Politica
|Grimoldi: “La porti un bacione a Firenze” a Salvini, noi sul territorio accanto alla nostra gente”
Mentre il Carroccio è impegnato nel congresso federale, il “Patto per il Nord” riparte da Treviglio con il gazebo per il tesseramento
Treviglio. Al via il congresso federale della Lega. E mentre il Carroccio si dà appuntamento, oggi, sabato 5 aprile, e domani 6 aprile, a Firenze per eleggere, o meglio, rieleggere il suo leader, che sarà di nuovo Matteo Salvini, in Bergamasca che ci si organizza per continuare a macinare tessere per il movimento che raggruppa il popolo degli scontenti della Lega, gli uscenti, il “Patto per il Nord”. Un gazebo, allestito a Treviglio, voluto e organizzato proprio nel giorno in cui i fino a pochi giorni fa separati in casa saranno chiamati ai lavori per dare inizio a un nuovo corso, con in testa l’attuale vice premier, nonché unico candidato. Molti gli argomenti all’ordine del giorno della due giorni toscana, tra cui anche la revisione dello statuto e il nodo Vannacci chiamato, secondo i rumors, a ricoprire la carica di numero due, nell’alveo dei quattro predestinati. Oltre 400 i delegati che saranno presenti all’appuntamento, tra gli eletti dai militanti nei congressi regionali della Lega, parlamentari nazionali ed europei, segretari regionali e provinciali, consiglieri regionali e i membri di diritto. Nella calata generale degli addetti ai lavori spazio anche ai bergamaschi mentre altri, appunto, saranno chiamati a fare il contraltare nella Bassa.
A Treviglio, appunto, terra dove è nata la sezione del movimento voluto da Paolo Grimoldi, deputato per la Lega Nord dal 2006 al 2022 e segretario della Lega lombarda dal 2015 al 2021, e a capo del quale c’è l’ex leghista Mirko Giaffreda. È a Treviglio infatti che è nata la sezione di Patto per il Nord a nemmeno due mesi dalla fondazione dell’associazione, avvenuta il 13 ottobre a Vimercate. Il simbolo del sodalizio è Pinamonte da Vimercate, personaggio che si distinse per il suo contributo alla nascita della Lega Lombarda, la coalizione di città italiane formata nel 12esimo secolo per opporsi all’imperialismo di Federico Barbarossa.
Solo qualche settimana fa, alla presenza di Grimoldi, a Treviolo si è tenuta la prima assemblea ufficiale, durante la quale è stato nominato il direttivo provinciale, occasione nella quale è stato affidato il ruolo di coordinatore provinciale a Monica Mazzoleni, che sarà anche responsabile per il tesseramento, ex vicesindaco a Martinengo ed ex consigliere regionale, mentre il ruolo di responsabile organizzativo è stato affidato all’ex segretario della Lega di Treviglio, Daniele Riva. Come coordinatore dei sindaci, è stato nominato l’ex sindaco di Martinengo Mario Seghezzi. Infine, Antonio Maggioni si occuperà dei giovani, mentre Maurizio Crotti di Enti locali.
“Tra pochi giorni la ex Lega, quella che in tanti abbiamo amato e sostenuto per decenni, subirà una trasformazione profonda – così Paolo Grimoldi, volto storico della Lega e oggi numero uno di “Patto per il Nord” -. “Non si tratta di un semplice rinnovo, ma di un vero e proprio cambio di pelle dettato dal “popolo”. E, in democrazia, il popolo sceglie. Tuttavia, il sentimento di tradimento per chi credeva nei valori originari del Nord è forte e molti di noi percepiscono l’urgenza di una nuova strada. Le ultime novità, provenienti dal Congresso di Firenze, sembrano rimarcare una direzione improntata al personalismo: resterà il nome “Lega Salvini Premier”, un obiettivo che pare sempre più irraggiungibile. In Italia, e ancor più nell’Europa che guarda con attenzione alle scelte politiche sa che non basta la semplice caparbietà di un leader; se le politiche fatte in passato hanno deluso, se si sono collezionate accuse di incoerenza, non è facile riconquistare la fiducia della gente.
Nel frattempo, la “nuova” Lega prepara la nomina di un “Generalissimo” al ruolo di quarto vice Segretario anche se Vicario: una figura che ha saputo raccogliere migliaia di voti, ma che, a onor del vero, pare limitarsi a sottolineare problemi anziché indicare soluzioni concrete.
Per chi ha sempre creduto nel valore delle proposte, per chi ha investito il proprio tempo e la propria passione in una visione solida del Nord, questo modo di fare politica appare lontano dallo spirito originario. Di conseguenza, anche quei governatori e quei rappresentanti istituzionali che tanto hanno dato al territorio – da Attilio Fontana a Luca Zaia, da Massimiliano Fedriga a Giancarlo Giorgetti, fino al Presidente della Camera Lorenzo Fontana – sembrano destinati a dover rendere omaggio a questa nuova gerarchia verticistica. Ma è davvero questa la politica che vogliamo? Per questo, chi sente traditi i propri ideali, chi non vuol più nascondersi dietro scelte imposte dall’alto, può compiere un passo fondamentale: stringere un vero Patto di lealtà con sé stesso, con la propria storia e con il Nord. Vuol dire scegliere l’autonomia, il federalismo, la difesa concreta della produttività, della meritocrazia, dei territori virtuosi, della cultura occidentale che ci contraddistingue. Esiste un’alternativa solida, coerente, fedele alla visione di un Nord libero e forte: Patto per il Nord.
Qui ci uniamo per difendere il nostro territorio, per costruire una realtà che riconosca il valore di chi produce, di chi crede nella legalità, di chi lavora ogni giorno per un futuro migliore. Scegliere “Patto per il Nord” significa esaltare il nostro essere Nord, riprendere in mano le redini del nostro destino e dire con orgoglio che non accettiamo compromessi al ribasso. Significa dare voce al Nord che produce, che innova, che non si piega ai sovranismi di turno. È il momento di essere forti nei valori e determinati nelle azioni. La bergamasca, al momento, ci sta regalando delle grandi soddisfazioni: abbiamo infatti raggiunto quota 200 tesserati, che non sono pochi se consideriamo che la Lega in provincia ne conta tra i 700 e gli 800″.
Inutile dire che Grimoldi ha le idee ben chiare sul perché la Lega sia un partito in decrescita costante e perché Salvini è e rimane l’unico candidato possibile al congresso: “La Lega è diventato un partito centralista, clientelare, che aumenta il costo dei caselli autostradali e le tasse degli italiani per finanziare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L’alternativa a questa Lega, che non è più il movimento, il sindacato dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese, siamo noi. Come ci si può stupire del fatto che perde consensi se Salvini, che nella sua vita non ha mai lavorato neanche un giorno, definisce i dazi voluti da Trump “una bella opportunità per le aziende”? Provi lei a spiegare al nostro tessuto manifatturiero, magari a quello della Bassa bergamasca, che vive di export che l’aumento dei costi è un fattore positivo. Credo che nemmeno il premio Nobel per la Pace potrebbe avere la stessa visione del segretario nazionale. E sul perché lui si ricandidi di nuovo e soprattutto non ci sia nessuno disposto a prendere il suo posto, il perché è presto detto: c’è chi preferisce rimanere un passo indietro o scomparire per mancanza di coraggio. Lei non credo che ad uno Zaia di turno basterebbe dire solo “buongiorno” per aumentare i consensi della Lega anche solo del 3%? Io penso di sì. Ma del resto i Bossi e i Maroni di una volta non ci sono più. E questo è il risultato”.




