Il romanzo si muove per le vie del paese dal Campanile dell’Assunta agli storici caffè incrociando le deliranti chiacchierate di cittadini scomparsi
L’eredità di personaggi illustri del passato, oggi spettri che si aggirano per il comune di Treviglio, viene raccolta dallo scrittore Marco Carminati in un nuovo volume: Treviglio vicoli e persone. Pubblicato da Grafica&Arte, è “la raccolta di una sessantina d’interviste immaginarie, d’incontri impossibili, ma non improbabili”.
L’autore è Accademico dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo e Cavalieredi Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Scegliere è necessariamente anche escludere. Sempre e comunque: sebbene a malincuore. E dunque raccogliere le confidenze di alcuni personaggi fra quelli molto più numerosi di una gloriosa storia comunale, lasciandone fuori altri per il poco spazio disponibile, ci fa sentire in colpa. Ma ci consola l’idea che questa sessantina di “fantasmi” più loquaci abbia risposto spontaneamente all’appello, ignorato invece dagli altri rimasti nell’ombra dei vicoli, delle soffitte, delle cantine, o dietro le porte ormai chiuse per sempre delle antiche dimore, dove ognuno di essi, con esito diverso e differente merito, ha scritto una pagina di storia trevigliese.
Forse la zona pedonale imposta dal Comune ormai da parecchi anni ha portato i suoi vantaggi, con buona pace degli stessi negozianti, inizialmente perplessi. Perché la scomparsa delle automobili dal centro ha ridato infatti coraggio persino ai fantasmi del passato, relegati prima nei loro rifugi misteriosi e secolari. E finalmente liberi di fare capolino qua e là, ai piedi del Campanile dell’Assunta, negli storici caffè, o nei solai loro dominio incontrastato, eccoli mostrarsi finalmente: non proprio tutti, in effetti, solo i più coraggiosi e non a tutti, naturalmente, ma a chi, svagato, «tira sera a zonzo con le mani in tasca e la testa fra le nuvole», come suggeriva Nino Crespi.
Anche a me è dunque successo d’imbattermi in alcuni di questi… spettri trevigliesi e mi sono pertanto preso nota delle deliranti chiacchierate con questi cittadini oggi scomparsi: stravaganti di sicuro, ma certo degni d’essere ricordati, se non altro per certi tratti inconfondibilmente trevigliesi.