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L’amministratore delegato di Teb ripercorre le tappe fondamentali per l’arrivo della linea che punta verso la Val Brembana e traccia la strada: “Successo del territorio unito. Lavori al 50%, abbiamo stimato una riduzione del traffico privato nell’ordine del 10-12%”

Lo scheletro di quello che sarà il nuovo deposito al servizio della linea T2 è già stato innalzato in fondo a via don Benigno Zenoni, a Sorisole: qui ci sono già anche i primi binari, posati e ancorati al ballast, sui quali verranno effettuate le prove tecniche di viaggio non appena i primi tram usciranno dalla fabbrica dello Škoda Group a Plzen, in Repubblica Ceca.

Proprio nei giorni nei quali la T1, quella per la Val Seriana, festeggia i 16 anni di attività, la seconda direttrice che punta verso la Val Brembana corre veloce rispettando alla giornata il rigido cronoprogramma imposto alle opere finanziate dal Pnrr: giugno 2026 è più vicino di quanto sembri, ma l’avanzamento dei lavori ha toccato quota 50% e gli interventi più lunghi e complicati sono già quasi tutti alle spalle.

E fa specie, oggi, constatare quanto lungimirante sia stata la decisione di puntare sul tram, in un lungo lavoro preparatorio che la politica del territorio ha saputo portare avanti in modo compatto, accantonando le logiche partitiche e costruendo mattoncino dopo mattoncino quell’unità di intenti a ogni livello fondamentale per la messa a terra del progetto.

Lo ricorda con piacere anche Gianni Scarfone, prossimo a festeggiare i 20 anni da amministratore delegato di Teb, che conosce a menadito tanto le pietre miliari di questo lungo percorso quanto ogni minimo aspetto tecnico legato alla realizzazione di un’opera destinata a giocare un ruolo di primissimo piano nella mobilità del prossimo futuro.

Perché Teb, nella sua missione e nella sua visione, si è inevitabilmente posta come attore primario del cambiamento, capace di mettere concretamente in campo un’alternativa sostenibile all’utilizzo dell’auto privata in una porzione di territorio, quella che va da Villa d’Almè a Bergamo e viceversa, che è senza dubbio tra le più trafficate del panorama provinciale.

“Avendo già alle spalle l’esperienza della T1 – sottolinea Scarfone – con la T2 è stato più semplice rapportarsi con le comunità e gli amministratori locali. Ma è maturata anche una consapevolezza maggiore nel contesto politico-culturale riguardo la lotta alla crisi climatica, che si persegue e si può realizzare anche tramite infrastrutture di questo tipo che sono destinate a ridurre il traffico e l’impatto negativo che ha sulla vita dei cittadini. Adesso la responsabilità nostra è quella di portare a termine l’infrastruttura nei tempi previsti e insieme a Comune, Provincia e Regione Lombardia trovare le risorse per il finanziamento dei costi d’esercizio aggiuntivi. Se ci sentiamo attori del cambiamento? Sì, ce l’abbiamo nei cromosomi: abbiamo contribuito coi servizi tramviari ma anche con il potenziamento e nell’elettrificazione delle flotte di autobus, con la realizzazione del sistema e-BRT. Gli interventi che RFI sta facendo sulla rete ferroviaria sono tutti finalizzati a migliorare il cosiddetto share modale del trasporto collettivo, cioè aumentare la quantità di persone che anziché ricorrere al mezzo privato utilizza mezzi condivisi e il tram è una di quelle componenti che per qualità e per capacità di garantire un servizio puntuale diventa fondamentale”.

Secondo le stime, la linea T2 a regime servirà oltre 4 milioni di passeggeri l’anno, che tradotto significa una riduzione del traffico privato nell’ordine del 10-12% sulla tratta specifica. Ma non solo.

“Al di là dei cinque paesi attraversati (Bergamo, Ponteranica, Sorisole, Almè, Villa d’Almè) – continua Scarfone – con la realizzazione dei parcheggi di interscambio abbiamo previsto di intercettare anche il traffico che arriva dalla media e dall’alta Val Brembana, esattamente come succede sulla linea T1. Le aspettative attorno al sistema tramviario sono cresciute tantissimo e come società abbiamo sviluppato due progetti che prevedono il prolungamento di entrambe le linee: da un lato fino a Vertova, e in quel caso l’istanza di finanziamento è già sul tavolo del Ministero, dall’altro abbiamo invece ipotizzato un proseguimento fino a Zogno, come primo step, intercettando così il traffico privato in una località più a monte rispetto a Villa d’Almè”.

T2 Teb - il cantiere e il deposito a Sorisole

Guarda l’intervista completa nel video in apertura di questo articolo.