Dazi Usa, export bergamasco a rischio: l’allarme in Consiglio comunale
Presentato un ordine del giorno urgente dai consiglieri Roberto Amaddeo e Paola Rossi: “Serve un piano vero a difesa del lavoro e delle imprese del territorio”
Bergamo. Le nuove tariffe doganali annunciate dagli Stati Uniti rischiano di colpire duramente l’economia bergamasca. L’allarme arriva in Consiglio comunale a Bergamo, dove i consiglieri Roberto Amaddeo (Lista Gori per Carnevali) e Paola Rossi (Bergamo Europea) hanno presentato un ordine del giorno urgente per chiedere al Governo italiano un intervento tempestivo.
I numeri parlano chiaro: 2 miliardi di euro è il valore delle esportazioni bergamasche verso gli Usa. L’agroalimentare rappresenta il 25% dell’export alimentare della provincia, con il 94% concentrato nelle bevande e una quota importante nei prodotti caseari, fiore all’occhiello del territorio. Le nuove misure potrebbero provocare un danno economico tra i 212 e i 293 milioni di euro, secondo la Camera di Commercio di Bergamo.
“Non si può restare a guardare. La risposta del Governo è stata debole e tardiva – affermano i consiglieri -. Si continua a parlare di dazi come opportunità, ma qui parliamo di posti di lavoro, filiere produttive e imprese che rischiano di chiudere”.
Nel mirino dell’ordine del giorno ci sono: l’assenza di un piano nazionale con risorse aggiuntive per le imprese colpite, il ritardo nell’attuazione del programma Transizione 5.0 e la mancanza di una strategia condivisa con l’Unione Europea.
La proposta impegna la Giunta comunale a: trasmettere l’atto a Governo e Ministeri competenti; costruire, con tutte le forze politiche locali, un fronte comune per difendere le imprese bergamasche; collaborare con Camera di Commercio, Confindustria, Coldiretti e altre realtà economiche per una posizione condivisa e forte; coinvolgere gli europarlamentari bergamaschi per portare la questione a Bruxelles.

“Non possiamo permettere che Bergamo paghi il conto di una politica protezionista e di risposte deboli da parte del Governo – concludono Amaddeo e Rossi -. Serve un piano vero, con risorse vere, a difesa del lavoro e delle imprese del nostro territorio”.



