La Lega si spacca davanti alla prova Pasquale: Micheli nel ruolo di Ponzio Pilato?
Il consigliere Malanchini torna sulla questione Nuova Cremasca e affonda di nuovo il colpo sull’operato del presidente di via Tasso
Bergamo. La vicenda, o meglio, la querelle politica sulla Nuova Cremasca continua a far discutere. E anche se la riunione che si è tenuta in Provincia si è conclusa nel pomeriggio di lunedì 7 aprile, a non essere finita è la polemica che si è generata tra le parti in causa. O almeno per una delle due, la Lega, con il suo protagonista, Giovanni Malanchini, consigliere regionale e della Delegazione Italiana del Comitato delle Regioni in Europa, che, all’indomani dell’accesa discussione con Pasquale Gandolfi, presidente di via Tasso, torna a mettere i puntini sulle i non tanto su quanto accaduto in quello che certo non è lo studio ovale, quanto, evidentemente, per meglio definire i contorni della sua posizione. Come se non fossero sufficientemente chiari, considerata l’animosità e la tenuta muscolare del politico del Carroccio che certo non le ha mandate a dire al numero uno di Upi.
Parole scolpite sulla pietra, quelle di Malanchini che da un lato mettono la parole fine alla vicenda e dall’altro sottolineano, ancora una volta e di più, le falle dell’amministrazione allargata ma targata Pd. Per la precisione, le mancanze, così fa notare, del presidente, l’uomo messo a capo dell’istituzione proprio con la benedizione urbi et orbi non solo dei Dem, ma anche e soprattutto dello stesso boss della Bassa bergamasca che, a suo tempo e insieme a Christian Invernizzi, tirava le fila della Lega del territorio.
Il consigliere regionale torna sull’argomento, dunque, e lo fa con iniziale garbo, ringraziando il suo collega di partito Micheli, per poi ripartire, a spron battuto, esattamente da dove aveva finito la sera prima. Cioè puntando il mirino sulla operosità di una Provincia che, a suo dire, potrebbe fare meglio.
“Desidero ringraziare la Provincia, in particolare il consigliere delegato alle Grandi Opere, Francesco Micheli, sindaco di Villongo, per aver voluto con forza questo progetto e promosso l’incontro – così il consigliere regionale della Lega Giovanni Malanchini, in merito alla riunione che si è tenuta ieri in via Tasso -. Tuttavia, sono rimasto profondamente deluso da quanto emerso, ovvero l’assenza di una linea politica chiara e, soprattutto, di un metodo condiviso. Ho chiesto espressamente che la Provincia si assuma il ruolo che le compete: fare sintesi tra le esigenze dei territori e stabilire un ordine di priorità. Le opere richieste oggi cubano miliardi di euro, mentre le risorse disponibili saranno limitate. Si parla di poche decine di milioni. È quindi necessario decidere cosa viene prima e non illudere i territori che tutto sia realizzabile.
“Ieri si è tenuta in Provincia una riunione per la presentazione del documento relativo alla Nuova Cremasca, il Docfab. Per me è chiaro: la Nuova Cremasca è l’opera prioritaria. Mi ha deluso constatare che la Provincia continua a portare ai tavoli regionali e nazionali un pacchetto indistinto di richieste, senza alcuna gerarchia e senza indicare una linea politica precisa. Così si illudono i sindaci e si rinuncia a guidare il processo decisionale. La politica, soprattutto quella territoriale, deve decidere. Non può continuare a delegare tutto ai livelli superiori. Abbiamo chiesto autonomia, ora dobbiamo esercitarla. La Provincia deve avere il coraggio di fare scelte, assumersi responsabilità, non limitarsi a mettere tutto nel calderone e sperare che qualcun altro decida. Infine, voglio porre l’attenzione su un tema più ampio: la Bassa Bergamasca, in particolare quella orientale, è in ritardo su tutto, formazione professionale, trasporto pubblico, edilizia abitativa, infrastrutture. Troppo spesso le scelte politiche seguono una visione bergamo-centrica, e io, sinceramente, non mi fido più di questo approccio, non mi fido dei ‘Patti per Bergamo’ di ‘Stati Generali per Bergamo’, perché per chi si siede a questi tavoli Bergamo significa solo il capoluogo. Serve un cambio di passo e chi è stato votato sarebbe opportuno che iniziasse a fare ciò che dovrebbe, ovvero decidere”.
Dichiarazioni precise, che vanno oltre e che raccontano dell’imbarazzo generale che ha visto la Lega sfortunata protagonista. Al centro della scena, in primo piano nel cortometraggio girato in via Tasso, il politico della Bassa. Ma l’Oscar di miglior attore non protagonista va a Francesco Micheli.
Proprio lui, la mente dell’incontro organizzato alla presenza dei sindaci della Bassa orientale e dei consiglieri regionali per spiegare il contenuto del documento proponente le due versioni alternative al progetto della Nuova Cremasca. Lui, il delegato alle Grandi Opere in quota Lega, a cui Malanchini ha tirato anche la volata in Provincia. Lui, il collega di partito che, di fronte alla decisa alzata di stile del senior del Carroccio, è rimasto praticamente pietrificato. Lui che, come raccontano i presenti, alle ripetute gomitate tirate da Gandolfi per incalzarlo, per farlo intervenire, ha cercato una reazione, timida, che di fatto è arrivata, ma è caduta nel vuoto. Parole, poche, le sue, mangiate dalla foga e dall’impeto del leghista che, ad una certa, in risposta alle repliche di Gandolfi, è riuscito anche nel numero di farsi fare le scuse dal numero uno della Provincia. Micheli come Ponzio Pilato? O più semplicemente attonito e sbigottito?
Nuova Cremasca a parte, quel che è certo è che la Lega si è spaccata, nell’imbarazzo generale di chi la rappresenta in Provincia e non solo. Lo racconta bene il gelo calato nella sala, il silenzio degli amministratori del territorio presenti e il mutismo selettivo anche di chi, pur non avendo preso parte alla riunione, ha scelto di non prendere posizione. Un “chi tace acconsente” o un sogghigno da dietro le quinte? Quel che è certo è che, almeno per il momento, la strada indicata, il tracciato da battere, non pare essere quella imboccato da tutti.




