Lotta ai tumori, Lucia De Ponti: “Fondamentale la prevenzione, il servizio sanitario è al collasso”
La presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori – Lilt Bergamo: “Bisogna diffondere la cultura della salute”
Sabato 12 aprile ricorre la giornata nazionale della prevenzione. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) e da ANIMO (Associazione Nazionale Infermieri Medicina), ha l’obiettivo di diffondere una cultura della salute consapevole.
In occasione di questa data, in tutta Italia si svolgono iniziative di sensibilizzazione e vengono messe a disposizione visite gratuite per avvicinare la cittadinanza alla medicina. In Bergamasca segna il culmine di una settimana ricca di eventi dedicati al benessere, alla prevenzione e agli stili di vita sani, messi in campo da Ats Bergamo con Regione Lombardia e le Asst del territorio.
Abbiamo chiesto a Lucia De Ponti, presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori – Lilt Bergamo, di illustrarci il significato di questo giorno.
Perché è importante fare prevenzione?
Per capire l’importanza di prestare attenzione alla prevenzione e alla tutela della nostra salute basta guardare all’evoluzione della nostra società. La popolazione sta invecchiando in maniera significativa: i giovani stanno diminuendo mentre gli anziani aumentano. I numeri lo evidenziano chiaramente: in base alle previsioni demografiche risulta che nel 2050 gli over 65 saranno il 35,9% della popolazione, cioè 19,7 milioni di persone su un totale di 54,8 milioni di abitanti del pianeta. Alla luce di questa tendenza, gli spunti di riflessione sono parecchi.
Ci spieghi
Innanzitutto va considerato che negli ultimi anni la popolazione mondiale ha subito un calo, passando da 64/65 persone a 54,8. Inoltre, come dicevo, nel 2050 un terzo degli abitanti del mondo sarà over 65 e sarà affetta da patologie croniche o degenerative. Si tratterà di malattie cardiovascolari, tumori e diabete: per tutte e tre la prevenzione ha un’importanza strategica e per le malattie oncologiche va ricordata anche la diagnosi precoce. Bisogna sottolineare, quindi, che è fondamentale modificare i propri stili di vita.
Che cosa intende esattamente?
È fondamentale adottare stili di vita che ci consentano di mantenere una buona salute, evitando il più possibile i danni derivanti da comportamenti sbagliati (fumo, alcol) e facendo movimento. Osservare queste buone abitudini ci permette di mantenere quanto più possibile quel terzo di popolazione in salute. Si insiste molto sulla prevenzione proprio per questo motivo, perché non può esserci un servizio sanitario che possa garantire l’accesso alle cure al numero di persone che abbiamo individuato prima. Non si può a livello di risorse umane e in termini economici, perché non sarebbe sostenibile. Va tenuto presente che non si potrà nemmeno contare sulla protezione della famiglia, intesa come nucleo che si prende cura di un proprio caro malato, perché oggi in gran parte sono monopersonali, cioè sono formate da un componente o al massimo da due persone, quindi la soluzione non è quella.
Che cosa si può fare?
Bisogna cominciare a occuparsi della propria salute adottando stili di vita corretti e consapevoli, ossia stando attenti all’alimentazione, a tenersi in movimento e a partecipare agli screening proposti da Regione Lombardia (prevenzione secondaria), perché si tratta dello strumento più efficace che abbiamo a disposizione ed è nelle nostre mani. Alla luce dei numeri illustrati poco fa, si può facilmente capire che il servizio sanitario è al collasso. Lo sappiamo perché ci occupiamo di demografia, ma è opportuno che questa strategia di investimento sulla prevenzione venga portata avanti da tutti. Diverse associazioni di volontariato e la Regione come istituzione stanno lavorando per promuovere la prevenzione, ma è necessario l’impegno di tutti i cittadini, delle famiglie e delle aziende. Se ne deve parlare ovunque, a casa, sui luoghi di lavoro e quando si interagisce con gli altri, per diffondere una cultura della salute. Il 2050 sembra lontano, ma non è così. Le conseguenze comincerà a viverle chi oggi ha 40 o 50 anni, io in quella data ne avrò un centinaio, ma nessuno può chiamarsi fuori, perché è un problema sociale, che riguarda ognuno. Continuiamo, quindi, con le campagne di sensibilizzazione: il prossimo appuntamento sarà il 31 maggio, giornata mondiale senza tabacco, in occasione della quale per dieci giorni ci recheremo nelle strutture sanitarie per ricordare alle persone di evitare il fumo di tabacco ma anche dei nuovi dispositivi perché non è vero che non fanno male.


