L’ottavo capolavoro per celebrare l’estro di Lotto: torna visibile la Pala di San Bernardino
Apre l’esposizione dedicata al genio del Rinascimento: dal corpus lottesco nella Sala 10 agli scatti di Axel Hütte. E per la prima volta il camminamento del bistrot entra nel percorso museale
Bergamo. La direttrice guida gli ospiti nelle sale del museo. Passeggia tra i capolavori della collezione, il linguaggio del corpo racchiude l’intensità del momento: tiene vicina a sè il maestro fotografo, usa le mani per indicare e narrare. Comunica, racconta arte.
Maria Luisa Pacelli, direttrice dell’Accademia Carrara, ha accompagnato i giornalisti giovedì 10 aprile nell’anteprima del nuovo percorso espositivo dedicato alla riscoperta di Lorenzo Lotto. L’itinerario, l’atteso esordio della storica dell’arte, si sviluppa all’interno delle sale del museo in tre tappe. Poi si dirada in città e nel territorio fino ad arrivare a Trescore Balneario, esplorando i luoghi simbolo dei 12 anni trascorsi dall’artista a Bergamo.
La prima tappa museale è la Sala 10 della collezione, dove si può osservare il corpus lottesco della Carrara: 7 capolavori che tracciano un filo rosso narrativo dai maestri veneziani del pittore (Vivarini e Bellini, ndr) ai modelli contemporanei, come Previtali e Busi detto Cariani. “A Bergamo Lotto visse la sua stagione più feconda – spiega Pacelli -. Trovò una committenza alto borghese aperta, contesto in cui si potè dispiegare la sua imprevedibile inventiva”. L’inizio del percorso mette così in relazione l’artista con la tradizione, evidenziando la sua maestria nella ritrattistica. “La carriera di Lotto raggiunse il suo apice in città – aggiunge Sergio Gandi, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo -. Il percorso proposto è essenziale, ma di grande fascino”.
Al primo piano del museo la seconda tappa: una serie di scatti fotografici di uno dei più importanti rappresentanti della Scuola di Düsseldorf, il tedesco Axel Hütte. Durante la preview della mostra il 74enne interviene con garbo in un curato inglese, quasi a non voler disturbare la comitiva. Ogni parola è dosata per rispecchiare il lavoro dietro a ogni fotografia, alcune realizzate con tecniche moderne altre con l’antica tecnica del dagherrotipo: raffigurano dipinti del Lotto messi in relazione con lo spazio che li ospita.
Entrare nella mostra, a cura di Filippo Maggia, è come accedere ad un luogo sacro. La luce è tenue, l’atmosfera scura. “L’obiettivo di Axel è una restituzione artistica di quello che ha visto e percepito nelle chiese”, annuncia la direttrice. Lotto è celebrato in ogni dettaglio, l’elemento luce è alla base dell’esperienza fotografica. Lo scatto è frutto di ore di permanenza nei luoghi sacri e dell’utilizzo di espedienti per raggiungere il risultato aspirato. “La fotografia percepisce qualcosa in più rispetto all’occhio umano”, sostiene Hütte.
Uno degli scatti di Axel Hütte espostiIl biglietto costa 15 euro (13 il ridotto, ndr) e permette di visitare l’intera collezione. In virtù del percorso si è deciso di rivedere l’ingresso al museo: i visitatori dopo essere passati dalla biglietteria inizieranno il loro itinerario dalla Sala Vitali, accedendo direttamente alla Sala 10. Per la prima volta nel percorso museale entra anche il nuovo camminamento del bistrot con vista sui giardini inaugurato lo scorso settembre. “La Carrara ha il cuore bergamasco e la testa nel mondo – afferma il general manager della fondazione Gianpietro Bonaldi -. È il museo più amato a Bergamo, ma con una dimensione internazionale: non so quante istituzioni possano vantare un’esposizione con otto capolavori di Lotto”.
Dopo la discesa fino al piano terra ecco infatti il culmine del percorso, l’ottavo capolavoro del maestro: la Pala di San Bernardino proveniente dall’omonima chiesa in via Pignolo attualmente chiusa per una lunga ristrutturazione. “Abbiamo prediletto un allestimento con similitudini rispetto a quello della chiesa – sottolinea Pacelli -. La musealizzazione dell’opera consente di cogliere dettagli narrativi interessanti, difficili da percepire nella sua collocazione originaria”. Una nuova prospettiva di visione, permessa da una struttura appositamente ideata e realizzata, con l’ausilio di un’illuminazione sia artificiale che naturale.
Davanti al dipinto interviene il conservatore Paolo Plebani, affermando che la Pala è forse la più bella tra quelle del Lotto conservate in città. “Rappresenta l’inquietudine di un personaggio che a Bergamo trovò un momento di tranquillità – osserva -. È proprio il suo tormento a rendere i suoi capolavori ancora così contemporanei”.
La mostra “Dentro Lorenzo Lotto” è aperta da oggi, venerdì 11 aprile, e fino al 31 agosto.
Durante il periodo di mostra in programma visite speciali in museo e in città, un ciclo di conferenze e attività per tutti i tipi di pubblico, comprese scuole di ogni ordine e grado.
Per l’occasione è stato realizzato anche un catalogo che racchiude l’ideazione e la realizzazione del progetto nella sua interezza. A cura di Maria Luisa Pacelli con saggi di Massimo Ferretti, Enrico Maria Dal Pozzolo e Filippo Maggia, include anche un’intervista della direttrice ad Axel Hütte.




