Papa Francesco muore a 88 anni: la scomparsa di un pontefice rivoluzionario
L’annuncio del cardinale Farrell: “Alle 7.35 il Vescovo di Roma è tornato alla casa del Padre”. Il Pontefice si trovava a Roma, a Casa Santa Marta, dove era stato trasferito dopo il ricovero al Gemelli
Il mondo piange Papa Francesco. È morto il giorno di Pasquetta, lunedì 21 aprile. Il Pontefice si trovava a Roma, a Casa Santa Marta, dove era stato trasferito dopo il ricovero al Gemelli.
Nel giorno della Santa Pasqua, aveva desiderato partecipare alle celebrazioni della messa e si era affacciato alla loggia di San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi. Poi il giro in papamobile tra la folla per salutare i fedeli.
Il pontefice è morto all’età di 88 anni, colpito da una polmonite bilaterale in seguito alle complicanze di un’infezione polimicrobica.
Dal 14 febbraio il Santo Padre era ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma: da giovane era stato operato per una grave polmonite e gli era stato asportato il lobo superiore del polmone destro, cosa che potrebbe aver complicato ulteriormente il quadro clinico.
Sabato 21 febbraio il pontefice aveva avuto una crisi asmatica prolungata nel tempo che aveva reso necessario portare ossigeno nelle vie respiratorie, attraverso una macchina con cannule nasali, perché potesse respirare.
“È l’ora della speranza contro ogni speranza”, aveva detto nella mattina di lunedì 24 febbraio il cappellano del Gemelli, don Nunzio Corrao, durante la speciale adorazione eucaristica per Francesco.
La direzione dell’Asst Papa Giovanni XXIII – l’allora direttore generale Maria Beatrice Stasi, il direttore sanitario Fabio Pezzoli e la direttrice delle professioni sanitarie Simonetta Cesa – erano stati ricevuti dal pontefice in udienza privata il 5 settembre 2020. L’ospedale cittadino era stato coinvolto nell’iniziativa di solidarietà “We Run Together – Simul Currebant”, lanciata da Papa Francesco per raccogliere fondi a favore del personale dei due nosocomi (Bergamo e Brescia) in prima linea nella lotta contro il Covid.
Nella notte di Natale del 2024 Papa Francesco aveva aperto la Porta Santa dando inizio al Giubileo della Speranza. “L’infinitamente grande si è fatto piccolo, la luce divina è brillata fra le tenebre del mondo – aveva detto durante l’omelia -. La gloria del cielo si è affacciata sulla terra. E come? Nella piccolezza di un Bambino. E se Dio viene, anche quando il nostro cuore somiglia a una povera mangiatoia, allora possiamo dire: la speranza non è morta, la speranza è viva, e avvolge la nostra vita per sempre”.
La vita di Francesco
Jorge Mario Bergoglio è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi. Diplomatosi come tecnico chimico, ha scelto poi la strada del sacerdozio entrando nel seminario diocesano. Nel 1963 si è laureato in filosofia, al collegio San Giuseppe a San Miguel. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia, laureandosi sempre al collegio San Giuseppe.
Il 13 dicembre 1969 è ordinato sacerdote dall’arcivescovo Ramón José Castellano. Il 31 luglio 1973 viene nominato provinciale dei gesuiti dell’Argentina. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires. Il 3 giugno 1997 è promosso arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Passati neppure nove mesi, il 28 febbraio 1998 è diventato arcivescovo, primate di Argentina, ordinario per i fedeli di rito orientale residenti nel Paese, gran cancelliere dell’Università Cattolica. Nel Concistoro del 21 febbraio 2001 è nominato cardinale da Giovanni Paolo II. Nell’aprile 2005 ha partecipato al conclave in cui viene eletto Benedetto XVI.
In America latina la sua figura diventa sempre più popolare. Come arcivescovo di Buenos Aires ha pensato ad un progetto missionario incentrato sulla comunione e sull’evangelizzazione con quattro obiettivi: comunità aperte e fraterne, protagonismo di un laicato consapevole, evangelizzazione di tutti gli abitanti della città e assistenza ai poveri e ai malati.
Eletto pontefice il 13 marzo 2013, il cardinale argentino è diventato il primo Papa gesuita e il primo proveniente dal continente americano. Ha assunto il nome Francesco, in onore di San Francesco d’Assisi.
Fin dai primi mesi di pontificato Papa Francesco ha colpito i fedeli per la sua semplicità: rinunciò ai lussuosi paramenti pontifici e alla residenza nel palazzo papale, scegliendo la modesta Casa Santa Marta. Ha promosso un’immagine di Chiesa aperta – vicina ai poveri e agli ultimi – e pastorale, invitando i sacerdoti a “essere dei pastori con l’odore di pecore”, a stare tra la gente. Francesco ha cercato di riformare la Curia Romana, combattendo la corruzione e promuovendo una gestione trasparente delle finanze vaticane.

Papa Francesco lascia un’impronta profonda nella storia della Chiesa. Con la sua scomparsa il mondo perde una guida spirituale che ha saputo parlare al cuore di tutti, credenti e non credenti, ricordando che la vera grandezza risiede nell’umiltà e nell’amore per il prossimo.





