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Ad Orlando la possibilità del fallimento nei margini di un sistema focalizzato verso il successo

La 12ª edizione del Festival di arti performative e cinema si apre sabato 3 maggio con il seminario di Jack Halberstam in cui ripensare al fallimento come spazio per nuove opportunità

Bergamo. Scardinare un sistema che mira solo al successo, per scoprire libertà diverse in senso opposto, all’interno del fallimento, nelle pieghe dei margini della società. Un’azione di ricerca ai margini (che ritrovano una propria importanza e legittimazione) portata avanti dal Ministero del Fallimento, nuova istituzione fantastica di Festival Orlando che affronta il tema di questa dodicesima edizione, che si terrà dal 3 all’11 maggio a Bergamo. Istituzione che prenderà forma proprio domenica 4, sabato 10 e domenica 11 maggio (Piazza della Libertà, dalle 17.30 alle 19.00), a partire da una riflessione su “L’arte queer del fallimento”, saggio dello studioso Jack Halberstam, che sarà presente sabato 3 maggio (17.30), giornata di inaugurazione del festival, alla Sala dell’Orologio di Palazzo della Libertà (CULT! Diffusione culturale).

Un seminario divulgativo, quello tenuto dall’accademico statunitense, che dal cinema distopico femminista degli anni Settanta incentrato su una ribellione anarchica impegnata nell’insurrezione violenta e in un confronto feroce con la violenza sessuale e la violazione, offre una nuova prospettiva sulle questioni della violenza e del fallimento.

“La pratica dell’istituzione fantastica, iniziata lo scorso anno con ‘L’anagrafe fantastica’, è pensata come centro tematico ma anche fisico di Festival Orlando, un vero e proprio luogo d’incontro in Piazza della Libertà – spiega Elisabetta Consonni, direttrice artistica di Orlando – uno spazio di relazione che riflette sulle istituzioni, reimmaginandole”. Una pratica, quella delle “finctional institutions”, che nasce e si sviluppa all’interno del gruppo di lavoro del festival, come pratica di riflessione prima e performativa nei giorni di Orlando. Un lavoro partecipativo che già lo scorso anno ha avuto un grande successo, grazie all’incontro con un pubblico variegato, anche esterno al Festival, aiutato anche dalla scelta della piazza come luogo d’incontro.

“Abbiamo affrontato il tema del fallimento proprio a partire dalla lettura condivisa del testo di Halberstam – spiega ancora Consonni –. In una società in cui il sistema è pensato solo in direzione di un determinato tipo di successo, nella legittimazione di un certo tipo di persone, con una precisa provenienza geografica, un certo background culturale ed una certa classe sociale, vorremmo dischiudere possibilità di libertà diverse, proprio indagando all’interno del fallimento. Falle di un sistema, marginali rispetto al legittimato, che diventano punto di osservazione privilegiato per Orlando, che elimina così il giudizio negativo strettamente legato al concetto di ‘fallimento’. Un giudizio da scardinare, nato all’interno di un sistema neoliberista che vede il successo come unico scopo, trattando quindi il fallimento come elemento intrinseco alla vita stessa, accettandolo in quanto tale”.

Un giudizio che nasce all’interno di un sistema al quale è possibile ribellarsi: serve prendere coscienza di ciò che legittima e fa stare bene l’individuo, andando oltre regole codificate da un sistema per il quale esiste solo un tipo di successo. “Un andare oltre dal quale deriva la libertà di essere ciò che si vuole, fuori da un sistema consumistico, di generi estremamente normati, fuori da sistemi abilisti”. Serve immaginare un’altra società, in cui il fallimento non possa essere possibile, in quanto nemmeno il successo è contemplato. “Se non esistesse la vittoria, non esisterebbe nemmeno la sconfitta. È il sistema che produce il fatto che possa esserci una marginalità, nonostante ci siano molteplici possibilità che si possa uscire da questa norma. Finché esiste un sistema normato, non potrà esserci una serena accettazione del fallimento”.

Una norma che, legata alle identità di genere, passa attraverso il binarismo: “in realtà, esistono molteplici identità di genere, molteplici orientamenti sessuali. Ci sono diversi tipi di corpi, ci sono diversi tipi di abilità. Serve promuovere la pluralità, rispetto ad un sistema normato binario: elemento che, ad oggi, non è contemplato all’interno del sistema occidentale”. Pluralità che passa anche attraverso l’accessibilità: “un tema caro ad Orlando, sia riguardo alle persone con disabilità, sia in termini di comunicazione e di spazi, cercando di coinvolgere anche persone con background migratorio”.

Una riflessione, quella legata allo studio di Halberstam ed al Ministero del Fallimento, che, “ripensando il Fallimento”, vuole riportare la piazza ad essere luogo di confronto, anche rispetto alla fruizione artistica. “Ad un certo punto della Storia, il teatro è diventato un luogo elitario: per noi, quindi, il fatto di stare in piazza, tra le persone, è cruciale. In questo periodo storico, il modo di pensare e di produrre conoscenza dell’arte, è decisivo rispetto a ciò che sta succedendo. Importante è fare in modo che la gente abbia presente che esiste questo tipo di produzione della conoscenza attraverso l’arte: l’arte e la cultura aprono la mente”.

Ad Orlando la possibilità del fallimento nei margini di un sistema focalizzato verso il successo

La dodicesima edizione di Orlando si apre sabato 3 maggio alle 17.30 alla Sala dell’Orologio (CULT! diffusione culturale, Palazzo della Libertà) con l’incontro e inaugurazione “Ripensare il fallimento – Fallire, rompere e il cinema distopico femminista” con Jack Halberstam (ingresso libero con posti limitati, consigliata la prenotazione a prenotazioni@orlandofestival.it.). Sabato 3 maggio verrà inaugurata anche l’installazione OBLIO di Muna Mussie con il gruppo di persone partecipanti al laboratorio, presso l’atrio CULT! diffusione culturale (Palazzo della Libertà) (Sabato 3 maggio dalle 18.30 alle 20.30, Domenica 4 maggio dalle 16.30 alle 20.30, Lunedì 5 maggio dalle 19.30 alle 21.00, Venerdì 9 maggio dalle 20.00 alle 21.00). INFO Ingresso libero.

Alle 20.30, sempre sabato 3 maggio, verrà proposta la proiezione di “Baby” di Marcelo Caetano (Sala dell’Orologio, CULT! diffusione culturale – Palazzo della Libertà, in collaborazione con Cinema Nuovo Eden di Brescia). (Pay What You Want: 7 €, 5 € o 3 €. Consigliato l’acquisto del biglietto online su www.lab80.18tickets.it. La proiezione si terrà anche al Cinema Nuovo Eden di Brescia venerdì 9 maggio alle ore 21.00, maggiori informazioni su www.nuovoeden.it.). Dalle ore 23.00, presso lo Spazio Giovani Edonè, il party “In tre… è un party” con Toilet Club (ingresso libero). Da domenica 4 maggio (15-19) il via anche alla rassegna di cortometraggi queer Orlando Shorts 2025, presso Performatorio – centro per le arti performative (ingresso libero).

Domenica 4 maggio, dalle 17.30 alle 19.00, si terrà in Piazza della Libertà l’incontro Ministero del Fallimento (anche sabato 10 e domenica 11 maggio, sempre dalle 17.30 alle 19.00, partecipazione gratuita senza prenotazione, in caso di pioggia le iniziative saranno spostate al chiuso).

Alle 20.30, sempre domenica 4 maggio, verrà proiettato in Sala dell’Orologio di Palazzo della Libertà “Lesvia” di Tzeli Hadjidimitriou (Grecia, 2023, durata 77’, V.O. greco e inglese | sott. Italiano). In collaborazione con   Archivio Cinescatti di Lab 80 film. INFO Pay What You Want: 7 €, 5 € o 3 €. Consigliato l’acquisto del biglietto online su www.lab80.18tickets.it

Tutto il programma del festival è disponibile online su orlandofestival.it