Ederson ha (ri)preso per mano l’Atalanta: quando è al top, la Dea è tutta un’altra squadra
Dopo la grande prova col Bologna, il brasiliano domina in mezzo al campo anche contro il Milan: Gasperini ha ritrovato il suo valore aggiunto dopo un periodo complicato
E’ una vittoria dal peso specifico inestimabile quella che l’Atalanta ha confezionato nella notte di San Siro. Un regalo di Pasqua migliore di questo proprio non poteva esserci per la Dea che grazie all’1-0 rifilato al Milan ha compiuto un passo importantissimo verso la qualificazione alla prossima Champions League.
Tre punti vitali per bilndare il terzo posto, per tenere a debita distanza il Bologna – capace di battere la capolista Inter a tempo scaduto, ma sempre distante 4 punti – e per mettere ulteriore pressione alla Juventus, impegnata questa sera (lunedì 21 aprile) al ‘Tardini’ contro il Parma.
La seconda vittoria consecutiva dell’Atalanta, dopo il 2-0 al Bologna, porta la firma indelebile di Ederson, ovvero il match winner del Meazza. Il centrocampista brasiliano, infatti, ha posto la sua prestigiosa griffe sulla sfida contro la squadra di Sergio Conceicao: il suo colpo di testa, all’imbocco dell’ultima mezz’ora, non ha lasciato scampo all’incolpevole Maignan suggellando una strepitosa azione corale, rifinita dal colpo di testa di Bellanova e ribadita in rete, proprio dal centrocampista verdeoro con lo stesso fondamentale.
Nient’altro che il punto esclamativo su una prestazione a dir poco sontuosa da parte del numero 13 che, dopo il triplice fischio finale, è stato anche premiato in qualità MVP del match. Una scelta piuttosto scontata – visto quanto raccontato dai novanta minuti di Milano – ma allo stesso tempo doverosa: Ederson, infatti, ha inscenato una gara da autentico dominatore, prendendo per mano il centrocampo atalantino e vincendo qualsiasi tipo di duello nella fetta di campo di competenza. Un vero e proprio spauracchio, impossibile da fermare, per la controparte rossonera.
Era già successo con il Bologna, avversario contro il quale il centrocampista nerazzurro era riuscito a giganteggiare in mezzo al campo. E il copione si è ripetuto, puntualmente, anche al cospetto del Milan. Morale della favola, quando l’ex Salernitana viaggia a pieno regime, l’Atalanta è tutta un’altra squadra. E alla luce dell’ultimo periodo vissuto dalla Dea, Ederson ha scelto proprio il momento giusto per tornare ad essere un valore aggiunto.
Il momento di flessione dell’Atalanta – appesantito dalle recenti tre sconfitte consecutive in campionato – era infatti coinciso anche con il suo: espulso per proteste contro l’Inter (16 marzo, prima della sosta), il nazionale brasiliano aveva saltato la Fiorentina (30 marzo) causa squalifica, trovandosi perciò costretto a non disputare partite ufficiali per tre settimane consecutive. Un digiuno forzato che, evidentemente, gli ha fatto perdere smalto e ritmo. E che il suo stato di forma non fosse propriamente al top lo si era intuito anche contro la Lazio.
E’ proprio per questo che Bologna e Milan rappresentano due solidissimi e importanti segnali dai quali ripartire per costruire un finale di stagione da protagonista: Ederson, specialmente da due stagioni a questa parte, è diventato un giocatore dal quale dipendono letteralmente le sorti della formazione orobica. Averlo ritrovato nella fase più delicata e cruciale del campionato non può che dare un ulteriore boost a tutto l’ambiente: Ederson è tornato e ha (ri)preso per mano l’Atalanta. E ora con il suo numero 13 sugli scudi la Dea non vuole più fermarsi e raggiungere, il prima possibile, il traguardo tanto atteso e prefissato.





