gli scenari
|Provincia e ipotesi Gafforelli, il dopo Malanchini firma la rottura tra Lega e via Tasso e rilancia la politica del centro
Il modello della Bassa da prendere come esempio anche nella scelta di un candidato che incarnerebbe i principi di un’istituzione in cui, in virtù di un’elezione di secondo livello, centrodestra e centrosinistra potrebbero andare a braccetto
Bergamo. Sarà stato il dopo Malanchini, sarà stato l’esempio di Romano di Lombardia o, ancora, le distanze certo adesso più accentuate tra la Lega e via Tasso, sta di fatto che, alla luce di quanto accaduto nel corso del congresso comunale della città della Bassa, l’ipotesi di un uomo di centro alla guida della Provincia sempre più piede. Sì, è vero, l’appuntamento elettorale è ancora lontano, e di fatto farà da apripista alle urne anche a quelli di Caravaggio e per Treviglio, ma la politica del territorio comincia a fare quadrato e a disegnare possibili scenari. Lo stato dell’arte racconta di una dichiarazione d’intenti chiara, raccontata a microfono aperto, nel corso di un incontro, quello firmato Forza Italia, in cui il coordinatore regionale Alessandro Sorte ha lanciato la candidatura di Gianfranco Gafforelli, attuale sindaco di Romano di Lombardia come numero uno di via Tasso. Una proposta lusinghiera per l’ex di turno, raccolta con il favore del protagonista che però non si è lasciato andare a commenti, che certo non è passata inosservata nè agli alleati di coalizione nè a chi, di contro, fa capo all’alveo del centrosinistra, la casa dell’attuale presidente Pasquale Gandolfi.
E le reazioni non si sono fatte attendere. Un déjà vu, una provocazione o, piuttosto, una carta concretamente spendibile? Di certo c’è, se fosse, il nome di Gafforelli qualche mal di pancia potrebbe crearlo. Sia da una parte che da quell’altra. Nel centrodestra non sono ancora stati digeriti i malumori nati dalla dicotomia nella gestione della partita della residenza concessa ai profughi, con gli azzurri autori di una scelta che ha segnato una svolta epocale sul territorio e con la Lega profondamente reticente, tanto da far muovere il segretario provinciale in persona Fabrizio Sala e portarlo a colloquio con lo stesso primo cittadino.
A pesare sul piatto della bilancia ci sono poi anche le velleità che quella poltrona porta con sé: Lega e Fratelli d’Italia non hanno infatti mai fatto mistero di volerla, come del resto gli azzurri non hanno mancato di rimarcare, numeri alla mano, di voler tornare ad essere protagonisti della scena politica. Di fatto, però, c’è in casa Carroccio, di nomi spendibili capaci di fare da collante tra le diverse anime non ce ne sono e la frattura creata anche dalla querelle Malanchini-Gandolfi di una settimana fa sulla vicenda Cortenuova ha segnato una frattura ancora tutta da rimarginare. Sul fronte del partito con la fiamma, le ambizioni non mancano, ma i papabili latitano e dietro l’angolo ci sono, anche, le partite dei feudi Treviglio e Caravaggio, troppo appetitose per portare il partito del coordinatore Andrea Tremaglia a rimanere un passo indietro.
Ma il felice esperimento Romano, lo stesso che ha portato Gafforelli a vincere, docet. La Bassa da prendere a modello. L’uomo moderato, espressione del centro, ha di fatto sfilato tutte le liste del centrosinistra e ha portato il centrodestra alla vittoria, strappando il Comune della Bassa al governo del Pd che, di fatto, annovera nelle sue fila anche degli estimatori dello stesso politico. Avvalorando, così, l’ipotesi di una candidatura che potrebbe rappresentare l’alter ego di Gandolfi, un’alternativa valida perché condivisa, sposata perché quasi bipartisan, testimone di un principio di equilibrio che di fatto, al momento, altro non sarebbe che l’incarnazione della stesso principio di un’elezione di secondo livello quale è la Provincia, di un governo del territorio in cui centrodestra e centrosinistra sono chiamati ad andare a braccetto.



