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Mille Storie: presentato il primo volume dedicato al taccuino inedito della prigionia di Betty Ambiveri

La nuova collana editoriale del Museo delle storie di Bergamo svelata nella Sala Capitolare del Convento di San Francesco: si parte da “Un taccuino per la Resistenza. Betty Ambiveri e le altre, 1944-1945”

È stato presentato giovedì 17 aprile, nella Sala Capitolare del Convento di San Francesco a Bergamo il volume “Un taccuino per la Resistenza. Betty Ambiveri e le altre, 1944-1945”, il primo della nuova collana editoriale Mille storie, curata e realizzata dal Museo delle storie di Bergamo, grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Banca Popolare di Bergamo e pubblicata da Nomos Edizioni.

La nuova iniziativa editoriale si propone di valorizzare il ricco patrimonio di archivi e collezioni del Museo, a partire da una varietà di fonti – fotografie, oggetti e documenti – per realizzare approfondimenti storici di taglio divulgativo.

Alla presentazione sono intervenuti la Sindaca di Bergamo e Presidente della Fondazione Bergamo nella Storia Elena Carnevali, Marco Ghisalberti, Consigliere delegato della Fondazione Bergamo nella Storia, il Notaio ArmandoSantus in rappresentanza della Fondazione Banca Popolare di Bergamo e Roberta Frigeni, Direttore scientifico del Museo delle storie di Bergamo.

Proprio la Fondazione Banca Popolare di Bergamo – con le parole del Notaio Santus – ha sottolineato il significato profondo di questa iniziativa: “Questo progetto rappresenta un passo fondamentale nella valorizzazione della memoria storica locale e nazionale. Con questa nuova collana editoriale, Mille storie, il Museo delle storie riesce ancora una volta a rendere viva e tangibile la grande Storia attraverso oggetti e testimonianze del quotidiano, interpretando così un patrimonio culturale prezioso, che rischierebbe altrimenti di restare lontano dalla nostra memoria e dal nostro presente. È proprio questa capacità di intrecciare passato e attualità, memoria storica e coinvolgimento della comunità, che la nostra Fondazione sostiene da anni con convinzione, ribadendo il nostro impegno per una cultura capace di creare un dialogo consapevole e costante con il territorio e le nuove generazioni”.

Il primo volume affronta con sensibilità e rigore storico il tema della deportazione femminile durante la Seconda Guerra Mondiale, prendendo spunto dal prezioso taccuino di Betty Ambiveri, esposto nel percorso museale Bergamo 900 presso il Convento di San Francesco, riaperto proprio oggi dopo la chiusura per interventi di recupero e messa in sicurezza del luogo.

Ogni numero della nuova collana rileggerà la storia italiana dell’Otto e del Novecento a partire da un oggetto delle collezioni del Museo delle storie. Come ha spiegato Roberta Frigeni, Direttore scientifico del Museo: “Ciascun numero della nuova collana editoriale ricostruirà i raccordi necessari tra la fonte principale e le altre: sono le relazioni tra le fonti a definire i contesti di significato delle singole testimonianze e a riconnetterli – come un disegno che compare unendo i punti di questi nuovi perimetri – alla grande Storia. La cifra di Mille storie sarà proprio la specificità delle collezioni museali che, per loro natura e per genesi, declinano la grande Storia al plurale – con ‘le storie’ e ‘le geografie’ particolari di cui sono espressione – e al contempo ricordano come nessun oggetto (e nessun documento), ‘faccia storia’ da solo, ma sia legato – da un vincolo che è compito dello storico mantenere saldo – al proprio vicino”.

“A credere nella filiera archivi-ricerca-museo-editoria – ha aggiunto Marco Ghisalberti, Consigliere delegato della Fondazione Bergamo nella Storia – è Fondazione Banca Popolare di Bergamo che, dopo aver contributo in modo determinante all’apertura di Bergamo 900, oggi sostiene la collana Mille storie, confermando la propria fiducia nella missione educativa del Museo, ritenuto capace attraverso la ricerca storica e la divulgazione scientifica di innescare un dialogo consapevole con le giovani generazioni”.

Fonte privilegiata per il volume presentato è il Taccuino 805. “Un taccuino per la Resistenza. Betty Ambiveri e le altre, 1944-1945”, ricostruisce l’esperienza di Elisabetta (Betty) Ambiveri e delle sue compagne di prigionia durante la detenzione nel carcere di Aichach tra 1944 e 1945, proprio a partire dalle pagine del Taccuino, scritto in forma di filastrocca e corredato da vivaci illustrazioni a colori e pubblicato per la prima volta integralmente con la trascrizione integrale.

Il volume è l’esito di una ricerca realizzata in collaborazione con ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti: materiali inediti provenienti dal Museo delle storie e dall’ANED – sezione di Milano, dialogano con fonti provenienti da altri archivi italiani e tedeschi, permettendo di ricostruire con precisione l’esperienza delle donne italiane detenute in Germania. Emerge uno spaccato della carcerazione femminile durante il Terzo Reich, a partire dalle vicende di Betty Ambiveri, figura di rilievo della rete antifascista cattolica bergamasca. L’ironia, la forza e la rete di relazioni delle prigioniere nel drammatico contesto detentivo emergono nei saggi curati da DarioVenegoni, presidente ANED, Andrea Ferrari, ricercatore ANED e ANRP, Lia Corna, curatrice del Museo delle storie, GretaFedele e Sara Troglio, ricercatrici dell’Associazione Laboratorio Lapsus.

La materialità delle testimonianze guida la strutturazione del volume: le immagini di oggetti e documenti originali aprono e corredano i capitoli, cifra che caratterizzerà, con un forte impatto visivo ogni uscita della nuova collana editoriale. La rilevanza delle fonti, con la loro materialità è evidenziata da Lia Corna: “Il Taccuino 805, insieme a fogli di ricette, segnalibri colorati, piccoli manufatti in mollica di pane e in lana e altri di oggetti di uso quotidiano, soltanto in apparenza umili e banali, costituiscono la memoria materiale dell’esperienza detentiva di Betty Ambiveri ad Aichach. Sono quanto custodisce a testimonianza di un periodo drammatico, il prezzo pagato per il proprio impegno antifascista, una memoria che diviene fonte e patrimonio collettivo nel momento in cui sono entrate negli archivi e nelle collezioni dei musei e per questo devono essere il punto di partenza per la ricerca e la conoscenza della storia”.

“Un taccuino per la Resistenza. Betty Ambiveri e le altre, 1944-1945”, che viene pubblicato in occasione dell’80° della Liberazione, assume un valore ancor più profondo ribadendo l’importanza della memoria storica locale: “Betty Ambiveri è stata una donna straordinaria che ha incarnato con coraggio, intelligenza e umanità i valori più alti della Resistenza e dell’impegno civile – ha aggiunto Elena Carnevali, Presidente della Fondazione Bergamo nella storia e Sindaca di Bergamo -. Mi piace ricordare che proprio quest’anno verrà accolta nel Famedio della città (la prima volta per una donna), decisione presa all’unanimità del Consiglio Comunale: un atto di giustizia e di riconoscenza verso una vita interamente dedicata al bene comune, alla difesa della libertà, alla cura degli ultimi.

“Un taccuino per la Resistenza. Betty Ambiveri e le altre, 1944-1945”, che viene pubblicato in occasione dell’80° della Liberazione, assume quindi un valore ancor più profondo ribadendo l’importanza della memoria storica locale. Iniziative come questa sono fondamentali per rafforzare il senso di appartenenza e favorire la conoscenza della storia della nostra città, creando un legame più consapevole tra generazioni diverse. Il volume che oggi presentiamo rappresenta una preziosa ricostruzione storica ed è anche un invito alla riflessione sulla solidarietà e la democrazia, contribuendo alla costruzione di una cittadinanza più consapevole, solidale e attiva”.

Il volume è già disponibile nel bookshop del Museo e, a partire dal 24 aprile su nomosedizioni.it e in alcune librerie del territorio.