territorio bergamasco viene associato immediatamente alle montagne, ma anche gli ambienti pianeggianti sono di grande interesse, e non solo agli occhi di un naturalista”, ha dichiarato Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca. “Un territorio con queste caratteristiche è facilmente fruibile da molti, più semplice da raggiungere, vicino a casa e non meno affascinante, se qualcuno ci aiuta a scoprirne i segreti e la vitalità. Il progetto di conservazione del Bosco dei Fontanili del Conzacolo ci dimostra che molte aree del nostro territorio possono trasformarsi, grazie ad interventi competenti ed attenti, in luoghi di socialità, di benessere per le persone, di educazione ambientale”.



