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Sciopero al Lussana, l’ex preside Quarenghi: “Complimenti ai ragazzi, continuate così”

Gli studenti protestano per la seconda lingua, con il sostegno dell’ex preside. La dirigenza non rilascia dichiarazioni

Bergamo. Giovani che non si sentono ascoltati e una dirigenza poco chiara. Questo è il clima tra i ragazzi presenti allo sciopero organizzato fuori dal liceo Lussana nella mattinata di martedì 8 aprile e che è durato per tutta la giornata scolastica. Una manifestazione pacifica con cartelli esplicativi, un grido di disappunto da parte degli studenti per avere risposte. Il motivo: la decisione di considerare extra-curricolare la seconda lingua, come comunica la circolare diffusa lo scorso 27 marzo. Un valore aggiunto che ha sempre arricchito questo percorso e che, in molti casi, è stato cruciale nel proprio orientamento scolastico. Una proposta formativa presente anche nell’altro storico liceo scientifico della città, il Lorenzo Mascheroni, nel quale l’offerta rimane invariata.

Cesare Quarenghi, ex preside del Lussana, ha espresso la sua vicinanza agli scioperanti: “Questa mattina sono passato fuori dal liceo per fare i complimenti ai ragazzi e per dirgli di continuare in questa lotta. Le leggi vanno rispettate, ma devono essere fatte per il bene della comunità. Se esiste qualche tipo di problema va richiesto al Ministero che venga sanato, non bisogna tornare indietro di 50 anni. Se vogliamo essere parte dell’Unione Europea è giusto promuovere lo studio delle lingue, anche negli indirizzi scientifici, dobbiamo essere progressisti in questo senso. Avrei voluto vedere ancora più studenti allo sciopero, magari anche qualche professore. La preside stessa dovrebbe mettersi in prima linea per trovare una soluzione”.

Otto classi hanno deciso di aderire, alcune non sono direttamente coinvolte nel nuovo provvedimento, supportando i propri compagni e la loro causa. “I professori non ci hanno esortato a scioperare – racconta una studentessa – ma hanno compreso le nostre ragioni. I nostri genitori hanno appoggiato la nostra presa di posizione”. Uno degli studenti presenti allo sciopero si è incaricato di avvertire l’Ufficio scolastico territoriale riguardo alla manifestazione senza ricevere risposta.

L’obiettivo della giornata sarebbe aprire una finestra di dialogo con la dirigenza per capire le motivazioni di tale provvedimento e garantire agli studenti trasparenza. Secondo gli studenti, dall’alto non ci sarebbero state indicazioni chiare e precise: non è chiaro loro quando verrà concretamente applicata la nuova norma e non gli sarebbero state fornite spiegazioni a supporto di questa decisione, presa in prima battuta dalla dirigenza e poi appoggiata dall’Ufficio territoriale di competenza.

I giovani raccontano di essere stati avvisati dalla Questura che potranno scioperare solamente nella giornata di oggi, ma non escludono, previo avviso, di riproporre altre occasioni di manifestazione qualora lo ritenessero opportuno. D’altra parte, la dirigenza non rilascia dichiarazioni.