Il racconto
|Il ricordo dell’Accademia dello Sport: “Quella volta che ci presentammo a San Pietro con le padelle e il sorriso del Papa”
Il 19 febbraio 2014 l’associazione benefica bergamasca si presentò in piazza San Pietro con un dono per i più deboli. Giovanni Licini: “Avevamo concordato con l’Elemosiniere, ma Gendarmeria e Polizia ci bloccarono all’ingresso. Poi il Papa si fece una risata”
Quelle padelle al vento sventolate in piazza San Pietro fecero sorridere di gusto anche Papa Francesco: il 19 febbraio 2014 la spedizione romana dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo si colorò di un simpatico concatenarsi di aneddoti che difficilmente i volontari potranno dimenticare.
E il ricordo è vivo più che mai nella mente e nel cuore di Giovanni Licini, fondatore e oggi motore dell’associazione: “Tutto il viaggio è stato un’emozione unica, ma i momenti che abbiamo condiviso col Santo Padre sono stati qualcosa di straordinario – racconta – Eravamo partiti in 350 da Bergamo, dal piazzale della Malpensata: ci siamo divisi su due treni, poi a Roma abbiamo ricompattato il gruppo e il giorno seguente ci siamo preparati per andare in piazza a salutare Papa Francesco”.
E le pentole? “Qualche settimana prima una piena del Tevere aveva danneggiato diverse strutture di alcune comunità del territorio – ricorda ancora Licini – Eravamo in contatto con l’Elemosiniere, il cardinale Krajewski, che ci disse che in quel momento c’era bisogno di tutto, soprattutto pentole per le cucine perché senza quelle era complicato dare da mangiare ai bisognosi. Come da nostra vocazione, decidemmo di fare qualcosa e ne ordinammo un camion intero da una nota azienda bergamasca del settore. Così partimmo per la capitale ‘armati’ di queste pentole, che portammo in piazza San Pietro per farci riconoscere. Alle 6 eravamo già lì, ma quando un’ora più tardi iniziarono a far confluire i fedeli, la Gendarmeria Vaticana e la Polizia di Stato ci fermarono dicendo che non potevamo assolutamente far entrare quelle pentole, tutte con il manico, all’interno della piazza per ragioni di sicurezza”.
Un’impasse difficile da superare, perché le forze dell’ordine si mostrarono irremovibili. Ci volle l’intervento decisivo dell’Elemosiniere per convincerle che davvero quelle padelle fossero una richiesta esplicita del Papa e che, quindi, potevano passare i controlli.
“Papa Francesco, avvertito della cosa, si fece una bella risata quando passò davanti a noi con la Papa Mobile – spiega Licini – Ha preso anche in braccio uno dei bimbi del nostro gruppo e salutato alcune persone in carrozzina. Tutte le tv del mondo ci hanno ripreso, ma l’emozione più grande è stata sentire il Papa pronunciare il nostro nome a tutta la piazza”.
“Uniti con te nell’aiuto ai più deboli” recitavano gli striscioni portati a San Pietro dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà: “Una promessa che abbiamo mantenuto e che continueremo a mantenere, spronati anche dalle sue parole – conclude Licini – Una preghiera da parte di tutti noi per questo Papa gentile, buono e carismatico”.
Papa Francesco con una bimba di fronte al groppone dell'Accademia dello Sport per la Solidarietà

