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Piazzale Goisis, la “difesa dei confini” divide maggioranza e minoranza e finisce sui banchi del Consiglio Comunale

L’ordine del giorno urgente con primo firmatario Pezzotta, rivisto nel suo contenuto dopo il confronto tra il capogruppo della lista omonima e l’assessore alla Toponomastica Giacomo Angeloni

Bergamo. La vittoria dell’Atalanta non sarà stata una battaglia epica ma finisce comunque su una mappa. Quale? Quella al centro della discussione l’assessore Giacomo Angeloni e Andrea Pezzotta, capogruppo della sua lista, che, nella serata di lunedì 14 aprile hanno passato al vaglio una planimetria, piombata sui banchi dell’aula consiliare di Palazzo frizzoni, per meglio definire i confini di un piazzale, il Goisis, la cui intitolazione voluta dalla Giunta ha acceso la discussione. Principio d’interesse, dunque, da un lato la scelta di intotolare parte dell’area riqualificata ad una ricorrenza calcistica e dall’altro il disappunto della minoranza che non ha fatto mistero di trovare la scelta inopportuna al punto tale da presentare un ordine del giorno urgente, con primo firmatario proprio lo stesso ex candidato sindaco. Da qui l’immagine che ha, di fatto, tenuto viva l’attenzione su una seduta di lavori piuttosto tecnica: dalla “piccionaia” la calata dell’assessore a servizio anche della toponomastica che, armato di planimetria, si è accomodato in ultima fila per interloquire proprio con il capo dell’opposizione. Un po’ alla Stalin e Churchill, ma con un nulla di fatto. O meglio, con la presa d’atto da parte della minoranza di voler rivedere il contenuto dell’ordine del giorno a fronte di un “conteggio” sui confini fatto, evidentemente, in maniera errata. Un documento, quello presentato da Pezzotta, che in verità era già stato protocollato, ma che, proprio perché andrà rivisto, è stato rimandato nella sua discussione. Con buona pace della Giunta che si è levata quindi dall’impiccio di dover respingere l’urgenza.

La delibera sulla Tari

La delibera sull’aumento della Tari accende la discussione tra maggioranza e opposizione. L’assessore al Verde e all’Ambiente Oriana Ruzzini entra nel merito del contenuto del documento: “La media della Tari a Bergamo è di 214 euro, in Lombardia 250 euro e in Italia si avvicina a 350 euro. La nostra città è un modello virtuoso, tanto è vero che questo rappresenta uno dei servizi migliori, anche in rapporto al suo costo. Nulla è cambiato dal 2012, si tratta di una semplice oscillazione, quantificabile nell’aumento di 4 euro.”

Filippo Bianchi ha presentato un ordine del giorno collegato: “L’amministrazione comunale introduca la sperimentazione della raccolta settimanale almeno per i rifiuti in plastica, in uno o più quartieri, per valutarne poi l’eventuale introduzione in maniera continuativa nei prossimi anni. Si tratta di una misura attuabile, tanto è vero che funziona in altri comuni, Brescia ad esempio, dove ogni settimana viene normalmente raccolta sia la plastica che la carta e il vetro. Inoltre scoraggia il consumo di acqua in bottiglia di plastica, promuovendo il consumo di quella prodotta da impianti di depurazione pubblici o privati, o in bottiglia di vetro riutilizzabile, riducendo alla radice la mole degli imballaggi da raccogliere e riciclare, con conseguenti ricadute positive sulle tariffe della Tari e sulle emissioni generate per il trasporto, la raccolta ed il riciclo delle bottiglie d’acqua in plastica”.

Alberto Ribolla ha puntato il dito contro l’indole, a suo dire, di un’amministrazione portata ad aumentare le tasse: “Sono contento che la raccolta differenziata sia in costante incremento, ma l’aumento della raccolta differenziata dovrebbe portare ad un calo del costo della Tari. In questi anni il servizio è sempre stato puntuale, ma non posso non ricordare che da gennaio a questa parte è stato aumentato il costo degli asili, dei servizi cimiteriali, anagrafici, che le multe hanno raggiunto un livello che il Comune di Bergamo non aveva mai toccato. Questo è l’ennesima volta in cui ai cittadini viene chiesto uno sforzo”.

Piccata e puntuale la risposta dell’assessore al bilancio Sergio Gandi: “Mi piace ricordare che, quando ci siamo insediati nel 2015, abbiamo ridotto la tariffa del 5% per aumentarla, poi, dello stesso importo, chiudendo il decennio in maniera sostanzialmente invariata. Il tasso di inflazione è altissimo, ma nonostante ciò, i costi sono assolutamente sotto controllo. Questa non è una scelta che l’amministrazione può fare con discrezionalità. Anche se volesse mettervi mano non potrebbe farlo. Negli anni abbiamo fatto un buon lavoro, e va anche detto che l’incremento è stato decisamente superiore nei periodi delle amministrazioni Tentorio e Bruni. E francamente non penso che il fatto di portare critiche sugli incrementi delle aliquote abbia portato bene al centrodestra. Basta vedere gli esiti delle campagne elettorali, giocate sempre sugli stessi temi ma, purtroppo per voi, già scritti”.

Nuovo regolamento sull’utilizzo delle sale civiche

Passa il nuovo regolamento sull’utilizzo delle sale civiche, con le astensioni delle minoranze e il solo voto contrario di Filippo Bianchi che polemizza sul nuovo articolo sull’anti-discriminazione: “Ogni volta che lo inseriamo lanciamo un messaggio ed è inaccettabile, quest’aula è espressione della teoria gender, ma chi nasce uomo è un marchio e chi nasce donna è femmina. Chiedo all’assessore, oltre ai cavilli, di spiegarci, forse serve una lezione di scienze e anatomia, ma questa visione è diversa dalla realtà”. “Ci siamo detti che tutte le volte che avremmo portato un regolamento avremmo aggiunto l’articolo sull’anti-discriminazione, come da normativa nazionale. Non vedo perché dobbiamo discuterne tutte le volte, non ci leggo niente di drammatico” – così l’assessore Giacomo Angeloni –. L’intervento di Filippo Bianchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, fa capo alla questione di genere: “Il messaggio che l’amministrazione comunale ogni volta ci dà ed è qualcosa che è inaccettabile, diverso dalla realtà. Sarebbe bello che l’assessore ci spiegasse questo punto e che ci facessre, oltre ai vari cavilli, anche una lezione di scienze e anatomia”.

Debito fuori bilancio per Life Source

La discussione sul debito fuori bilancio, di oltre 300mila euro, legato ad una sentenza emessa dal Consiglio di Stato per la pratica Life Source, l’hotel realizzato tra via Carducci e l’ospedale Papa Giovanni XXIII, finisce in aula con la piccata dichiarazione di Giulia Ceci, Forza Italia: “Chiedo più trasparenza e meno omertà da parte degli assessori sulla vicenda e anche più umiltà quando viene commesso un errore, come trovo sia avvenuto in questa occasione”. Immediata la risposta dell’assessore alla Riqualificazione Francesco Valesini: “Parlare di omertà in una vicenda come questa mi sembra davvero fuori luogo, anche perchè le responsabilità non possono essere riferite al Comune. Le sentenze si rispettano sempre anche quando si subiscono o comunque non sono riconducibili ad una colpa diretta del soggetto interessato, in questo caso dell’amministrazione”.
“Nessuno accusa di omertà il Comune – così Andrea Pezzotta, Lista Pezzotta -. Il tema non è questo, ma quello riferito al fatto che abbiamo di fronte una sentenza del Consiglio di Stato in cui un privato ha subìto un danno e oggi è il Comune a pagarne le conseguenze, per un importo di oltre 300mila euro. I casi sono due: o effettivamente c’è stato un errore nella pratica amministrativa ed è corretto prendere atto oppure non c’è stato e il ritardo è addebitabile a Rfi, proprietario di una parte dei terreni sopra i quali è stato costruita la struttura. Se così fosse mi sarei aspettato un’azione verso Rfi per recuperare il totale della somma o almeno una parte. Non capisco perché deve pagare il Comune”.