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Gasperini e la “quota 70” per la Champions: ecco perché e come due vittorie (o tre) possono bastare

Il successo contro il Milan ha portato la Dea a 64 punti, ottenendo la prima di quelle tre vittorie previste dal tecnico per aggiudicarsi un posto nelle top four. Cosa dice la matematica

Nella pianificazione imprenditoriale si chiama “worst case scenario”. È sostanzialmente quella condizione in cui si verificano un tot di eventi sfavorevoli che portano, appunto, alla realizzazione dello scenario peggiore possibile. Tradotto in termini calcistici e nerazzurri, è praticamente quello scenario per cui i 70 punti profetizzati da Gian Piero Gasperini dopo la vittoria contro il Bologna non bastano per qualificarsi in Champions League.

Diciamolo subito e molto chiaramente: il rischio c’è. Ed è statisticamente molto, molto complesso da calcolare. D’altronde mancano 5 giornate al termine della classifica e le combinazioni possibili che possono emergere con 6 squadre in lotta per 2 posti (dalla 3ª all’8ª, almeno per come stanno le cose) sono migliaia possibili.

L’Atalanta, poco ma sicuro, ha il suo destino in mano. Ha 64 punti, un margine di +5 sul quinto posto, il primo “escluso” e occupato dalla Juventus, rimasta a 59 dopo la clamorosa sconfitta di Parma. In mezzo c’è il Bologna a 60, poi Lazio 59, Roma 57 e Fiorentina 56, mentre il Milan a 51 è già ora matematicamente escluso dal conto.

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Partendo dal terzo posto, deve essere superata da due squadre per poter restare fuori. Candidate più credibili? Ovviamente Lazio, Juventus e Bologna. Due però si devono sfidare nella 35ª giornata, quando in programma c’è Bologna-Juve, e alla 36ª c’è anche Juve-Lazio. Insomma, una cosa è certa: è matematicamente impossibile che le prime tre inseguitrici della Dea facciano bottino pieno di 15 punti.

Se la Juve dovesse perdere entrambi gli scontri diretti, ci vorrebbero almeno 75 punti per avere la garanzia della qualificazione, perché il Bologna avrebbe ‘in potenza’ 75 punti e la Lazio 74, ma basta soltanto che i bianconeri strappino un punto in una delle due per ‘sbloccare’ la quota 73 come sufficiente per agguantare matematicamente un posto in Champions League. Tradotto: in quest’ultimo caso, tre vittorie nelle ultime cinque porterebbero la Dea alla matematica certezza, visto che né Roma né Fiorentina possono raggiungere quella quota di punti.

E la famosa ‘quota 70’? Tanto per cominciare, basta che la Roma perda una delle ultime cinque partite che le restano, che la Fiorentina non le vinca tutte (si devono anche sfidare alla 35ª giornata), che la Juventus non vinca almeno due delle ultime partite, che la Lazio perda e pareggi due delle ultime cinque — oppure che il Bologna ne perda due o ne pareggi tre.

Insomma, allo stato attuale delle cose di punti per non avere dubbi ne servirebbero 5 in più di quelli profetizzati da Gasp, ma tra tre giornate – quindi con due di anticipo rispetto alla fine – con un ‘aiuto’ dalla Juventus ogni discorso si potrebbe chiudere a patto di ottenere tre vittorie contro Lecce (in casa), Monza (in trasferta) e suggellare il tutto con una vittoria contro la Roma. Fermo restando che, pur con gli scenari ancora più che aperti, a tratti spalancati, l’Atalanta ha il proprio destino in mano. Ed è la cosa più importante.