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Via decine di migranti da Gromo e Valbondione, il prefetto Rotondi accanto ai sindaci
A Gromo I migranti salgono sul pullman che li porterà a Mestre

Il piano di ripartizione concordato con il Ministero dell’Interno per alleggerire i piccoli Comuni dei territori montani: primi trasferimenti nel pomeriggio di venerdì 18 aprile

Alta Val Seriana. I trasferimenti sono iniziati nel pomeriggio di venerdì 18 aprile: l’obiettivo è perseguire una ridistribuzione dei migranti su scala nazionale per alleggerire il peso sui piccoli Comuni dei territori montani. È quanto rende noto la Prefettura di Bergamo in merito all’annunciato spostamento dei richiedenti di protezione internazionale ospitati nei centri di accoglienza di Gromo e Valbondione.

Nella mattina di venerdì 18 aprile il prefetto Luca Rotondi ha avvisato i sindaci dei due Comuni del piano di ripartizione, iniziato dopo poche ore: 28 migranti sono stati spostati dalla frazione Gavazzo di Valbondione, mentre un pullman con 34 persone è partito in direzione Mestre (Veneto) dall’ex struttura alberghiera di Gromo. Un numero che è aumentato sabato mattina (19 aprile), quando un’altra ventina di richiedenti asilo è stata trasferita dal Cas di Gromo verso altri centri.

“Mi era stato assicurato un numero consistente – sottolinea Sara Riva, sindaca di Gromo -. Al prefetto ho evidenziato come un piccolo paese come il nostro non abbia le risorse per gestire così tanti migranti”. Pochi giorni fa la sindaca aveva inviato una comunicazione in Prefettura per chiedere chiarezza in merito all’arrivo nel centro di accoglienza per adulti di due minorenni, con costi a carico del Comune.

ex struttura alberghiera centro migranti GromoIl centro accoglienza migranti a Gromo: è ricavato in un'ex struttura alberghiera

La ridistribuzione dei migranti è stata concordata con il Ministero dell’Interno e con il sottosegretario Nicola Molteni: la Prefettura ha perseguito una ripartizione congrua sul territorio per mitigare il carico gravante sui piccoli Comuni di montagna. La Questura di Bergamo, informata, ha dato supporto durante i trasferimenti. “La riduzione dei flussi migratori in ingresso e l’aumento delle espulsioni ci consentono di alleggerire la presenza dei migranti sui territori – afferma Molteni -. Le istanze dei sindaci della Val Seriana erano giuste e condivisibili: abbiamo ridotto la presenza dei migranti in accoglienza nelle località bergamasche con particolare attenzione alle aree interne e montane”.

Fino a giovedì 18 aprile erano circa 130 i migranti ospitati in Alta Val Seriana: 53 nella casa di Gavazzo, mentre non sono disponibili dati ufficiali sul numero di persone che alloggiavano nell’ex hotel Gromo. Secondo le ultime stime erano un’ottantina. “Le liti tra gli ospiti erano all’ordine del giorno, ma in paese non hanno mai causato problemi – afferma Walter Semperboni, sindaco di Valbondione -. Serve un diverso modello di integrazione: è inutile relegare i migranti in paesi così piccoli senza nemmeno offrirgli la possibilità di lavorare lasciandoli per mesi al freddo senza riscaldamento”.

Il primo cittadino aveva annunciato che si sarebbe recato a Roma dopo le festività pasquali per una protesta pacifica. “La situazione è insostenibile – spiega -. Sarei andato all’esterno del Quirinale per chiedere risposte e rispetto per gli abitanti delle terre marginali”. Il piano della Prefettura sembra però aver bloccato la ‘sollevazione’: il viaggio capitolino è al momento rimandato.