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Pit stop per il trasporto pubblico bergamasco: la sicurezza preoccupa, ma corse soppresse “tendenti allo zero”

Aziende in allarme per le difficoltà a trovare autisti, calano gli abbonamenti degli studenti. Nelle vendite si allarga il deficit rispetto al pre-Covid: “Si rischia una riduzione dei servizi”

Bergamo. Si addensano nubi all’orizzonte del trasporto pubblico bergamasco. In un periodo di fervore per il settore, con i cantieri della linea T2 e dell’e-Brt per Verdellino che procedono spediti, l’Agenzia per il Tpl di Bergamo ha presentato l’andamento del servizio negli ultimi dodici mesi in occasione della 13ª Conferenza locale del trasporto pubblico.

Da marzo 2024 a febbraio 2025 nei quadranti del bacino orobico sono state effettuate 2,3 milionicorse. Il direttore dell’Agenzia Marcello Marino parla di un numero di viaggi soppressi “tendente allo zero”: cifre significative, soprattutto se si considerano le difficoltà che le aziende del settore devono quotidianamente affrontare. Tra le più ‘impattanti’, la ridotta disponibilità di personale e la sicurezza a bordo dei mezzi. “Attraverso un mix di operazioni gestionali e acquisizioni esterne le società hanno evitato che le complicazioni nel trovare autisti ricadessero sul servizio – sostiene Marino -. Le aggressioni ai danni di utenti e operatori incidono, e non poco, sull’attrattività del lavoro”.

Nel periodo di riferimento le aziende hanno incassato 35,1 milioni dalla bigliettazione, 18,2 per l’area urbana e 16,7 sulle tratte extra-urbane. Si conferma la tendenza di crescita rispetto ai due anni precedenti, ma rimane inalterato il ritardo rispetto al pre-Covid: nel 2019 le vendite avevano infatti raggiunto quota 36,3 milioni. “Ma i valori medi dei titolo di viaggio si sono alzati – avverte il direttore -: la differenza è più ampia e, se le tariffe fossero uguali, si registrerebbe un deficit di quasi 6,5 milioni”.

Uno dei dati più significativi è la riduzione nelle vendite degli abbonamenti annuali dedicati agli studenti: seppur il numero dei ragazzi sia rimasto stabile dal 2019, i titoli sono diminuiti di circa 3mila unità. “Abbiamo perso una quota di mercato considerata ‘obbligata’ – osserva ancora -. Immaginiamo che gli studenti in molti casi non abbiano alternativa, se non quella di appoggiarsi alle famiglie”. Un decremento che potrebbe in parte spiegarsi con un aumento dell’evasione e dell’elusione tariffaria. Le aziende hanno attivato maggiori controlli a rotazione sulle tratte ad alto rischio, ma avere dati precisi sul fenomeno è “praticamente impossibile”, precisa Marino.

Il nodo delle risorse pubbliche

L’Agenzia bergamasca del Tpl ha ricevuto nel 2025 57,3 milioni di euro di finanziamenti pubblici. Di questi, 53 provengono da Regione Lombardia, 3,2 dal Comune di Bergamo e 1,1 dalla Provincia. Rispetto allo scorso anno si è registrato un piccolo incremento (+0,3%, da 57,1 milioni). Circa il 65% delle risorse regionali arrivano dal Fondo nazionale dei trasporto, istituito a livello statale e poi ripartito tra le 15 regioni a statuto ordinario.

agenzia tpl trasporto pubblico locale bergamo marcello marinoIl direttore Marcello Marino durante la conferenza

Al contributo statale il Pirellone aggiunge poi un pacchetto di risorse che ridistribuisce nelle varie agenzie lombarde. La ripartizione fino allo scorso anno avveniva in base alle quote stabilite dalla delibera regionale n.7644 del 2017: alla provincia di Bergamo veniva attribuita una somma di poco superiore all’8% del totale. “Dopo il ricorso di un’altra agenzia accolto dal Consiglio di stato c’è stata una revisione delle quote, con una riduzione del contributo fino al 7,7% che avrebbe comportato una perdita di circa 2 milioni di euro – dichiara Marino -. Fortunatamente Regione ha trovato i fondi per pareggiare il deficit di quote nei bacini interessati e distribuire una piccola somma di risorse extra”.

“Abbiamo evitato una perdita devastante – aggiunge -, ma non abbiamo le risorse per adeguare il servizio e la remunerazione delle aziende, fatalmente erosa dall’inflazione. Ci avviamo verso una stagione di nuovi affidamenti, dovremo accontentarci di quello che abbiamo a disposizione”. A Milano sperano che possa esserci una revisione dei criteri di riparto a livello nazionale, con la Lombardia che potrebbe essere premiata con maggiori risorse. “Ma si tratta di una prospettiva ipotetica – ribadisce il direttore -, come Agenzia dobbiamo ragionare con quello che abbiamo”.

Nelle prossime settimane verrà pubblicato il Programma di Bacino, documento in cui sarà disegnato il trasporto pubblico locale del prossimo biennio. Poi arriverà il momento delle gare per gli affidamenti. In un quadro di risorse statico, il calo nei ricavi porterà inevitabilmente ad una riduzione dei servizi.

L’indagine sulla soddisfazione dei passeggeri

Sono stati presentati anche i risultati dell’indagine di customer satisfaction condotta tra il 14 novembre e il 2 dicembre 2024 da una società esterna, strategica. “Non vogliamo assegnare pagelle, ma ascoltare il pensiero degli utenti”, spiega Marino. A partire dal 2025 l’Agenzia ha deciso di redigere due rapporti all’anno, a maggio e settembre, per rendere più frequente l’acquisizione di dati.

L’indagine dello scorso inverno si basa su 3.455 interviste svolte di persona dagli operatori, a bordo dei mezzi o alle pensiline del trasporto pubblico. Il 95,3% di queste sono state completate sui bus, le rimanenti su tram (1,5%) e funicolare (3,2%). Per motivi scolastici il campione risulta giovanissimo: oltre il 50% degli intervistati ha tra i 14 e i 17 anni, il 14,2% tra i 18 e i 24.

Tra i dati più interessanti emerge che il 90% dei clienti sceglie i mezzi pubblici perché non ha un’alternativa. “Un dato drammatico”, commenta il direttore. Nel servizio tra i gradi di soddisfazione più bassi figurano la puntualità e la frequenza delle corse (rispettivamente 6,3 e 6,2), mentre gli intervistanti danno una buona valutazione (7,8) alla facilità di munirsi dei titoli di viaggio.

L’unico voto al di sotto della sufficienza è quello dato alla frequenza dei controlli dei biglietti sul mezzo (5,6). “Una statistica che ho voluto segnalare alle aziende – conclude Marino – perché svela una percezione sentita dagli utenti: è chiaro che è impensabile coprire tutte le corse, ma bisogna mettere in campo delle contromisure. Se un cliente percepisce che la gente non paga il biglietto o inizia anche lui a non pagare o perde l’affezione per il servizio, avvertendo di partecipare ad un gioco in cui può solo perdere”.