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Bergamo cuore giovane dell’artigianato lombardo con 67 mila addetti

Il Presidente di Confartigianato Bergamo, Lorenzo Pinetti commenta: “I numeri confermano l’energia del nostro tessuto artigiano: Bergamo è un laboratorio di competenze, dove i giovani trovano spazio per crescere e innovare, e dove il contributo dei lavoratori stranieri arricchisce quotidianamente le nostre botteghe e cantieri”

La Lombardia si conferma come prima regione italiana per valore aggiunto artigiano, pari al 20% del totale nazionale.

L’artigianato lombardo conta 486 mila lavoratori, pari all’11% degli occupati totali, fondamentali per la realizzazione del 5,7% del valore aggiunto del territorio e della quota più alta, del 20%, della
ricchezza realizzata da tutto l’artigianato della penisola. L’ultimo anno segna per la Lombardia un trend positivo dell’occupazione (+0,8%, pari a 37mila lavoratori in più).  È dalle micro-piccole imprese (MPI) che scaturisce oltre la metà (52,8%) della domanda di lavoro.

Ampio contributo alla crescita occupazionale – nel triennio ‘turbolento’ 2021-2024 – da parte della componente giovanile (+11,0%) che da sempre ha peso maggiore nelle micro-piccole imprese
rispetto alle medio- grandi (18,1% peso under 30 su totale dipendenti>13,8%). L’ombra dei dazi si fa più minacciosa in Lombardia, 1ª regione manifatturiera d’Europa con l’occupazione del settore già in riduzione nell’ultimo anno, risultato peggiore rispetto a quello di altre maggiori regioni come Emilia Romagna e Catalogna.

Si intensifica la difficoltà di reperimento di personale: per l’artigianato sono difficili da trovare il 61,2% dei lavoratori e per le MPI il 52,0%. I profili professionali più ricercati dalle MPI ma più
difficili da reperire sono: Lastroferratori (83,6% delle entrate), Conduttori di macchinari per il movimento terra (83,6%), Sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai (83,3%) e Addetti alla
preparazione, alla cottura e alla distribuzione di cibi (81,5%).

La carenza di competenze complica la twin transition –  digitale e green – delle MPI: sono difficili da trovare più della metà delle entrate sia per le competenze digitali avanzate (58,5%) che per le
competenze green (58,0%).

Il personale immigrato, risorsa rilevante per l’intero sistema produttivo lombardo, rappresenta un quinto del totale entrate previste dalle imprese artigiane lombarde (19,9%) quota che si attesta su
valori più elevati per il comparto delle Costruzioni.


Bergamo in cifre

  •  67.820 addetti artigiani – il 16,3 % dell’occupazione provinciale – fanno di Bergamo il secondo bacino artigiano della regione dopo Brescia.
  • Nel 2024 l’occupazione totale della provincia cresce dell’1,2 % (+6 mila lavoratori), spinta dai dipendenti (+1,7 %).
  • Le micro-piccole imprese (MPI) bergamasche programmano 13.860 ingressi nel II trimestre 2025: oltre metà (54,5 %) delle assunzioni di tutta l’economia locale.Giovani protagonisti
    Cresce l’occupazione giovanile.
  • Nelle MPI bergamasche il 20,1 % dei dipendenti ha meno di 30 anni, sei punti in più delle medie-grandi imprese (14,1 %) e 2 punti in più della media regionale (18,1%). ​
  • Il tasso di occupazione under 35 raggiunge il 55,3 % (11° posto nazionale), guadagnando 1,3 punti in un anno e 4,8 punti dal 2021.Competenze che mancano
    Ancora elevata la difficoltà di reperimento del personale.
  • Per le imprese artigiane bergamasche 6 assunzioni su 10 sono di difficile reperimento, pari al 61,0%, quota superiore di 10,9 punti percentuali alla media delle imprese (50,1%) e
    in aumento di 5,6 punti percentuali rispetto al 2023, ma sotto la media regionale del 61,2 %.
  • Su 8.230 ingressi con competenze digitali avanzate, il 62,5 % risulta introvabile.
  • Analogo il quadro green: sulle 24.780 figure richieste con forte orientamento alla sostenibilità, il 61,1 % è difficile da reperire.Risorsa immigrazione
    Nel 2024 sono state 233.190 le entrate di personale immigrato previsto dalle imprese lombarde, pari a un quinto (21,9%) del totale entrate.
  • Nelle assunzioni previste per il 2024, a Bergamo il personale immigrato pesa per il 23,6%, superiore alla media lombarda del 21,9 %. ​

Il Presidente di Confartigianato Bergamo, Lorenzo Pinetti commenta: “I numeri confermano l’energia del nostro tessuto artigiano: Bergamo è un laboratorio di competenze, dove i giovani trovano spazio per crescere e innovare, e dove il contributo dei lavoratori stranieri arricchisce quotidianamente le nostre botteghe e cantieri. Tuttavia, la carenza di figure qualificate – specialmente su digitale e green – rischia di frenare la doppia transizione già in atto. Serve un investimento corale: più formazione specialistica, percorsi scuola-impresa e politiche di attrazione dei talenti che rendano il nostro territorio ancora più competitivo. Continueremo a fare la nostra parte, accompagnando artigiani e MPI nell’aggiornamento continuo e nel dialogo con istituti tecnici, ITS e università, per trasformare la difficoltà di reperimento in opportunità di crescita condivisa”.

artigianato focus economia primo maggio Presidente di Confartigianato Bergamo, Lorenzo Pinetti

Il focus sui dati lombardi

La diffusione del lavoro artigiano sul territorio – In Lombardia i 486 mila lavoratori (239 mila dipendenti e 247 mila indipendenti) dell’artigianato, che rappresentano il 10,9% dei 4 milioni 448
mila addetti del totale economia, contribuiscono alla realizzazione del 5,7% del valore aggiunto del territorio e il 19,6% del valore aggiunto realizzato da tutto l’artigianato italiano. Sul totale
occupazione l’artigianato ha peso maggiore nelle province di Lecco 19,5%, Cremona 19,3%, Pavia 19,2% e Sondrio 19,1%.

artigianato focus economia primo maggio

L’artigianato fornisce contributo rilevante al mercato del lavoro

Nel 2024 in Lombardia l’occupazione sale su base annua dello 0,8%, pari a 37mila occupati in più. La crescita è data unicamente dell’aumento dei lavoratori dipendenti (+75mila) poiché diversamente gli indipendenti si riducono (-38 mila) (Istat, 2025). Per provincia si osserva una più ampia crescita occupazionale nell’ultimo anno a Cremona (+1,9%), Milano (+1,9%) e Bergamo (+1,2%). Tra i grandi comuni, Milano figura tra quelli che trainano la crescita dell’occupazione 2023-2024, con maggiore spinta delle donne.

artigianato focus economia primo maggio

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L’ampio contributo delle MPI alla domanda di lavoro lo si coglie dai dati previsionali: delle 267.610 entrate di lavoratori programmate dalle imprese nel trimestre aprile-giugno 2025 il 52,8% (141.170 entrate) sono pianificate da micro e piccole imprese con 1-49 dipendenti (Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 2025). Contributo più ampio delle MPI alla domanda di lavoro si rileva nelle province di: Sondrio (70,1%), Como (63,0%) e Brescia (62,9%).

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Cresce l’occupazione giovanile
Nel mondo della micro e piccola impresa e nell’artigianato lombardo è più alta la quota di dipendenti giovani. Nelle imprese fino a 49 addetti – di cui fa parte la totalità delle imprese artigiane – la quota di dipendenti under 30 è del 18,1%, 4,2 punti superiore al 13,8% delle medie e grandi imprese con almeno 50 addetti, e sale al 20,4% nelle micro imprese fino a 9 addetti, dove è più elevato il peso dell’artigianato.
Tra le province la quota più elevata di dipendenti under 30 nelle MPI la osserviamo a Sondrio dove si attesta al 22,8%, 7,6 punti superiore rispetto alle medio grandi imprese. Seguono Bergamo dove si attesta al 20,1%, 6,0 punti superiore rispetto alle medio grandi imprese e Brescia dove si attesta al 19,8%, 4,6 punti superiore rispetto alle medio grandi imprese.

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Alcune evidenze sul mercato del lavoro lombardo per MPI e artigianato 
Nel 2024 l’occupazione giovanile fino a 34 anni nella nostra regione sale dello 0,6% su base annua, consolidando la fase espansiva del mercato del lavoro, e portando il tasso di occupazione al
53,6% (> 44,9% nazionale).
L’occupazione giovanile ha contribuito al dinamismo del mercato del lavoro negli ultimi tre anni (tra il 2021 e il 2024), registrando nel triennio in esame un aumento di 109 mila giovani
lavoratori (pari ad un aumento cumulato del +11,0%, superiore al +4,7% del totale occupati 15-64 anni), triennio particolarmente turbolento, caratterizzato dalle conseguenze dell’invasione
dell’Ucraina da parte della Russia, da uno shock energetico, dalla stretta monetaria più pesante della storia dell’Euro, dalla caduta del commercio internazionale e delle incertezze derivante dallo scoppio della crisi in Medio Oriente.
Tale risultato porta la Lombardia ad occupare, tra le maggiori regioni con almeno 300mila giovani occupati, la 4^ posizione della classifica nazionale per maggiore dinamismo dell’occupazione
giovanile (+11%), preceduta da Sicilia con +17,8%, Toscana con +14,1% ed Emilia-Romagna con +11,2%.

Inoltre va tenuto conto che il dinamismo del tasso di occupazione rappresenta obiettivo primario per le politiche del lavoro, considerando che nel 2023 l’Italia è all’ultimo posto in UE a 27 per tasso di occupazione under 35 (45,0%), con un divario di 13,7 punti dal 58,6% della media UE a 27. A livello provinciale a registrare un tasso di occupazione giovanile più elevato sono: Brescia (58,1%), Bergamo (55,3%), Milano (54,6%) e Mantova (53,7%). Mentre quelle per cui si rileva un dinamismo più vivace nel triennio 2021-2024 sono: Brescia (+7,4 p.p.), Milano(+5,5 p.p.) e
Mantova (4,9 p.p.).

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L’ombra dei dazi sull’occupazione manifatturiera lombarda
La Lombardia prima regione  manifatturiera d’Europa è maggiormente esposta ai possibili effetti dei dazi sull’occupazione manifatturiera, già in calo nell’ultimo anno (-0,3%) facendo peggio rispetto ad altre maggiori regioni manifatturiere come Emilia-Romagna e Catalogna.

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Ancora elevata la difficoltà di reperimento del personale, più accentuata nell’artigianato
La crescita dell’occupazione si associa ad un rilevante e crescente mismatch tra domanda ed offerta di lavoro, soprattutto se qualificato. Da una analisi dei dati annuali dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2025), nel 2024 le imprese lombarde indicano una difficoltà di reperimento del personale per il 48,7% delle entrate previste, in aumento di 3,7 punti percentuali rispetto al 45,0% del 2023. La difficoltà di reperimento nell’artigianato arriva al 61,2%, quota superiore di 12,5 punti percentuali alla media delle
imprese del 48,7% e in aumento di 2,8 punti percentuali rispetto al 58,4% del 2023. Mentre la difficoltà di reperimento delle micro e piccole imprese si attesta al 54%( 2 punti in più rispetto al
52,0% del 2023 e 5,3 punti in più rispetto alla media).
Tra le province si rileva una difficoltà di reperimento nell’artigianato più alta a: Monza-Brianza (67,6%), Como (66,1%) e Brescia (65,9%).

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I 10 profili più difficili da trovare per le MPI lombarde
I 10 profili più ricercati (con oltre 1.000 entrate programmate nel 2024) e più difficili da reperire per le micro -piccole imprese con 1-49
dipendenti tra Professioni tecniche, Impiegati, Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, Operai specializzati e Conduttori impianti, operai di macchinari fissi e mobili, conducenti di veicoli, sono: Lastroferratori (83,6%), Conduttori di macchinari per il movimento terra (83,6%), Sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai (83,3%), Addetti alla preparazione, alla cottura e alla distribuzione di cibi (81,5%), Operai addetti a telai meccanici per la tessitura e la maglieria (79,4%), Attrezzisti di macchine utensili (78,5%), Falegnami ed attrezzisti di
macchine per la lavorazione del legno (78,5%), Tecnici programmatori (77,7%), Idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas (77,3%) e Meccanici artigianali, riparatori e manutentori di automobili (76,7%).

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La carenza di competenze complica la twin transition, digitale e green- Sul fronte della transizione digitale, si registra una marcata carenza di competenze digitali necessarie in processi aziendali che utilizzano competenze digitali avanzate, che includono intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Nell’artigianato si prevede l’entrata di 9mila lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali avanzate, pari al 11,5% delle entrate nel comparto.
Risultano di difficile reperimento nell’artigianato oltre 6 su 10 (63,2%) entrate con elevata richiesta di competenze digitali avanzate: si tratta di quasi 6mila lavoratori, pari al 11,8% del totale dei
lavoratori difficili da reperire nell’artigianato.
Nel 2024 le MPI prevedono l’entrata di 72mila lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali avanzate (con un grado di importanza medio-alto e alto), pari al 13,0% delle entrate in tali
imprese. Più della metà (58,5%) delle entrate con elevata richiesta di competenze digitali avanzate risulta di difficile reperimento nelle MPI: si tratta di 42mila lavoratori, pari al 14,0% del totale dei lavoratori difficili da reperire nelle MPI.
Su base provinciale, una difficoltà di reperimento più elevata per lavoratori a cui richieste competenze digitali avanzate si registra per le MPI di Lodi (67,1%), Mantova (64,5%), Brescia (63,6%), Sondrio (63,2%) e Como (63,1%).

Numerose evidenze (si veda Eurobarometro della Commissione europea, 2023) indicano che la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, con una
accentuazione in Italia rispetto alla media europea.
Nel 2024 per 37mila entrate previste dalle imprese artigiane è elevata la richiesta di competenze green, di cui 23.830, pari al 64%, sono di difficile reperimento. Le entrate con elevata richiesta di
competenze green rappresentano per le imprese artigiane, rispettivamente, il 45,5% delle entrate totali previste ed 47,6% delle entrate difficili da reperire.
Mentre nel 2024 per 247mila entrate di lavoratori previste dalle micro e piccole imprese in Lombardia è elevata la richiesta di competenze green (attitudine a risparmio energetico e tutela dell’ambiente un grado di importanza medio-alto e alto), di cui 143 mila, pari al 58%, sono di difficile reperimento.
Le entrate con elevata richiesta di competenze green rappresentano per le MPI, rispettivamente, il 44,5% delle entrate totali previste ed il 47,8% delle entrate difficili da reperire.
Tra le province lombarde la quota di difficoltà di reperimento di lavoratori con un marcato orientamento green per le MPI è più elevata a Como (63,0%), Brescia (61,1%), Bergamo (61,1%) e Lodi (60,4%).

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Entrate di personale immigrato
Nel 2024 sono 233.190 le entrate di personale immigrato previsto dalle imprese lombarde, pari a un quinto (21,9%) del totale entrate1. L’elaborazione dei dati del sistema Excelsior (Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 2025) evidenzia che le imprese artigiane assorbono 16.270 entrate di lavoratori immigrati, pari al 19,9% delle entrate delle imprese artigiane e al 7% delle entrate di immigrati. Nel confronto con le altre regioni la Lombardia è prima per entrate di lavoratori immigrati in termini assoluti e prima per loro peso sul totale entrate.

Mentre per peso dei lavoratori immigrati su totale entrate nell’artigianato si posiziona seconda. A livello provinciale si supera l’incidenza media (21,9%) a Bergamo (23,6%), Lodi (23,0%), Como
(22,5%), Varese (22,0%), Milano (22,0%) e Brescia (22,0%).
Approfondendo inoltre l’analisi settoriale della domanda delle imprese artigiane si osserva che il peso sul totale entrate di quelle di lavoratori immigrati tocca il massimo nelle Costruzioni, a cui seguono Altri servizi (diversi da commercio, alloggio, ristorazione e servizi turistici), Manifatturiero esteso, comprensivo di estrattivi e public utilities, Alloggio, ristorazione e servizi turistici e Commercio.