Stezzano, è polemica per il concerto del 25 Aprile annullato. Gli Arpioni: “Trionfo dell’ipocrisia”
Il gruppo ska, che si sarebbe dovuto esibire in piazza venerdì, contrariato dalla decisione dell’amministrazione comunale di cancellare l’evento attacca: “Alla faccia dello stato laico il governo più a destra della storia repubblicana cerca di oscurare una ricorrenza fondamentale”
Un concerto annullato in nome di quella sobrietà esortata dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e una polemica scoppiata all’improvviso alla vigilia del 25 Aprile: giornata movimentata a Stezzano, dove l’amministrazione comunale “a seguito della proclamazione del Lutto Nazionale” per la morte di Papa Francesco ha deciso di cancellare gli eventi previsti per il pomeriggio di venerdì in piazza, tanto l’esibizione musicale quanto la festa “Bella ciao”.
Confermati, invece, gli eventi di giovedì 24, “Ottant’anni di Libertà, la memoria e la gratitudine: evento organizzato dal Consiglio Comunale dei Ragazzi dell’Istituto Caroli”, le lettura a cura del Circolo Narratori di Stezzano e la Celebrazione dell’80° Anniversario della Liberazione con la cerimonia istituzionale in Municipio nella mattinata del 25 Aprile.
Ma la cancellazione degli eventi di piazza ha scatenato le ire degli Arpioni, gruppo musicale ska che si sarebbe dovuto esibire proprio a Stezzano, che sulla propria pagina Facebook si è scagliato tanto contro il Governo, per l’invito alla sobrietà, quanto contro l’amministrazione comunale, rea di essersi sottomessa a questa volontà: “Siamo davvero arrabbiati – hanno scritto – Il concerto del 25 Aprile a Stezzano è stato annullato in osservanza del lutto nazionale proclamato per un uomo che li avrebbe mandati a quel paese per molto meno. Il trionfo dell’ipocrisia di chi rideva e faceva karaoke il giorno della strage di Cutro e che delle raccomandazioni di Bergoglio sui diritti umani e sulla guerra e sui prigionieri nelle carceri ha sempre fatto carta straccia. E alla faccia dello stato laico il governo più a destra della storia repubblicana cerca di oscurare una ricorrenza fondamentale, fondativa, come sono gli ottant’anni dalla liberazione dal nazifascismo. La cosa che ci lascia ancora più basiti però è che anche comuni governati da chi si vorrebbe progressista si accodino a questa logica, retriva, repressiva e bigotta. Questo prostrarsi a chi vuol disinnescare la vitalità, l’intelligenza, la storia. Quindi niente concerto. Niente festa di liberazione, ma un morigerato silenzio. Bella me*da, consentitecelo. Ci spiace per tutte e tutti quelli che avevano risposto al tam tam ma stiamo scrivendo anche per avvisarvi di non venire a vuoto”.
Venerdì le celebrazioni si ridurranno quindi al solo momento istituzionale con amministrazione comunale e Comitato d’intesa tra le Associazioni combattentistiche e d’arma.


