“Dna ignoto”, l’ultimo libro del poliziotto scrittore Maurizio Lorenzi si ispira al caso Yara
Edito da Bolis, verrà presentato ufficialmente al Salone del Libro di Torino, ma è disponibile nelle librerie dall’1 aprile. Il 17 aprile firmacopie alla Ubik de Le Due Torri
Bergamo. Dopo due anni di approfondite ricerche e un’attenta ricostruzione di uno dei casi giudiziari più sconvolgenti della cronaca italiana, arriva in tutte le librerie Dna Ignoto – Profilo criminale, il nuovo romanzo di Maurizio Lorenzi, il poliziotto-scrittore, edito da Bolis. L’autore, noto anche con lo pseudonimo MaLo, si è ispirato alla tragica vicenda di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2010, per dare vita a un thriller che unisce realtà e finzione narrativa. Il libro sarà presentato ufficialmente al Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio, ma sarà disponibile già dal 1° aprile, in formato cartaceo e online. Il 17 aprile, dalle 18 alle 19, è in programma un firmacopie alla libreria Ubik del centro commerciale Le Due Torri di Stezzano.
La trama si apre in una gelida giornata di febbraio, quando il corpo senza vita di una ragazza di 13 anni viene ritrovato in un campo dell’Alta Pianura. La giovane era scomparsa mesi prima e la scoperta sconvolge l’intera comunità, terrorizzata dall’idea che un assassino spietato sia tra loro. Le indagini, complesse e prolungate nel tempo, si concludono solo dopo anni con l’identificazione di un presunto colpevole. Ma nonostante le prove a carico sembrino schiaccianti, tra l’opinione pubblica continuano a circolare dubbi su un possibile errore giudiziario.
A cercare di fare chiarezza è Milo Vera, un giornalista di origini messicane con un passato tormentato, che riesce a ottenere un’intervista esclusiva con l’uomo indicato come il mostro, detenuto in carcere. “Il mio libro prende spunto da una vicenda reale, quella di Yara Gambirasio, e dall’inchiesta che ne è derivata – racconta Lorenzi all’Adnkronos -. Ho deciso di scriverlo perché, vivendo a Bergamo, ho sentito fortemente il peso emotivo che questa tragedia ha avuto sul nostro territorio. Dopo un’iniziale esitazione, mi sono immerso nelle ricerche, cercando di ricostruire i passaggi fondamentali del caso, rispettando profondamente tutte le persone coinvolte, in particolare la famiglia della vittima”.
Lorenzi sottolinea che il suo è un romanzo di fantasia, nato con l’intento di stimolare riflessione, non di giudicare. “Anche se la giustizia ha emesso la sua sentenza, una parte della società continua a nutrire perplessità. Ho voluto offrire un nuovo punto di vista, un’occasione per guardare oltre i titoli di giornale e avvicinarsi al cuore della vicenda”.
Il protagonista, Milo Vera, è ispirato a una persona reale: un giornalista messicano vittima del narcotraffico. Il suo incontro con il presunto assassino diventa il centro nevralgico del racconto, un momento cruciale che permette di esplorare non solo i dettagli del crimine, ma anche il funzionamento di un’indagine giudiziaria complessa e senza precedenti.
Il titolo del romanzo, Dna Ignoto, richiama l’elemento chiave che ha permesso di risolvere il caso: il profilo genetico rimasto a lungo senza un’identità e che, una volta identificato, ha cambiato il corso delle indagini.



