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In occasione del 173° anniversario della fondazione della Polizia di Stato pubblichiamo il testo integrale del discorso del questore Andrea Valentino

Bergamo. In occasione del 173° anniversario della fondazione della Polizia di Stato pubblichiamo il testo integrale del discorso del questore Andrea Valentino.

Autorità, gentili ospiti, signore e signori grazie di cuore per essere qui con noi a celebrare il 173° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, in un giorno, il 10 aprile, che ricorda la promulgazione nel 1981 di una epocale riforma capace di ridisegnare l’intero ordinamento della pubblica sicurezza, rendendo la nostra amministrazione un corpo civile di Polizia, pilastro di una compiuta democrazia.

Anche quest’anno, abbiamo voluto intrecciare emozione e cultura, esaltando la bellezza di luoghi storici della città. A far da cornice alla nostra festa un autentico gioiello: il teatro sociale incastonato a pochi passi dalla splendida piazza vecchia, per l’occasione divenuta palcoscenico per mezzi e stand della Polizia di Stato.

Ringrazio pertanto il sindaco Elena Carnevali e l’amministrazione comunale che con entusiasmo ha accolto la nostra richiesta; grazie inoltre al comandante dei Vigili del Fuoco di Bergamo Giordano per il servizio qui oggi svolto dai suoi uomini, necessario per la nostra sicurezza. Saluto i direttori delle testate giornalistiche e delle emittenti televisive qui presenti.

Grazie, la vostra capacità di informare con equilibrio e trasparenza si intreccia necessariamente al nostro lavoro quotidiano e costruisce un fondamentale ponte tra istituzioni e società.

Due imperativi ci guidano, informare per voi, proteggere per noi: due lati in fondo della stessa medaglia. La giornata è iniziata con due cerimonie di commemorazione dei nostri caduti.

Nel ricordo del coraggio di chi per tutti noi ha sacrificato il bene più prezioso: la vita. Ricordiamo il coraggio di Renato, Luigi, Alceste e Marcello. Rivolgo un caloroso saluto ai loro familiari qui presenti oggi. Ricordiamoli, perché la loro abnegazione e il loro spirito di sacrificio possano continuare ad ispirarci, spronando quotidianamente il nostro agire.

Consentitemi ora due saluti particolari:
Il primo a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato di questa provincia: grazie per l’impegno straordinario che avete dimostrato anche quest’anno.
Un ringraziamento sincero alle poliziotte e ai poliziotti, non solo degli uffici operativi di cui parlerò più avanti, ma anche di quelli che con il loro lavoro silenzioso permettono l’ordinato svolgersi anche di manifestazioni come questa.
Penso all’ufficio di gabinetto, all’Ufficio tecnico logistico, all’ufficio personale, alla polizia scientifica e all’Ufficio Sanitario.
Grazie per l’attenzione, la passione e la tenacia che tutti i giorni anima il vostro operato.
Penso poi alle nostre specialità: la Polizia Stradale, la Polizia Ferroviaria, la Frontiera e la polizia postale e per la sicurezza Cibernetica.
Operatori altamente specializzati, qualificati, custodi e garanti della sicurezza delle strade, delle stazioni degli aeroporti e della rete.
È grazie al loro instancabile lavoro che ogni percorso sia esso fisico che digitale si trasforma in uno spazio sicuro ed affidabile dove potersi muovere in libertà e serenità.
Mi piace ricordare che per noi in Polizia “Uno equivale a zero mentre due equivale a uno”: è la forza della coesione, del lavoro di squadra, è la forza del gruppo che ha scelto la parte giusta dove stare.
La forza di un’istituzione che si chiama Polizia di Stato.

Mi rivolgo poi alle alunne e alunni della scuola primaria Ghisleni e alle ragazze e ai ragazzi dell’Istituto Guido Galli, del Liceo Scientifico Statale Lorenzo Mascheroni e dell’Istituto Professionale Cesare Pesenti qui presenti in teatro, ai maestri, ai docenti ed ai dirigenti scolastici che li accompagnano.

La scuola è per noi un interlocutore privilegiato, autentico motore di cambiamento e di crescita, per aprire al dialogo e promuovere nuovi modelli di ispirazione, provando a diffondere concetti di legalità che oggi rappresentino piccoli semi piantati nella coscienza dei cittadini di domani.

A voi ragazzi dico: “Siate gentili e rispettosi”. La gentilezza è l’arma più potente che abbiamo per provare a cambiare il mondo con nostri piccoli gesti quotidiani, per combattere la discriminazione, la marginalità, la violenza.  Una violenza che non possiamo più accettare, specie nella sua accezione più dura, quella di genere. La cronaca ci racconta che in Italia si consuma ancora un femminicidio ogni 72 ore, donne uccise per la sola ragione di essere donne. Una piaga sociale e un’aberrazione culturale che confonde l’amore con il possesso, un equivoco pericoloso che vive e prolifera nelle abitudini quotidiane, nelle sfumature più sottili.

Un fenomeno da prevenire, prima ancora di combattere, un fenomeno che vede le donne e gli uomini della Polizia di stato costantemente impegnati nel tentativo di diffondere, anche attraverso il coinvolgimento di esperti del settore, la cultura del rispetto.

Se i giovani rappresentano il nostro futuro, gli anziani sono la nostra memoria. Abbiamo l’imperativo morale di custodirli, affinché la loro fragilità non diventi terreno fertile per chi agisce con disonestà.

Un fenomeno odioso, quello delle truffe agli anziani, costantemente in aumento. Il raggiro è un’arma antica, ma purtroppo ancora attuale. È nell’immaginario collettivo e infantile il lupo di cappuccetto rosso che bussa alla porta fingendosi la nipote e inganna la nonna, approfittandosi della sua fiducia. Una storia che si ripete, ma che va contrastata con fermezza. Di qui, i nostri incontri mirati a sensibilizzare la cittadinanza esposta a questo rischio.

Il controllo del territorio è il fulcro della nostra attività, pietra miliare della prevenzione dei reati. Accanto al collaudato sistema ordinario, rappresentato dal piano coordinato che prevede la suddivisione in zone del capoluogo tra Pantere dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e le Gazzelle dei Carabinieri, nel corso di quest’anno vi è stato un notevole incremento di quelli che possiamo definire servizi straordinari, svolti di iniziativa o in sinergia con altre forze di Polizia sulla base di strategie e informazioni condivise e valutate con cadenza settimanale.

Nel corso dell’anno anche queste attività e questi servizi hanno portato a risultati estremamente significativi complessivamente valutati

1. Persone controllate: 1518407 (controllo del territorio + pattuglioni:53457)
2. Veicoli controllati: 40320
3. denunciati 2276
4. arrestati: 392

Ovviamente, l’analisi delle posizioni di questi soggetti da parte degli uffici della Questura, tra cui la Divisione Anticrimine e l’Ufficio Immigrazione si è tradotta nell’adozione di provvedimenti espressione classica delle competenze del Questore quale Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. Una risposta decisa, corale per garantire la sicurezza della comunità, specie in alcune zone della città, frutto dello spirito di collaborazione con le altre forze dell’ordine, in primis l’Arma dei Carabinieri con cui dividiamo l’onere del pronto intervento, nonché il concorso della Guardia di Finanza e la Polizia Locale che ci supporta, anche con l’impiego di unità cinofile.

Ringrazio pertanto il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e il Comandante della Polizia Locale. Ciò che mi preme sottolineare è il rapporto di profonda sinergia che ci lega, vero e proprio motore di condivise strategie d’intervento che evitano inutili sovrapposizioni, garantendo un’azione più incisiva ed efficace che ci rende sempre più presenti visibili sul territorio.  Ciononostante, le situazioni di marginalità e di degrado sociale che pervadono il territorio italiano, non fanno altro che innalzare esponenzialmente il senso di insicurezza percepita dai cittadini.

Permettetemi tuttavia una riflessione: qui il problema non può più essere considerato esclusivo appannaggio delle forze dell’ordine, è un problema che coinvolge tutte le istituzioni e ne presuppone la fattiva cooperazione. Anzi è proprio di fronte a situazioni come queste che fondamentale diviene l’esistenza di una rete, di uno sforzo congiunto e condiviso a più livelli. È necessario un netto capovolgimento della prospettiva: non è più possibile pensare alla sicurezza come qualcosa di calato dall’alto. Oggi la sicurezza si fa e si deve fare insieme, ciascuno con il proprio ruolo, mettendo a fattor comune le proprie conoscenze.

Quando, nonostante l’attività di prevenzione, si verificano fatti criminosi anche gravi, ecco che entra in gioco l’aspetto investigativo della nostra attività. Quest’anno purtroppo è stato segnato da diversi fatti di sangue, i cui autori sono sempre stati individuati grazie all’impegno dalle forze dell’ordine. Indagini lampo in alcuni casi, più complesse ed elaborate in altri, condotte con precisione e determinazione, seguendo le direttive dell’autorità giudiziaria, oggi qui rappresentata dai vertici della procura e del tribunale, guida autorevole e sostegno fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi comuni di sicurezza e legalità.

Vorrei, con l’ausilio delle immagini, citare alcune delle operazioni degli uffici investigativi, Squadra Mobile e Digos che hanno caratterizzato l’ultimo anno:
1. Omicidio galleria;
2. Furto Tiziana Fausti;
3. Arresto ladri cileni per furto in villa;
4. Imbrattamento Palazzo Frizzoni;
5. Operazione antiterrorismo.

L’attività della Polizia di Stato è indubbiamente, come abbiamo appena visto, prevenzione e contrasto di reati, ma è anche garanzia dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.  Tra tutti, il diritto alla libera manifestazione del pensiero, è alla base della nostra democrazia. L’ordine pubblico è un qualcosa di complesso e delicato: è bilanciare libertà e sicurezza, permettendo un dialogo e confronto in un clima di serenità e responsabilità. È impiego di uomini, mezzi, risorse, è programmazione e pianificazione strategica, tavoli tecnici, attività informativa. È studiare e strutturare il singolo servizio in relazione alle peculiarità delle più varie manifestazione che animano questa provincia.

È la sintesi di un lavoro minuzioso che nell’esecuzione passa necessariamente dalla compostezza, dall’equilibrio e ove serve dalla fermezza dei funzionari di pubblica sicurezza e ufficiali dell’Arma responsabili che qui oggi desidero ringraziare. Desidero porgere un ringraziamento, attraverso il Presidente della Provincia, anche a tutte le amministrazioni comunali che collaborano a garantire che ogni evento si svolga entro la necessaria cornice di sicurezza. Un breve accenno infine ai delicati e articolati servizi organizzati in occasione delle gare sportive disputate dalla squadra dell’Atalanta.

Eventi, anche di respiro internazionale, che ci impegnano sotto molteplici fronti, a volte anche per intere giornata. Affinché lo spettacolo sia davvero uno spettacolo per tutti è importante predisporre una cornice di sicurezza. Gli ottimi risultati nel campo dell’ordine pubblico sono ovviamente la naturale conseguenza del ruolo di regia condotta dalla Prefettura. Grazie al Prefetto Luca Rotondi per aver guidato una squadra che ha saputo rispondere positivamente anche nelle situazioni più delicate. Il suo intervento preventivo e la sua capacità di mediazione hanno in più occasioni scongiurato iniziative di dissenso e di protesta, assicurando un clima di serenità e coesione indispensabile per il bene comune. La sicurezza è un gioco di squadra e lavorando insieme si può andare lontano.

Il tema della celebrazione “Esserci Sempre”, è un motto che trova piena attuazione anche nelle attività burocratiche al servizio dei cittadini, prime tra tutte quelle svolte dalla Polizia Amministrativa e dall’Ufficio Immigrazione. Uffici quotidianamente impegnati in un lavoro complesso e costantemente a rischio di critica. Dietro il front desk, infatti, una rete silenziosa opera per garantire il buon funzionamento di ciò che si vede in superficie:

64202 passaporti rilasciati
34245 permessi di soggiorno

Numeri questi in grado di rappresentare solo una piccola parte dell’impegno di questi uffici. Il carico di lavoro è enorme e costantemente in aumento, come in crescita sono le istanze della collettività: 1.113.000 abitanti di cui oltre 159.000 di cittadinanza straniera, regolarmente soggiornanti; una densità demografica che si traduce inevitabilmente in una significativa e cospicua mole di posizioni da gestire.

Con un’unica costante: il personale di cui disponiamo. Che vi assicuro, affronta ogni sfida con determinazione anche nella continua ricerca di soluzioni innovative per rispondere alle aspettative di una società in continua evoluzione. Una situazione affrontata con grande dedizione anche dagli uffici distaccati e penso al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Treviglio e ai posti di polizia presso gli ospedali di Bergamo e provincia.

Voglio ora concludere ringraziando il personale dell’Amministrazione civile dell’interno per il vostro prezioso lavoro e a tutti i volontari dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato per il contributo fattivo che con entusiasmo rendete al servizio della collettività. Un saluto e un ringraziamento particolare alle le organizzazioni sindacali. Grazie perché è nel dialogo e nel confronto costruttivo che si può consolidare la consapevolezza della gestione di tutte le componenti della nostra Amministrazione. Ultimo ringraziamento, ma non certo per importanza, ai nostri familiari per i sacrifici che la nostra scelta quotidianamente comporta. Comprenderla e condividerla non è infatti sempre facile, ma è anche grazie a voi e al vostro supporto che noi oggi possiamo essere qui, fieri e orgogliosi del nostro impegno.

Buona festa! Viva l’Italia, viva la Polizia di Stato.