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Omicidio Bonomelli in appello, le difese: “La morte fu una conseguenza della rapina”

In primo grado per i quattro imputati erano state emesse condanne per 82 anni. I difensori puntano a far riqualificare il reato

Entratico. Per la Corte d’assise di Bergamo, che in primo grado ha inflitto condanne fino a 26 anni, si trattò di omicidio volontario con dolo eventuale. Le difese degli imputati, però, contestano quella lettura e chiedono una riqualificazione: “Non omicidio volontario, ma morte come conseguenza della rapina o, al massimo, omicidio preterintenzionale”. La morte di Angelo Bonomelli, imprenditore 80enne di Trescore Balneario trovato privo di vita nella sua auto l’8 novembre 2022, al centro del processo d’appello.

Bonomelli fu narcotizzato con del Rivotril sciolto nel caffè durante un incontro con gli imputati avvenuto il giorno prima al bar Sintony di Entratico. Secondo l’accusa fu una trappola architettata per rapinarlo: al momento del ritrovamento mancavano il cellulare, il portafoglio e l’orologio d’oro, poi rivenduto per 1.369 euro. Il corpo fu abbandonato in auto, in un parcheggio isolato di Trescore Balneario.

La mente del gruppo, Matteo Gherardi, 34 anni, di Gaverina, è stato condannato in primo grado a 26 anni insieme all’amico Omar Poretti, 26 anni, di Scanzorosciate, che versò il potente sedativo nel caffè. Quindici anni a testa per Jasmine Gervasoni, 25 anni, compagna di Gherardi, e per il padre di lui, Luigi Rodolfo Gherardi, 69 anni.

Mercoledì 30 aprile, in aula, gli avvocati degli imputati hanno cercato di smontare la tesi del dolo eventuale. Per Gianluca Quadri, difensore di Matteo Gherardi, “l’articolo 533 del codice di procedura penale impone di scegliere l’interpretazione più favorevole all’imputato, cosa che in primo grado non è avvenuta”. Al centro delle arringhe, diverse sentenze della Cassazione, tra cui quella a sezioni unite sul caso ThyssenKrupp: “Accettare un rischio non significa agire con dolo”, ha ricordato Luca Bosisio, legale di Poretti.

Nel 2019 ci fu un precedente simile a Bologna, citato da Roberta Zucchinali, legale di Jasmine Gervasoni, qualificato come omicidio preterintenzionale. “Bonomelli si era addormentato dopo aver barcollato, ma nessuno poteva prevederne la morte”.

Per dimostrare la sproporzione delle pene, Quadri ha richiamato altri casi di omicidio in Bergamasca con condanne inferiori: “Chi ha annegato la moglie gettandosi nel fiume ha avuto 21 anni, chi ha ucciso il cugino a colpi di batticarne 15 anni e 8 mesi”.

Le difese hanno anche sottolineato come Gherardi avesse già compiuto altre rapine somministrando Rivotril ad anziani – anche ultraottantenni – “senza esiti fatali”. Poretti, secondo Bosisio, sarebbe stato coinvolto solo come “capro espiatorio” in caso di problemi, mentre Gherardi voleva preservare il rapporto con Bonomelli, da cui si aspettava un’opportunità di lavoro.

Daniele Goglio, avvocato di parte civile insieme a Raffaella Sonzogni per la moglie e i figli della vittima, ha ricordato che “la vita dell’anziano è stata usata come strumento per ottenere un bottino di poco più di 1.300 euro”, chiedendo inoltre la trasmissione degli atti alla Procura per valutare l’ipotesi di sequestro di persona, finora non contestato.

Il processo proseguirà il 21 maggio, giorno previsto per le repliche e la sentenza.

I funerali di Angelo Bonomelli