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Il software elaborato dalla startup innovativa specializzata in soluzioni di programmazione intuitiva di sistemi robotici di casa al JOiiNT LAB si basa sul principio della “learning from demonstration”: le macchine, dopo essere state fisicamente guidate nell’esecuzione di un compito, ne sanno replicare immediatamente l’obiettivo finale anche in scenari mutati

Basta una singola dimostrazione “guidata” da parte dell’operatore, che sposta fisicamente un braccio robotico e gli fa compiere l’azione desiderata, e la “macchina” apprende immediatamente e in autonomia non tanto il movimento da replicare, quanto l’intenzione finale.

In gergo tecnico si chiama “learning from demonstration” ed è il principio sul quale si basa il software di Exsensia, startup innovativa specializzata in soluzioni di programmazione intuitiva di sistemi robotici di casa al JOiiNT LAB, il laboratorio congiunto tra IIT e Intellimech, supportato da Confindustria Bergamo, Università di Bergamo e Kilometro Rosso.

Un’esperienza che affonda le proprie radici nel 2018 nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e dell’Università di Pisa e nasce ufficialmente come società nel 2024 grazie al Ceo Gianluca Lentini e alla Cto ElisaStefanini, due giovani ricercatori che hanno poi trovato a Bergamo il terreno più fertile per sviluppare la propria idea e testarla in scenari aziendali reali.

“Il nostro software permette anche ad utenti senza alcun background robotico o informatico di poter programmare il sistema – spiega Stefanini – L’operatore mostra fisicamente al robot la task da eseguire e in quella fase l’algoritmo di Intelligenza Artificiale che abbiamo sviluppato impara dai sensori e dalle camere le percezioni e le azioni salienti, riuscendo poi a replicarle anche se l’ambiente circostante muta. In sostanza è in grado di generalizzare ciò che ha appreso e già dal primo impiego non avrà bisogno che gli oggetti siano nella stessa posizione della dimostrazione per portare correttamente a termine il proprio compito”.

Le potenziali applicazioni sono le più disparate: dal mondo manifatturiero alla logistica, passando per agritech o healtcare, dal pick & place al carico e scarico dei macchinari di produzione, dal test di prodotto al controllo qualità.

ExsensiaDa sinistra: Matteo Milani, stagista, Elisa Stefanini, Cto, e Gianluca Lentini, Ceo di Exsensia

Una soluzione altamente flessibile alla quale ha creduto da subito la Elettrocablaggi di Pianico, azienda “champion” del JOiiNT LAB con la quale si è costruito il primo use case: “Sicuramente per noi è una grande soddisfazione che una realtà come Exsensia abbia visto la luce all’interno del JOiiNT LAB – sottolinea il responsabile ricerca e sviluppo e business development Dimitri Buelli -. L’idea che propongono è molto brillante, un progetto ambizioso al quale abbiamo voluto dare fiato e gambe. Noi abbiamo fatto il proof of concept su una nostra applicazione di pick & place nel magazzino verticale automatico, dando avvio agli investimenti di Pariter Partners e RoboIT. Abbiamo capito da subito la bontà della soluzione tecnologica e abbiamo messo a disposizione un nostro collaboratore, Alessio Fornaciari, che proviene proprio dal mondo della ricerca in ambito robotico: ora speriamo che il software trovi una collocazione sul mercato”.

Nessun dubbio, nemmeno sulla tanto temuta sostituzione dell’uomo con le macchine: “La risposta sta nel nostro claim: Human Automation, automazione sviluppata dall’uomo per l’uomo, che consente l’utilizzo della robotica anche a personale inesperto. C’è la tendenza a semplificare, introducendo sistemi di automazione in grado di svolgere funzioni o cooperare con l’uomo per agevolarne la vita e alleviarne la fatica, sottraendolo ad attività alienanti. La vera potenza sta nella programmazione, a portata di tutti. Può essere vero che la robotica tradizionale e industriale in qualche modo possano essere un problema dal punto di vista occupazionale, ma in realtà l’uomo non vuole più fare determinati lavori, quindi l’unico senza al termine ‘sostituzione’ è questo. Non possiamo sottrarci all’evoluzione tecnologica che si sta compiendo, ma essere protagonisti del percorso significa poterlo governare in un’ottica di miglioramento dell’esperienza di vita delle persone”.

Dopo aver vinto un finanziamento di RoboIt e partecipato al loro incubatore tecnologico, Exsensia ha attraversato con successo la fase di sviluppo del proof of concept e ha da poco concluso un nuovo round di finanziamenti da circa un milione di euro. All’orizzonte, nel corso del 2025, c’è il fondamentale passaggio del cosiddetto Minimum Viable Product, che prevede la realizzazione di una versione base del prodotto da rilasciare sul mercato per testarne la risposta.

Lo strumento, come detto, è altamente flessibile e ha il vantaggio di poter essere programmato e fatto funzionare da chiunque, come se fosse una banalissima app per smartphone: “La parte innovativa sta proprio qui, nella velocità e facilità di programmazione – evidenzia Stefanini – Oggi la difficoltà maggiore è rappresentata dal costo di programmazione di una cella robotica, senza contare la scarsità di personale qualificato per farlo. In questa lacuna si inserisce il nostro software, dall’interfaccia intuitiva e che non necessita di alcuna informazione aziendale a priori. È il sistema stesso che, una volta installato, si crea tutti i riferimenti necessari all’assolvimento della task. Il target ideale è l’azienda dall’alta variabilità di prodotto, che così abbatterebbe i costi di sviluppo di una cella robotica e di un system integrator. Con il nostro software possono interagire tutte le macchine programmabili e quindi si possono adattare velocemente tutti i sistemi dei quali l’azienda potrebbe già essere dotata”.