Davide Zilli di Osio Sopra è Alfiere della Repubblica a 13 anni: “I videogiochi lo hanno fatto innamorare dell’informatica”
Convive sin dalla nascita con problemi di udito, ha ideato un dispositivo in grado di inviare notifiche e alert qualora l’audioprocessore dovesse inavvertitamente spostarsi mentre si trova in carica. La mamma: “Sogna di fare il programmatore e segue già dei corsi”
Il prossimo 15 maggio, quando il presidente della repubblica Sergio Mattarealla consegnerà a Roma le targhe agli Alfieri della Repubblica – giovani che si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche e sportive – ci sarà anche un giovanissimo rappresentante bergamasco. Si chiama Davide Zilli, vive con mamma e papà ad Osio Sopra, frequenta la terza media. Segni particolari? Ha una mente davvero brillante.
“Sin dalla nascita Davide convive con seri problemi di udito“, racconta la madre, Paola, “è un problema che è emerso già dai primi giorni. Proprio in quel periodo agli Ospedali Riuniti erano disponibili degli screening mirati e Davide non riusciva a superarli. Inizialmente si pensava che fosse dovuto alla prematurità, ma alla fine non è stato così”. Diagnosi: ipoacusia bilaterale profonda. Sordità quasi completa.
Per la crescita dei neonati è fondamentale sentire e ripetere: “Abbiamo iniziato un percorso in cui siamo stati seguiti dalla dottoressa Barezzani agli Spedali di Brescia. A quattro mesi Davide ha messo le protesi, le ha portate fino a un anno e mezzo, quando ci è stato proposto l’impianto cocleare“. Si tratta sostanzialmente di una sorta di orecchio bionico, che viene installato con un’operazione chirurgica e quando indossato permette di annullare quasi totalmente la sordità.
Quello di Davide si chiama Rolly, nome affettuoso nato per gioco insieme alla nonna. Lo utilizza sin da quando è piccolo e crescendo ha imparato a conoscerne pregi e difetti. Ne ha identificato uno in particolare: la ricarica notturna. “Quando dorme Davide si toglie l’impianto, lo appoggia sulla sua piastra di ricarica, ma capita che spesso anche il solo minimo spostamento, anche di pochi milimetri, fermi il processo di caricamento della batteria”. Un problema non da poco, che si scopre solo la mattina al momento del risveglio. “La carica è veloce: mezz’ora basta per coprire le ore scolastiche”, spiega la mamma.
“Proprio pensando a questo, un giorni mi dice: ‘se ci fosse qualcosa che segnala che l’impianto si è staccato…’. Io gli ho detto di proporlo come possibile invenzione”. Ed ecco l’idea: “Un dispositivo che, quando l’impianto cocleare si sposta dalla carica, lancia un segnale sonoro sull’app del telefono mio e del papà“.
“Mi è venuta in mente una specie di allarme che suona appena l’impianto si stacca – aggiunge Davide – Sono stato soddisfatto di scoprire che non era solo un problema mio e che sono stato utile per gli altri”.
Non solo Alfiere: il brillante 13enne di Osio Sopra per la sua idea è stato premiato anche dalla Med-El, azienda tra le principali mondiali per le soluzioni uditorie e che gli ha fornito il suo apparecchio, nell’ambito del progetto “Ideas for Ears”, dedicato ai ragazzi dai 6 ai 13 anni. “Ha fornito un disegno, girato un video in cui spiega l’importante dell’impianto carico. E ora spera che la sua idea venga effettivamente realizzata”. Intanto è stato premiato direttamente nella sede centrale dell’azienda di Innsbruck, in Austria, unico italiano in mezzo a ragazzi provenienti da tutto il mondo: “Abbiamo anche conosciuto la persona che ha fisicamente realizzato l’impianto di Davide, è stato emozionante”.
L’anno prossimo Davide inizierà le scuole superiori: ha scelto l’ITIS con l’idea di fare un percorso nell’ambito dell’informatica. E il merito è… dei videogiochi: “Sono la sua più grande passione, in un futuro gli piacerebbe lavorare in quel mondo, realizzandoli scrivendo codici nei linguaggi digitali. Frequenta già un piccolo corso extra scolastico in cui sta ricevendo le basi. E qualcosina sta già programmando…”. A scuola tutti i suoi insegnanti sono molto fieri di lui: è molto volenteroso, si impegna e ha ottimi voti. E il merito è tutto suo.
“Durante il periodo del Covid, quando aveva 9 anni, ha dovuto imparare a usare il computer per necessità, per la didattica a distanza. Ha iniziato a scrivere in word, mi chiedeva anche le cose più elementari, iniziava a conoscere. Noi siamo abituati a utilizzare i tasti, per lui era tutta una novità, ma la mente dei ragazzi è molto elastica. E si vede: è un ragazzo con molta fantasia e tante molte idee”.
Mamma e papà si dicono “molto orgogliosi, non ce l’aspettavamo: io ho saputo del premio dalla preside della scuola. E quando l’abbiamo detto a Davide neanche lui ci credeva”.



