Logo

Temi del giorno:

Casa di Leo ringrazia i sostenitori dal palco del Teatro Donizetti

Una serata emozionante per dire grazie alla comunità bergamasca. Casa di Leo ha celebrato ancora una volta il grande traguardo dell’ampliamento con Welcome Home, lo speciale show al Teatro Donizetti

Bergamo. Una parola per racchiuderne mille. Dal profondo del cuore di Susanna Berlendis e Michele Morghen, genitori di Leo, e da tutti i volontari di Eos Aps. Un grazie però vuole esprimere tutti i concetti portati sul palco del Donizetti da coloro che ieri sera hanno partecipato allo spettacolo. Il sorriso e la leggerezza invocati da Veronica Patelli e Maurizio Bonin, due dei 240 volontari che operano a Casa di Leo.

L’empatia e il sentirsi a casa raccontati da Michela, una delle prime ospiti. Il territorio, per il quale questo progetto è un orgoglio, come spiegato dal professor Michele Colledan, chirurgo  di livello internazionale che vanta più di duemila trapianti di fegato negli adulti e soprattutto nei bambini. Questo e molto altro è stato l’omaggio che Casa di Leo ha rivolto verso chiunque, anche in minima parte, abbia contribuito al compimento del sogno di ampliare lo spazio a disposizione delle famiglie ospiti della struttura.

La serata ha alternato gli interventi dei vari ospiti alla musica del Minicoro Monterosso, diretto da Silvana Conversano, e alle esibizioni dei ballerini e ballerine della scuola di danza OnStage. A conclusione, dopo le parole del professor Colledan, sono stati gli Aut.Min.Rock, band composta da medici e infermieri dell’ASST Papa Giovanni XXIII e fondata proprio dal luminare dei trapianti, a prendersi la scena e gli applausi degli oltre 1100 spettatori del teatro.

Dal 2018 ad oggi, gli ingressi sono stati circa trecento, mentre ora la capacità della casa permetterà di garantire lo stesso numero in un solo anno. “Welcome Home” non è solo il titolo dell’evento, ma il messaggio che la Casa di Leo ha voluto trasmettere a tutti i presenti. “Questa serata – hanno dichiarato Susanna Berlendis eMichele Morghen –  è il nostro modo di dire grazie a chi ci ha sostenuto in questi anni e ha permesso a La Casa di Leo di quintuplicare le sue dimensioni, grazie alla nuova area di 3600 metri quadrati pronta per essere arredata e attivata. Vogliamo che tutti si sentano accolti, proprio come in una vera casa perché casa è accoglienza, è calore, è normalità anche quando il viaggio è difficile”.

Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di Amedeo Della Valle, capitano della Pallacanestro Brescia e campione del basket italiano, legato a Leo da un’amicizia speciale nata nel 2013, quando Della Valle, allora negli Stati Uniti per inseguire il suo sogno sportivo, ebbe l’opportunità di visitare l’ospedale pediatrico di Columbus, dove Leo era ricoverato.