Andrea Conti annuncia il ritiro a 31 anni: “Sono esausto, non riesco più a piegarmi sulle ginocchia”
L’ex Atalanta è fermo da quasi un anno: “Sono stanco di convivere con problemi e infortuni. Ho perso la speranza, nessuno mi ha chiamato”
“Sono esausto”. Andrea Conti a 31 anni ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo e ritirarsi dal calcio giocato. È stato uno dei ragazzi che nella prima Atalanta di Gian Piero Gasperini ha trovato terreno fertile per lanciarsi verso l’alto, ma poi gli infortuni lo hanno massacrato per il resto della sua carriera. Spingendolo fino alla decisione di dire basta.
Svincolato da 10 mesi, dopo l’avventura con la Sampdoria conclusa con la retrocessione in Serie B, ha disputato appena 9 presenze negli ultimi 3 anni. “Ho perso la speranza, nessuno mi ha chiamato in questi mesi” afferma alla Gazzetta dello Sport, “meglio accettare la realtà e andare avanti. Penso sempre perché gli altri siano in campo e io sul divano, ho imparato a conviverci, ma è una cosa che manda in crisi”.
“Sono anni che combatto con infortuni e delusioni, non ce la faccio più: bisogna essere consapevoli della propria situazione e per questo la mia decisione è definitiva. Non farò annunci da social, non sono il tipo”. 200 partite giocate da professionista, praticamente altrettante saltate per infortuni, recuperi, ritardi di condizione.
“Non riesco a piegarmi sulle ginocchia, penso sempre al dolore che provo”, aggiunge Conti, nativo di Lecco, ma cresciuto a Zingonia sin da piccolo. Si può considerare bergamasco d’adozione, visto che anche la compagna Martina è di Bergamo.
Nel 2017 gli 8 gol (e 5 assist con la Dea), poi il passaggio al Milan per 24 milioni di euro, una delle prime grandi cessioni dell’Atalanta del ciclo Gasp. Poi la rottura del crociato a settembre 2017, un’altra pochi mesi dopo. Periodi infiniti lontano dal campo, qualche parziale illusione di poterci essere ancora, come nella stagione 2019/20 con il Milan: 26 presenze. Poi un altro infortunio.
“Quando è arrivato Pioli al Milan ho giocato sempre, poi mi sono rifatto male e non mi ha più visto: è stato un ultimo schiaffo”. La gratitudine verso Gasperini invece non si nasconde: “Gli devo tantissimo”. Non è bastato.


